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Anno III, Comunicato n. 34-3 , del  9 aprile 2008

 

 

Cecchini che prendono di mira dei bambini

di Chris McGreal

“The Guardian”

(traduzione e commenti di Mauro Manno)


BRUNO GUIGUE HA RAGIONE : I CECCHINI ISRAELIANI ASSASSINANO DEI BAMBINI
Bruno Guigue è stato destituito dal suo posto di viceprefetto per aver scritto che i cecchini israeliani abbattono dei bambini.
Dire cose del genere sarebbe essere "anti-israeliani". Si tratta della verità, come mostra il seguente articolo del Guardian, scritto nel 2005.
[The Guardian - UK - Chris McGreal chris.mcgreal@guardian.co.uk - 29/06/2005 - Trad. ISM]


È stato il tiro su Asma Mughayar a spazzare via tutti gli ultimi dubbi che avevo sul modo in cui I soldati israeliani uccidevano tanto dei bambini che dei civili palestinesi.
Asma, 16 anni, e il suo fratellino Ahmad, raccoglievano la biancheria sul tetto della loro casa nel sud della striscia di Gaza nel mese di maggio dell’anno scorso, quando furono abbattuti da un cecchino dell’esercito israeliano.
Né l’uno né l’altra erano armati o minacciavano il soldato che sparò, invisibile, da un foro nel muro di un blocco di appartamenti vicini.
L´esercito disse che tutti e due erano saltati su una bomba palestinese piantata nel suolo per uccidente dei soldati. I cadaveri raccontano una storia diversa*.
All’obitorio di Rafah, Asma era stesa con un solo foro di proiettile nella tempia; suo fratello di 13 anni aveva un solo impatto di proiettile, alla fronte. Non aveva nessun’altra ferita, certamente non conseguente ad un’esplosione.
Messo di fronte a questo, l’esercito cambiò il suo rapporto e pretese che entrambi fossero stati uccisi da un tiratore palestinese, questo malgrado le prove che indicavano il rifugio del cecchino israeliano.
Quello che i militari non fecero fu chiedere ai loro soldati perché avessero fornito un falso rapporto del decesso o parlare ai genitori dei ragazzi o ai testimoni.
Quando i giornalisti fecero pressione sulla questione, l’esercito promise una completa indagine, ma alcunee settimane dopo essa fu tranquillamente abbandonata. È diventato la norma in un esercito che sembra ritenere che sia meglio proteggersi da ogni responsabilità che vivere secondo la sua affermazione di essere "l´esercito più morale al mondo".
Come hanno fatto notare ieri i genitori di Tom Hurndall dopo la condanna di un sergente israeliano per l’omicidio involontario del loro figlio, il soldato è stato giudicato solo perché la famiglia britannica ha avuto le risorse per mettere abbastanza pressione.
Ma non c’è stata alcuna giustizia per I genitori delle centinaia di bambini palestinesi uccisi dai soldati israeliani.
Secondo il gruppo israeliano dei Diritti dell’Uomo, B´Tselem, l´esercito ha ucciso 1.722 civili palestinesi – più di un terzo di loro erano minori – e 1.519 combattenti, e l´Intifada è iniziata circa cinque anni fa; a confronto le cifre israeliane sono di 658 civili uccisi – di cui il 17% minori - e 309 militari.
L´esercito ha indagato solo su 90 decessi palestinesi, come al solito sotto pressioni esterne. Sono stati condannati sette soldati : tre per omicidio involontario, nessuno per assassinio.
Il mese scorso, un tribunale militare ha condannato un soldato a 20 mesi di prigione per aver abbattuto un palestinese che aggiustava la sua antenna televisiva, la pena più lunga per la morte, di un civile, meno di quanto ricevono gli obiettori di coscienza israeliani rifiutandi di servire nell’esercito.
B´Tselem sostiene che la mancanza di responsabilità e di regole d’ingaggio che “incoraggiano tra i soldati un atteggiamento da grilletto facile” hanno creato una “cultura dell’impunità” – opinione sostenuta dal gruppo dei Dirittio dell’Uomo con sede a New York, Human Rights Watch, che la scorsa settimana ha definito numerose indagini per morti di civili “un’impostura ... che incoraggia i soldati a pensare di poterla frare franca per un omicidio".
Nel sud di Gaza, gli omicidi avvengono in un clima che si riassume in una forma di terrore contro la popolazione.
Il tiro aleatorio a Rafah e Khan Yunis ha preso centinaia di vite, tra cui cinque bambini abbattuti mentre erano seduti nelle loro aule di scuola.
Molti altri sono morti presi volutamente di mira dai cecchini – bambini che giocavano a calcio, seduti fuori di casa o di ritorno da scuola.
Quasi sempre le "indagini" si sono risolte nel chiedere al soldato che ha tirato il grilletto che cosa è successo – spesso affermano che vi è stato uno scambio di colpi, mentre non ce n’è stato nessuno – e presentandolo come un fatto.
La polizia militare ha lanciato lo scorso ottobre un’inchiesta sulla morte di Iman al-Hams solo dopo che i soldati avevano reso pubbliche le circostanze in cui il loro comandante aveva scaricato la sua arma sulla ragazzina di 12 anni. È stato registrato mentre duceva ai suoi uomini che la giovane avrebbe dovuto essere uccisa anche se avesse avuto tre anni.
Il colonnello Pinhas Zuaretz era comandante nel sud di Gaza due anni fa, quando l’ho interpellato sul numero di omicidi.
Il colonnello, che ha riscritto le regole d’ingaggio per permettere ai soldati di sparare su ragazzini di 14 anni, ha riconosciuto che le versioni ufficiali di numerosi assassinii erano false, ma ha giustificato la strategia come un prezzo per sopravivere contro un secondo Olocausto.
Forse questa opinione era condivisa dal soldato che in aprile ha abbattuto tre ragazzi di 15 anni, Hassan Abu Zeid, Ashraf Mousa e Khaled Ghanem, per essersi avvicinati alla frontiera fortificata tra Gaza e l’Egitto.
I militari hanno detto che gli adolescenti erano dei contrabbandieri di armi e dunque dei “terroristi”, che il soldato aveva loro sparato alle gambe e che li aveva uccisi solo perché non si erano fermati.
Il rapporto era una falsificazione. Gli adolescenti erano in "una zona proibita" ma giocavano a pallone.
I loro cadaveri non mostravano alcuna ferita provocatta per neutralizzarli, ma solo spari grosso calibro alla testa o alla schiena.
L´esercito lo ha ammesso tranquillamente - ma ha dichiarato che non ci sarà nessuna inchiesta.


Articolo in francese:
http://www.ism-france.org/
Articolo in inglese:
http://www.guardian.co.uk

Gruppo di informazione e denuncia in difesa degli articoli 21 e 33 della Costituzione italiana

fonte : http://21e33.blogspot.com/

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