|
EPIFANIA DI SANGUE, A GAZA
Redazione TerraSantaLibera.org,
6/1/2009

PER VEDERE PIÙ FOTO DEL MASSACRO DI GAZA
CLICCARE QUI
Bombe
al fosforo e all’uranio impoverito sganciate in piena città, fuoco
mirato su medici e ambulanze che non possono neppure andare a soccorrere
i feriti e rimuovere i cadaveri, mentre non c’è più cibo, nè acqua
potabile, niente medicine, garze, carburante per i generatori.
Fuoco
a volontà dal mare, dal cielo, dalla terra, su una zolla dove sono
concentrati quasi un milione e mezzo di abitanti.
Le
armi non convenzionali e di distruzione di massa, abbinate alla
impossibilità di prestare cure adeguate ai feriti, faranno lievitare
presto il numero delle vittime.
Questo è un gioco al massacro, un genocidio in pieno stile: non si può
definire in altro modo tale brutale, cinica, crudele carneficina di
Gaza.
Eppure Israele siede alle Nazioni Unite, ha forti relazioni diplomatiche
e commerciali con il mondo sia occidentale che orientale, i suoi
rappresentanti vengono trattati con ogni riguardo quando vanno in visita
in Europa.
A
Israele vengono dedicate fiere culturali e per loro vengono celebrati
nel mondo i 60 anni di Nakba.
Estate 2006, Libano. Natale 2008, Gaza. Stesso stile, stessa cattiveria,
stessa perfidia, identico malanimo e identica spudorata faccia di bronzo
nel mentire, contro ogni evidenza.
Circa
1500 morti in Libano nel 2006, quasi 600 a tutt’oggi a Gaza, cui si
aggiungeranno nei prossimi giorni coloro che moriranno per mancanza
adeguata di cure mediche, senza contare le migliaia di ammazzamenti di
palestinesi in questi anni e 12 mila prigionieri, per lo più politici,
detenuti nelle carceri sioniste. E la carneficina non è ancora finita.
Un’intera nazione occupata militarmente e i vicini di casa minacciati
costantemente.
Se
questa è una democrazia, io sono Cicciolina.
Ma
chi scrive è troppo peloso per sembrare tale, ed anche il pelo di Esaù
d’Israele è folto.

Migliaia di morti e un mare di dolore, una scia di sangue densa come un
fiume, che nessuno può negare. Ma Israele è riverita e difesa a spada
tratta dai nani al potere.
Chi
invece si permette solo di criticare, non diciamo il dogma olocaustico,
ma solo la politica coloniale israeliana e l’ideologia sionista che la
sostiene, è un antisemita, sicuramente da tenere d’occhio e carcerare
alla prima mossa falsa.
Sono
stati arruolati tutti per la propaganda sionista: politici, storici,
giornalisti, magistrati, professori, sacerdoti
e perfino frati.
La
longa manu della Israel Lobby non ha limiti.
Si
fa fatica a stare dietro gli aggiornamenti dei decessi di palestinesi in
Gaza, per bombardamenti, mancanza di cure, fame, freddo e sete.
Ma
possiamo stare tranquilli: la Livni dice che non c’è emergenza
umanitaria a Gaza.
È il
metro, la misura della falsità e perfidia sioniste.
Ma
per noi è molto di più, perchè è indubbio quale sia la matrice giudaica,
rabbinnico talmudica, di un messianismo depravato, che guida i cuori e
le menti di questi disgraziati.
Disgraziati, sì, dis-graziati. Gente senza la grazia del buonanimo,
della misericordia, che non riesce a vedere nel prossimo esseri come
loro. Perchè loro sono speciali.
Disgraziati quindi coloro che le bombe le hanno subite, ma ancor più
disgraziati coloro che le hanno sganciate.
