|
SADDAM HUSSEIN E LE INVASIONI BARBARICHE
di Filippo Giannini -
febbraio 2010

"Se avessi
saputo che Saddam Hussein non possedeva armi di distruzione di massa,
avrei trovato un’altra motivazione per
sopprimerlo" (Tony Blair)
Mi trovo lontano
dall’Italia, quindi non so se la Rai/TV ha trasmesso, come invece è
avvenuto in Australia, un reportage riguardante la deposizione
dell’ex Primo Ministro inglese Tony Blair chiamato a giustificare
l’aggressione angloamericana in Iraq.
Premessa essenziale:
riconosco che Saddam Hussein non è stato un santo (cristianamente
inteso), ma un dittatore che ha usato sistemi orientali (d’altronde tale
era) per ottenere la pacificazione del suo Paese, oppresso dall’odio
secolare e fanatico di etnie che si odiavano e si combattevano
compromettendo la stabilità dell’Iraq che, d’altronde, non aveva mai
avuta. E Saddam Hussein raggiunse lo scopo: l’Iraq era sulla strada di
divenire un Paese tranquillo e, in un certo senso, occidentalizzato.
Ma l’Iraq aveva un
problema non indifferente: il suo sottosuolo era ricco di petrolio e
questa ricchezza mosse la cupidigia degli “Angeli del Bene” e dei
loro cagnolini.
I lettori ricorderanno
come si giunse all’invasione barbarica di quel Paese; Paese che
possedendo un territorio, una popolazione, una propria moneta, che
ospitava ambasciate straniere e aveva ambasciate in ogni altro Stato del
mondo era riconosciuto come Stato Sovrano e, quindi, godeva di ogni
diritto che dette caratteristiche gli conferivano.
Una seconda premessa è
essenziale: come tutti i lettori ben sanno, le così dette “armi di
distruzione di massa” erano e sono in possesso della Gran Bretagna,
di Israele e, soprattutto, degli Stati Uniti d’America (oltre che di
altri Paesi) i primi tre citati, le hanno anche usate: Israele a Gaza
contro popolazioni inermi inondando quel territorio con bombe al fosforo
e con proiettili ad uranio impoverito, e gli Stati Uniti portatori di
libertà e democrazia in ogni parte del mondo, senza dimenticare le due
bombette che resero felici gli abitanti di Hiroshima e Nagasaki.
Tony Blair è stato
sottoposto, nei primi giorni di febbraio di quest’anno, ad un’indagine
condotta dalla Commissione Chilcot, sulle cause che determinarono
l’invasione, nel 2003, di un Paese sovrano: l’Iraq.
Certamente a fianco di
Tony Blair dovevano sedere altri coimputati, come George Bush, i
cagnolini fedeli come Berlusconi (e i precedenti governi italiani),
e una decina di altri rappresentanti che affiancarono i due principali
gangsters all’assalto della diligenza iraqena. Ma voglio fermarmi su
quanto ho ascoltato dalla televisione australiana (il governo
australiano è colpevole degli stessi reati), cioè sulle risultanze della
Commisione Chilcot .
Tony Blair doveva
rispondere sulle cause che determinarono l’intervento della Gran
Bretagna nell’invasione dell’Iraq e, di conseguenza della morte di 700
mila irakeni e di 179 soldati britannici.
Nessun rimorso, è stata
la risposta di Blair, anzi ha sostenuto che il mondo doveva essergli
riconoscente perché Saddam Hussein “era stato un mostro” e che
(ascoltate, ascoltate): <Egli poteva acquistare armi di distruzione
di massa>. Molti lettori ricorderanno come erano andate le cose,
cioè, dato che gli Angeli del Bene non possono fare guerre se non
per giusta causa, se questa viene a mancare, la giusta causa
si deve organizzare. L’Angelo del Bene primo della classe
identificò in Saddam Hussein l’organizzatore dell’attentato del
settembre 2001 alle Twins Towers, mistificando ogni verità in
quanto gli esecutori dell’attacco, come la CIA stessa riconobbe, erano
sauditi, cioè sudditi del Governo amico degli Usa. Ma la farsa,
tragica, si arricchisce di altri contorni che solo un gangster può
concepire: Saddam Hussein è in possesso di armi di distruzione di
massa, cioè – e non mi stancherò mai di ricordarlo – di quelle armi
di cui l’Amministrazione statunitense possedeva a migliaia. A questa
accusa Saddam Hussein rispose che non disponeva quelle armi ed è
disposto ad ospitare una Commissione, libera di indagare ovunque. La
Commissione venne organizzata ed inviata in Iraq. Non ricordo quante
settimane stette sul posto, ma dopo ampie indagini la risposta fu che di
quelle armi in Iraq non c’era neanche l’ombra.
