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Rapporto: 300.000 palestinesi devono far fronte alla demolizione della
propria casa
Ma'an News,
16 giugno 2009
Traduzione a cura di Dan Scott per
TerraSantaLibera.org

Betlemme - Oltre
300.000 persone devono far fronte alla demolizione della casa
nei territori palestinesi occupati, è l’argomento della relazione
pubblicata questa settimana da parte dell’organizzazione umanitaria
del Regno Unito, Save the Children.
"Le demolizioni di case nei territori palestinesi occupati sono
aumentate e migliaia di famiglie e, in alcuni casi, interi villaggi,
rimangono sotto la minaccia dei bulldozer, che arrivano per
distruggere le loro case rendendo le persone senzatetto, in qualsiasi
giorno," ha detto in una dichiarazione Salam Kanaan, direttore di Save
the Children per quanto riguarda i territorii palestinesi occupati
(OPT).
Questa nuova relazione intitolata "Broken Homes", è stata redatta con
il contributo del PCC (Centro di Consulenze Palestinese) e di altre
associazioni umanitarie.
Dall’inizio delle demolizioni,avvenuto nel 1967, si stima che le
autorità civili e militari israeliane abbiano distrutto più di 24.000
case. Tuttavia, dal 2000 il numero delle case distrutte è aumentato
con una media che supera le 1.000 case demolite all’anno, ha riferito
l’associazione Save the children.
Quest'anno (2009) si è avuto un enorme aumento, con un maggior numero
di case distrutte che in tutti gli anni precedenti, fin da quando, 40
anni fa, l'occupazione israeliana ha iniziato, ha riportato
l'organizzazione. Sono circa 4.000 case sono state distrutte a seguito
delle offensive militari nella striscia di Gaza all'inizio dell'anno.
"La maggior parte delle demolizioni di case vengono effettuate, come
li definiscono loro, per motivi 'amministrativi', o come conseguenza
ad operazioni militari", ha detto Kanaan. " Le famiglie perdono tutto,
quando le loro case sono demolite; vestiti, cibo e tutti i mobili
vengono sepolti dalle macerie. Non c’è il benché minimo aiuto per
queste famiglie, che sono lasciate senza nulla, senza sostegno,
nessuna protezione."
Alcuni fatti esposti nella relazione sono i seguenti:
Più della metà (52%) delle case sono state demolite in demolizioni
collettive, in cui le demolizioni riguardavano una serie di case o di
quartieri rasi al suolo.
Due persone sono state uccise durante la demolizione delle loro case.
Solo il 13% delle famiglie ha avuto la possibilità di raccogliere i
loro averi, prima dell’inizio della demolizione.
Il 97% dei genitori sono a rischio di esaurimenti nervosi a causa
della demolizione delle loro abitazioni.
I bambini le cui case sono state distrutte, mostrano una diminuzione
nella loro salute mentale, soffrendo dei classici segni da trauma,
diventando introversi, depressi e ansiosi.
La maggior parte delle famiglie le cui case sono state demolite sono
state ripetutamente fatte evaquare per lunghi periodi di tempo - più
della metà dei nuclei familiari (61%) ha bisogno di almeno due anni
per trovare un luogo in cui vivere permanentemente.
Oltre un quarto delle famiglie deve condividere ciò che ha affinchè
tutti possano trovare un luogo in cui rimanere.
Una volta che è una casa demolita, la famiglia non solo perde la
propria casa ed il suo contenuto, ma è anche responsabile dei costi
della demolizione, quantificabile in migliaia di dollari.
I residenti di Gerusalemme Est, le comunità rurali in Cisgiordania, i
beduini, e i rifugiati che vivono nei campi, le comunità vicine al
muro di separazione o agli insediamenti, e le zone vicine ai confini
di Gaza, sono le realtà a maggior rischio di sfollamento e
demolizione. Sono più di 300.000 i palestinesi che vivono in queste
aree.
Original link:
http://www.maannews.net/en/index.php?opr=ShowDetails&ID=38604
This page:
http://www.terrasantalibera.org/300mila_demolition.htm
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