L’ebraismo razziale e l’antisemitismo, usati e abusati a sproposito per
fini propagandistici, non c’entrano nulla: non esiste più l’ebraismo
veterotestamentario, come razza, perchè ormai imbastardito da millenni
di incroci etnici, e se esiste l’antisemitismo, i suoi primi fautori
sono gli islamofobi filosionisti, che hanno giustificato l’esportazione
della “democrazia a suon di bombe”, massacrando negli ultimi anni
popolazioni arabo-semitiche di tradizioni islamiche, a milioni.
E
anche nei cuori più miti è stato instillato il seme dell’odio.
Loro
sono il “popolo eletto”, a cui tutto è concesso in nome di un “dogma
olocaustico”.
Ma
eletto da chi, in periodo di “democrazia globale”?
Non
certamente dalla popolazione di Terra Santa, con plebiscito popolare.
Sicuramente gli arabi di Palestina, che subiscono da oltre 60 anni le
prepotenze sioniste, non possono credere in nessuna “elezione” di tale
elite di killer. Non da Dio.
E
sinceramente neppure noi crediamo che questo loro “dio” abbia nulla a
che fare con la nostra fede cristiana. Troppa puzza di bruciato e di
zolfo, anzi, di fosforo e uranio impoverito…
Non
solo, ma a furia di far credere che essi sono il “popolo dell’antica
alleanza mai revocata”, e confrontando (per chi, la maggioranza, non
legga i testi sacri secondo magistero e tradizione) alcuni passi
biblici con la furia omicida attuale delle milizie di Tsahal, si porta a
sigillare gli animi anche di fronte al messaggio evangelico e a far
detestare questo Dio biblico. Aggiungete poi l’elemento equivocante che
viene introdotto da chi da anni ci parla di tradizioni
“giudaico-cristiane”, ed il gioco è fatto.
Chi
non è ateo lo vuol diventare. Difficile dargli torto.
I
menestrelli dello scontro di civiltà di ogni matrice, laica e
confessionale, giudaica e cristianista, hanno preparato gli animi da
tempo, li hanno anestetizzati, resi quasi insensibili alla carnezzeria
sionista perpetrata nei confronti della popolazione araba.
A
causa di scenografiche conversioni hollywoodiane ed alla contemporanea
diffusione stampa di testi servilmente filosionisti, hanno fatto montare
la diffidenza verso tutto ciò che odora di giudaico-cristiano.
Giustamente.
Frattini, Pera, Allam, Fassino, Fini, Pagliara (vedrete che domani
quest’ultimo lo vedremo onorevole in Parlamento, come lo squadrista
giudaico Pacifici e miss-isteria Fiammetta) e malacompagnia bella,
con l’unica eccezione della mosca bianca, pardon rossa, D’Alema (che
qui si è guadagnato qualche punto per le prossime elezioni, senza
dimenticare però il suo assenso alla carnezzeria kosovara…), non
sono meno responsabili di chi sgancia le bombe su Gaza, o di chi ordina
di farlo.
Perchè essi negli anni hanno ovattato il fragore delle armi, lo hanno
silenziato, spargendo fumo per annebbiarci la vista.
Sono
complici degli assassinii di Gaza, del Libano, d’Iraq e di Cisgiordania,
e come tali dovremo giudicarli un giorno.
Loro
fanno affidamento sulla memoria corta della gente, dalla quale però
pretendono l’eterno ricordo di una sola shoàh. Ma noi abbiamo buona
memoria.
Tranquilli, che tutti i nodi vengono poi al pettine.
Vi
domandate se chi scrive sia arrabbiato? No, furioso.

Qualcuno di voi ha figli? Nipoti? L’avete visto lo strazio del padre,
della madre, del nonno, che baciano affettuosamente, accarezzandolo, il
loro bambino, la loro gioia del cuore, morto, senza vita. Quelle guance
che erano morbide e calde, quando vi si posavano le labbra di mamma e di
papà per un bacio, ora sono rigide e fredde. Egli non correrà più
sorridendo e gridando di contentezza all’uscita di scuola. Il suo cuore
non batte più e la scuola è stata rasa al suolo.
Forse la maggior parte di voi non le ha viste queste scene, perchè in
Italia c’è una censura rigida. Chi ha la parabola satellitare vada sulla
TV in lingua inglese Aljazeera.