Armi o non armi,
rimaneva il fatto che l’Iraq possedeva un sottosuolo ricco di petrolio e
gli Angeli del Bene e i loro cagnolini decisero che era
l’ora di andare a liberare quel popolo oppresso da una feroce
tiranno.
Torniamo ora alla
Commissione Chilcot
Tony Blair dinanzi alla
Commissione attestò che:
·
la sua
immediata decisione di seguire ogni azione che avessero intrapreso gli
Usa, dopo i fatti del 9 settembre 2001, era giusta;
·
una
risoluzione, circa l’attacco all’Iraq delle Nazioni Unite, era
politicamente desiderabile, ma non politicamente necessaria;
·
ancora
oggi esiste una certezza “al di là di ogni dubbio” sul possesso
delle armi di distruzione di massa da parte di Saddam Hussein, ed
insiste sull’attendibilità di quanto ha sostenuto;
·
sul
fatto che quelle armi non furono mai trovate, lo ha giustificato
col fatto che potrebbero essere state distrutte in 45 minuti;
·
ha
rivelato che all’ultimo minuto ha rifiutato un espediente offerto dagli
Usa per evitare di inviare truppe inglesi in Iraq.
Tony Blair,
contrariamente al suo carattere, appariva dinnanzi alla Commissione
piuttosto nervoso e con mani gesticolanti. In pratica terminò la sua
deposizione con questa pesante dichiarazione: <(…). If he had
known Saddam had no WMD (armi di istruzione di massa), he would
simply found a different argument for toppling him>.
Cioè: <(…). Se egli avesse saputo che Saddam non avesse posseduto
armi di distruzione di massa,
egli avrebbe trovato un’altra motivazione per sopprimerlo>.
Theresea Evan, che ha
avuto il figlio Llywelyn, di 24 anni, morto in Iraq ha dichiarato: <Egli
ha sorriso e riso, non ha detto nulla di coloro che amavamo. Io penso
che Blair sia un bugiardo perché egli lo è>. La signora Evan con la
frase: “perché egli lo è”
si riferiva al cognome dell’ex Primo Ministro, al quale se si togliesse
la “B” rimane
Lair che richiama
come suono “Liar”
(pronuncia “laiar”),
appunto “bugiardo”
in inglese. Fuori, nei pressi della sede della conferenza, centinaia e
centinaia di dimostranti anti-Blair – e fra questi spiccavano i parenti
dei caduti britannici – innalzavano appunto cartelli con la scritta
“Liar” con la
“B” vistosamente
cancellata.
“Liar”, più del segugio Blair
è stato certamente George Bush e con lui tutti i precedenti presidenti
americani lordi di sangue, autori delle recenti decine e decine di
invasioni barbariche
lanciate in tutto il globo con l’unica intenzione di adempiere alla
Dottrina Monroe,
dottrina mirante al controllo e possesso dei beni del mondo, di cui
l’Iraq è stata solo un passaggio. Quale sarà il prossimo Paese ad essere
liberato e con ciò godere di quella grande truffa che si chiama
Democrazia made in Usa
No problem, con
tanti little dogs
scodinzolanti e obbedienti, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Con
questo non voglio accusare il popolo americano di queste nefandezze,
L’uomo americano, in genere è un bambinone che da secoli viene
turlupinato da un gruppo di gerarchi
della finanza e mandato a morire dove detti
gerarchi decidono. Come ha scritto lo storico
americano George Crocker: <Nessun popolo è stato tanto bassamente
turlupinato come lo è stato quello americano>.
Da quanto sopra detto può apparire che nutro una certa
ammirazione per Saddam Hussein e questa impressione è reale. Ho ancora
presente con quale coraggio ha affrontato il capestro, anche se si è
tentato di umiliarlo legandolo come un salame, secondo l’american
way.
Inoltre, se all’inizio
dell’articolo ho scritto che Saddam Hussein
“non era un santo ed ha usato sistemi orientali per raggiungere il suo
scopo”, noi occidentali, nella nostra storia
siamo lindi dagli stessi metodi?
Prima di terminare
desidero ricordare che nel 1941 Benito Mussolini inviò in Iraq forze
aeree e militari per sorreggere una rivolta del popolo iraqeno contro il
dominio inglese. L’operazione fallì per la mancata concertazione
dell’operazione. Infatti gli inglesi riuscirono sopprimere i moti
rivoluzionari prima che le forze dell’Asse
potessero entrare in azione.
Avrei piacere che
questo articolo venisse pubblicato anche su qualche giornale iraqeno
onde rinverdire l’amicizia che legava i nostri due popoli, e ricordare
che non tutti gli italiani sono cagnolini
scodinzolanti.
P.S. Una parte della
documentazione di questo articolo è stata rilevata, oltre che dalla
televisione australiana, anche dal “Daily Telegraph”.del 31 gennaio
2010.
Filippo Giannini
http://www.terrasantalibera.org/Blair_liar_FGiannini.htm
|