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Cecchini che prendono di mira dei bambini
di Chris McGreal
“The Guardian”
(traduzione e
commenti di Mauro Manno)

BRUNO GUIGUE HA RAGIONE : I CECCHINI ISRAELIANI
ASSASSINANO DEI BAMBINI
Bruno Guigue è stato destituito dal suo posto di
viceprefetto per aver scritto che i cecchini israeliani
abbattono dei bambini.
Dire cose del genere sarebbe essere "anti-israeliani".
Si tratta della verità, come mostra il seguente articolo
del Guardian, scritto nel 2005.
[The Guardian - UK - Chris McGreal
chris.mcgreal@guardian.co.uk - 29/06/2005 - Trad. ISM]
È stato il tiro su Asma Mughayar a spazzare via tutti
gli ultimi dubbi che avevo sul modo in cui I soldati
israeliani uccidevano tanto dei bambini che dei civili
palestinesi.
Asma, 16 anni, e il suo fratellino Ahmad, raccoglievano
la biancheria sul tetto della loro casa nel sud della
striscia di Gaza nel mese di maggio dell’anno scorso,
quando furono abbattuti da un cecchino dell’esercito
israeliano.
Né l’uno né l’altra erano armati o minacciavano il
soldato che sparò, invisibile, da un foro nel muro di un
blocco di appartamenti vicini.
L´esercito disse che tutti e due erano saltati su una
bomba palestinese piantata nel suolo per uccidente dei
soldati. I cadaveri raccontano una storia diversa*.
All’obitorio di Rafah, Asma era stesa con un solo foro
di proiettile nella tempia; suo fratello di 13 anni
aveva un solo impatto di proiettile, alla fronte. Non
aveva nessun’altra ferita, certamente non conseguente ad
un’esplosione.
Messo di fronte a questo, l’esercito cambiò il suo
rapporto e pretese che entrambi fossero stati uccisi da
un tiratore palestinese, questo malgrado le prove che
indicavano il rifugio del cecchino israeliano.
Quello che i militari non fecero fu chiedere ai loro
soldati perché avessero fornito un falso rapporto del
decesso o parlare ai genitori dei ragazzi o ai
testimoni.
Quando i giornalisti fecero pressione sulla questione,
l’esercito promise una completa indagine, ma alcunee
settimane dopo essa fu tranquillamente abbandonata. È
diventato la norma in un esercito che sembra ritenere
che sia meglio proteggersi da ogni responsabilità che
vivere secondo la sua affermazione di essere "l´esercito
più morale al mondo".
Come hanno fatto notare ieri i genitori di Tom Hurndall
dopo la condanna di un sergente israeliano per
l’omicidio involontario del loro figlio, il soldato è
stato giudicato solo perché la famiglia britannica ha
avuto le risorse per mettere abbastanza pressione.
Ma non c’è stata alcuna giustizia per I genitori delle
centinaia di bambini palestinesi uccisi dai soldati
israeliani.
Secondo il gruppo israeliano dei Diritti dell’Uomo,
B´Tselem, l´esercito ha ucciso 1.722 civili palestinesi
– più di un terzo di loro erano minori – e 1.519
combattenti, e l´Intifada è iniziata circa cinque anni
fa; a confronto le cifre israeliane sono di 658 civili
uccisi – di cui il 17% minori - e 309 militari.
L´esercito ha indagato solo su 90 decessi palestinesi,
come al solito sotto pressioni esterne. Sono stati
condannati sette soldati : tre per omicidio
involontario, nessuno per assassinio.
Il mese scorso, un tribunale militare ha condannato un
soldato a 20 mesi di prigione per aver abbattuto un
palestinese che aggiustava la sua antenna televisiva, la
pena più lunga per la morte, di un civile, meno di
quanto ricevono gli obiettori di coscienza israeliani
rifiutandi di servire nell’esercito.
B´Tselem sostiene che la mancanza di responsabilità e di
regole d’ingaggio che “incoraggiano tra i soldati un
atteggiamento da grilletto facile” hanno creato una
“cultura dell’impunità” – opinione sostenuta dal gruppo
dei Dirittio dell’Uomo con sede a New York, Human Rights
Watch, che la scorsa settimana ha definito numerose
indagini per morti di civili “un’impostura ... che
incoraggia i soldati a pensare di poterla frare franca
per un omicidio".
Nel sud di Gaza, gli omicidi avvengono in un clima che
si riassume in una forma di terrore contro la
popolazione.
Il tiro aleatorio a Rafah e Khan Yunis ha preso
centinaia di vite, tra cui cinque bambini abbattuti
mentre erano seduti nelle loro aule di scuola.
Molti altri sono morti presi volutamente di mira dai
cecchini – bambini che giocavano a calcio, seduti fuori
di casa o di ritorno da scuola.
Quasi sempre le "indagini" si sono risolte nel chiedere
al soldato che ha tirato il grilletto che cosa è
successo – spesso affermano che vi è stato uno scambio
di colpi, mentre non ce n’è stato nessuno – e
presentandolo come un fatto.
La polizia militare ha lanciato lo scorso ottobre
un’inchiesta sulla morte di Iman al-Hams solo dopo che i
soldati avevano reso pubbliche le circostanze in cui il
loro comandante aveva scaricato la sua arma sulla
ragazzina di 12 anni. È stato registrato mentre duceva
ai suoi uomini che la giovane avrebbe dovuto essere
uccisa anche se avesse avuto tre anni.
Il colonnello Pinhas Zuaretz era comandante nel sud di
Gaza due anni fa, quando l’ho interpellato sul numero di
omicidi.
Il colonnello, che ha riscritto le regole d’ingaggio per
permettere ai soldati di sparare su ragazzini di 14
anni, ha riconosciuto che le versioni ufficiali di
numerosi assassinii erano false, ma ha giustificato la
strategia come un prezzo per sopravivere contro un
secondo Olocausto.
Forse questa opinione era condivisa dal soldato che in
aprile ha abbattuto tre ragazzi di 15 anni, Hassan Abu
Zeid, Ashraf Mousa e Khaled Ghanem, per essersi
avvicinati alla frontiera fortificata tra Gaza e
l’Egitto.
I militari hanno detto che gli adolescenti erano dei
contrabbandieri di armi e dunque dei “terroristi”, che
il soldato aveva loro sparato alle gambe e che li aveva
uccisi solo perché non si erano fermati.
Il rapporto era una falsificazione. Gli adolescenti
erano in "una zona proibita" ma giocavano a pallone.
I loro cadaveri non mostravano alcuna ferita provocatta
per neutralizzarli, ma solo spari grosso calibro alla
testa o alla schiena.
L´esercito lo ha ammesso tranquillamente - ma ha
dichiarato che non ci sarà nessuna inchiesta.
Articolo in francese:
http://www.ism-france.org/
Articolo in inglese:
http://www.guardian.co.uk
TRADOTTO E Pubblicato daL
Gruppo di informazione e denuncia in difesa degli
articoli 21 e 33 della Costituzione italiana
fonte :
http://21e33.blogspot.com/ |