Se
ha lo stomaco forte. Perchè anche io, avvezzo a tante dure prove della
vita, non sono riuscito a frenare le lacrime, per un moto di immediata
comprensione e condivisione del dolore, e per la rabbia.
Una
sana rabbia, che fa indignare di fronte ad atrocità ed ingiustizie, e di
cui nessuno si dovrebbe vergognare, credente o non credente che sia.
Ho
detto rabbia, non vendetta. Perchè so già che qualche melassoso
cristianuccio storce il naso a sentir parlare di sentimenti forti.
Volemose bbene, dialoghiamo…
Li
sbatterei tutti nell’arena di Gaza, in pasto ai leoni di sion, a
fronteggiare il martirio. Se lo sapranno affrontare, col sorriso sulle
labbra, vorrà dire che sono santi, e buon per loro, altrimenti saranno
umani, troppo umani per non andare su tutte le furie.
Non
ci sono parole per descrivere il dolore che si prova solo a vederle
certe cose. Avevo vicino il mio figlio più piccolo di 8 anni, quello
avuto in tarda età, che giocava con i regali portati di recente da Gesù
Bambino. Solo l’idea di potermi trovare al posto di quel padre su
Aljazeera mi faceva impazzire. Avrei perso sicuramente il senno.
Perdonare? Come si fa? Difficile, molto difficile. Se ti ammazzano i
figli che hai più cari, i più piccoli, o i nipotini, ti hanno ucciso
dentro. Sei un cadavere che cammina, svuotato. E quel vuoto viene
colmato solo da un’idea: distruggere i colpevoli di un tale crimine.
L’odio riempirà quel cuore spezzato e vi penetrerà sin dentro le crepe
più profonde, radicandosi. Difficile, sotto le bombe, perdonare,
dialogare, amare i propri nemici.
Anche chi non è affetto da ideologie o non abbia nulla a che fare con la
politica o Hamas, diventa una mina vagante.
Gli
israeliani saranno delle carogne, ma non sono così stupidi da non
saperlo.
A
loro le mine vaganti servono, fanno comodo, per poter alimentare la
propaganda islamofobica-arabofobica, e consolidare sempre più il proprio
dominio militare ed ideologico. Tanto, militarmente, sono
incontrastabili e non temono rivali. Per ora.
E
non mi venite a parlare di amare i nemici, perchè io li amo, in quanto
mi danno la misura dell’umanità e di chi si pone, seppur umano, al di
sopra di essa, considerandosi un semi-dio. Essi sono la prova vivente
della perfidia e la loro cecità e durezza di cuore non possono che
accrescere la mia distanza dalla loro scelleratezza.
E
intanto la pulizia etnica continua, incessante. I furbastri della
politica dialogano, timidi. Israele se ne frega e continua a bombardare.
Quella nasona della Livni, degna erede di quell’altra proboscidona della
Golda Meir(1),
rassicura tutti che, non solo non c’è crisi umanitaria a Gaza e che loro
sanno di cosa i palestinesi abbiano bisogno..., ma che il loro obiettivo
non è la popolazione civile e che Israele non ha intenzione di occupare
la Striscia di Gaza.
Su qualche punto le diamo ragione. Oramai non c’è più crisi umanitaria a
Gaza, perchè si è superato ampiamente quel limite: ora si tratta di una
crisi disumana.
È anche vero certamente che la leadership sionista sappia, secondo il
punto di vista talmudico
(link),
cosa servire alla popolazione di Gaza: bombe e morte.
Ma dire che la popolazione civile non sia l’obiettivo dei bombardamenti
è difficile da credersi, quando si
sganciano
tonnellate di bombe al fosforo e all’uranio impoverito, che ovunque
cadano fanno morti e feriti nel
raggio di centinaia di metri, lasciando l’area e i superstiti
profondamente contaminati e mutilati, provocando negli anni tantissimi
altri lutti, deformazioni, malattie. Tra qualche mese e tra qualche anno
le donne di Gaza partoriranno dei mostri a causa di tutto ciò.
