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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO :
NON
DIMENTICHIAMO GLI ALTRI OLOCAUSTI DELLA STORIA
di
Gianfredo Ruggiero

Se è
giusto ricordare la Shoah, è doveroso non dimenticare gli altri genocidi
del passato che sono stati relegati in un angolo della nostra memoria.
La storia del genere umano è costellata di massacri, persecuzioni e
pulizie etniche che per efferatezza, numero di vittime e motivazioni
ignobili non sono seconde al dramma ebraico. Eppure solo la Shoah trova
ampio spazio nei libri, soprattutto di testo, e nella cinematografia, ci
viene costantemente ricordata e solennemente celebrata.
La stessa guerra mondiale con i suoi 55 milioni di morti, in maggioranza
civili, è considerata un corollario al dramma ebraico.
Il sospetto è che la Shoah sia utilizzata non tanto come monito alle
future generazioni - se così fosse s’istituirebbe una giornata
dedicata a tutti gli olocausti, anche recenti - quanto come
strumento politico e ideologico a sostegno d’Israele, come attenuante e
scudo per la sua politica repressiva condotta in Palestina.
Il 27 gennaio vogliamo ricordare:
· il
genocidio del popolo armeno,
un milione e mezzo di uomini, donne, vecchi e bambini scientemente
eliminati dal governo turco nel 1915;
· i
dieci milioni di pellerossa massacrati dagli americani nel corso del
XIX secolo a cui si aggiungono le vittime indigene della colonizzazione
del Sud America e del Canada per un totale di circa 100 milioni di
morti;
· i
quattordici milioni di africani prelevati dalla loro terre e resi
schiavi dagli americani per essere utilizzati come animali da lavoro. A
questi si aggiungono le vittime dell’Apartheid in Sud Africa;
· i
sette milioni di morti
in Ucraina dal 1935 al 1937 a seguito delle carestie
provocate intenzionalmente dal regime stalinista in quello che era
considerato il granaio d’Europa;
· i
quattro milioni
di civili vittime dei bombardamenti terroristici alleati
in Italia e Germania;
· i
tre milioni di civili
massacrati per vendetta dall'Armata Rossa in Prussia, Slesia e Pomerania
sul finire del secondo conflitto mondiale;
· le
vittime dei bombardamenti nucleari di Hiroshima e Nagasaki,
inferti dagli Americani al solo scopo di testare i nuovi ordigni, quando
il Giappone aveva già avviato le trattative per la resa;
· i
tre milioni di vittime civili dell'Armata Rossa
nell'occupazione sovietica dell'Afghanistan a cui si aggiungono i morti
dell’attuale occupazione americana;
· i
due milioni di cambogiani
(su
sei di abitanti) morti nel loro Paese trasformato dai Khmer Rossi in un
immenso campo di concentramento;
· le
vittime decedute per fame e torture nei gulag comunisti di
tutto il mondo (compresa la Cina con la quale l’Italia e l’Occidente
intrattengono ottimi rapporti d’affari), stima oscillante fra i 200 e i
300 milioni di persone;
· i
desaparecidos, vittime della repressione anticomunista dei regimi
filoamericani in Argentina e Cile e le migliaia di scomparsi per mano
dei regimi golpisti in Grecia e Turchia negli anni ‘70;
· i
massacri in Ruanda, Etiopia, Congo e nel resto dell’Africa centrale
per motivi tribali. In quei Paesi, una volta autosufficienti, manca il
cibo, ma non le armi fornite a piene mani dagli occidentali che
condizionano e sostengono i peggiori regimi dittatoriali per controllare
i ricchi giacimenti minerali;
· le
vittime della persecuzione anticristiana nel Darfur e nei paesi
islamici. In Sudan i cristiani uccisi dalla bande schiaviste ammontano
ad oltre due milioni.
E l’elenco continua…
Se anche queste sono vittime innocenti della barbarie umana perchè non
dedicare anche a loro una giornata della memoria? Sappiamo che sarebbe
impraticabile istituire un giorno per ogni evento (probabilmente non
basterebbero i giorni del calendario) potremmo allora abolire tutte
quelle ricorrenze di chiaro sapore politico - 27 Gennaio, 10 febbraio e
25 aprile - e sostituirle con un’unica grande e solenne ricorrenza
dedicata a tutti gli olocausti del mondo e della storia. Sarebbe il modo
migliore per ricordare senza discriminare.
Gianfredo
Ruggiero
Link a questa pagina :
http://www.terrasantalibera.org/ExcaliburShoah.htm
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