Anche questa è pulizia etnica.
È quindi ovvio che gli israeliani non abbiano intenzione di occupare
Gaza, visto che l’anno contaminata in ogni modo possibile. Ed è anche
per questo, ma non solo, che hanno ritirato le loro colonie nel passato,
per far diventare Gaza una gabbia nella quale rinchiudere e sterminare
l’ala più irriducibile della resistenza araba palestinese.
Che è cascata nel tranello.
Perchè quando omuncoli insignificanti della politica, parassiti di Stato
intellettualmente disonesti, senza spessore nè carisma, parlano di
“cessare il massacro della popolazione israeliana”, o ci fanno o ci
sono. Probabilmente tutti e due. Perchè quando si parla di “massacro
della popolazione israeliana”, avendo sul campo 5 cadaveri da parte
sionista e 600 dall’altra, anche il meno provvisto di materia grigia
comprende che si stanno dicendo fregnacce. Se si guarda poi in faccia
chi le ha dette si capisce il perchè....
Chi legittimamente resite sulla propria terra ad un’occupazione
straniera è considerato “terrorista”. A chi invece violenta un popolo
intero e ne deruba le propriertà, si possono stringere tranquillamente
le mani e dedicare libri d’elogio.
Vi hanno mai detto che le cittadine di frontiera israeliane con Gaza
sono state costruite sulle macerie di villaggi arabi, la cui popolazione
pochi decenni fa è stata ammazzata ed i superstiti cacciati, per
cancellarne la memoria?
Vi hanno mai detto che il villaggio di Sderot è stato costruito sulle
rovine di
Najd?o sapete che il villaggio di Ashkelon è sorto sulle rovine di
Al-Jura?
Lo sapete quanti palestinesi non possono portare neppure un fiore sulle
tombe dei propri cari perchè hanno coperto di cemento anche quelle per
costruirvi le loro sinagoghe?

Adesso tutti i riflettori sono puntati su Gaza, e qualcuno si da da fare
per cercare di fermare Israele. Non per amore, ma solo per timore della
rabbia crescente nel mondo arabo, che potrebbe minacciare soprattutto
interessi economico-finanziari.
Ma non ci si deve dimenticare che la radice del problema non è Gaza, non
sono i razzi-petardo di Hamas, ma è l’occupazione coloniale sionista
della Palestina.
Un cancro che se non viene rimosso può solo generare ancor più odio e
dolori a tutti.
Se non verrà liberata la terra che di diritto appartiene alla
popolazione di Palestina, non ci potrà mai essere pace, e non ci sarà
dialogo che tenga o tradimento di leadership araba che basti a contenere
la rabbia, che di generazione in generazione cresce sempre più.
Perchè la Palestina oggi politicamente non esiste, e geograficamente è
occupata militarmente da un esercito di stranieri, anche se molti di
loro sono nati laggiù.
Secondo logica, non si capisce perchè, se al “popolo eletto” (ammesso
e non concesso che lo sia) viene riconosciuto il “diritto al
ritorno” (cosa per cui dovrebbero tornare sui monti del Caucaso,
terra d’origine dei kazari), non debba venir riconosciuto, a maggior
ragione, tale diritto a chi possiede ancora le chiavi della casa da cui
è stato scacciato, rubata da coloni russi o americani.

Che dire poi delle colonie giudaiche, sempre più invasive, sempre più
aggressive, sempre protette e finanziate dallo “Stato ebraico”, che gli
costruisce muri intorno per “proteggerli”, rubando sempre più territorio
palestinese?
(CLICCARE
SULLA MAPPA A LATO PER INGRANDIRLA)
Che dire della Palestina che non esiste, frantumata in tanti pezzetti,
tutti controllati da milizie israeliane e coloni armati sino ai denti,
di armi americane? Pensate che un palestinese non può neppure andare da
un villaggio ad un altro con la propria auto, perchè le strade sono di
proprietà israeliana e solo chi ha una kippa in testa le può percorrere.
Se girate per Israele vedrete solo targhe blù. Quelle verdi si devono
fermare ai check-point. Impossibile quindi, anche quando si possiedono i
documenti a posto, muoversi sul proprio territorio, visitare parenti e
amici, acquistare beni di prima necessità, lavorare, recarsi per cure in
centri attrezzati.
Che dire dei pozzi d’acqua che è vietato scavare e dei pochi che, già
esistenti vengono avvelenati? E dei campi incendiati? Del bestiame
abbattuto? Della pesca proibita? Delle case demolite? Dei bambini
terrorizzati in continuazione dai coloni?
Che
dire di un’opposizione politica all’occupazione, che viene incarcerata
sia da Israele che dai corrotti di Abu Mazen? Quell’Abu Mazen che
stringeva le mani di Bush e Olmert, mentre essi decimavano la sua
popolazione ed espropriavano case e terreni a Gerusalemme Est, come nel
resto della Cisgiordania.
Facile ora, per Abu Mazen, farsi bello e condannare l’aggressione
israeliana a Gaza. Ma dove era prima lui, quando i suoi luogotenenti
preparavano il golpe, armati e ben pagati dai consiglieri americani, per
rovesciare il verdetto popolare alle scorse elezioni? Dove era quel
Fayyad, suo braccio destro allevato all’ombra delle banche di Wall
Street, mentre il Shin Bet torturava e uccideva i suoi compatrioti.
Dov’era il traditore del popolo palestinese, Abu Mazen, mentre i suoi
figli morivano ai posti di blocco o negli ospedali senza medicine? Era a
far banchetto con Olmert.
Sarebbe bello che, chi ne ha la capacità e possibilità, controllasse
quanti conti correnti ci sono, nei paradisi fiscali, a nome di Abu Mazen
o di suoi stretti collaboratori e teste di legno.

Se non si comprende quindi che il vero problema è l’occupazione militare
e coloniale israeliana, non si capirà mai quale sia la soluzione.
E pensare che i palestinesi si sarebbero accontentati anche dei
territori stabiliti dalle
Nazioni Unite nel 1947, con un territorio palestinese che abbia una
continuità geografica e autonoma, dal Giordano al Mediterraneo. E lo
stesso per gli israeliani. Benchè, nessuno avesse chiesto nel ’47, alla
popolazione residente, se fosse stata d’accordo.
Perchè non dimentichiamocelo mai, l’odierno inferno della questione
palestinese è stato partorito da quei geni dell’Impero coloniale
Britannico, che ovunque nel mondo abbiano messo piede, hanno fatto danni
incalcolabili.
Ma ai “fanatici della ricostruzione del tempio” ciò non basta.
Essi non vogliono solo un pezzetto di terra: vogliono tutto.
Così oggi, uno “Stato ebraico”, al comando di uno degli eserciti più ben
equipaggiati del mondo, i cui membri sono educati da una casta
sacerdotale tra le più razziste e spietate della storia, vuol rievocare
gesta bibliche epiche, che probabilmente mai furono vissute e comandate
da alcun Dio.
Ma essi, oggi, credono di essere loro stessi come Dio.
L’antiCristo è già tra di noi?
La Redazione
http://www.terrasantalibera.org/EpifaniaDiSangue.htm
Oremus et pro perfidis Judaeis, ut Deus et Dominus noster auferat
velamen de cordibus eorum, ut et ipsi cognoscant. Iesum Christum Dominum
nostrum. Omnipotens sempiterne Deus, qui etiam Iudaicam perfidiam a tua
misericordia non repellis, exaudi preces nostras, quas pro illius populi
obcæcatione deferimus, ut agnita veritatis tuæ luce, quæ Christus est, a
suis tenebris eruantur. Per eundem Dominum nostrum. Iesum Christum
Filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti, Deus:
per omnia sæcula sæculorum. Amen
(1) -
"Come possiamo restituire i territori occupati? Non c'è nessuno a cui
tornarli" - Golda Meir, 8 marzo 1969.(vedi link)
 |