Gaza: un
bilancio dell’aggressione sionista
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Cifre
che illustrano bene l'entità dell'ennesimo massacro perpetrato in
nome di un'ideologia perversa.
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Il bilancio provvisorio delle perdite dopo 22
giorni di bombardamenti dall’aria, da terra e dal mare sull’enclave di
Gaza nella Domenica di Sangue 18 Gennaio 2009 è salito a 1.234 morti e
5.450 feriti in tutte le fasce di età, di cui più di
1.200 in
condizioni disperate per il collasso delle strutture sanitarie, per la
mancanza di medicine, di sale operatorie e di attrezzature diagnostiche.
Dall’Ottobre 2007 al Dicembre 2008
la Striscia
di Gaza è stata colpita da oltre 100 blitz delle truppe corazzate di
Tsahal e dalle Unità Speciali della Brigata Volani, per una profondità
media di 1-2
Km, che hanno causato il
decesso di 297 palestinesi, il ferimento di 660 tra adulti, anziani,
donne e bambini, l’occupazione, la distruzione parziale o totale di 84
abitazioni ritenuti dai Comandi Militari di “Israele” punti di
osservazione di Hamas , e 122 giovani ed adulti sono stati deportati,
bendati e ammanettati, dai luoghi di residenza oltre confine. Nelle
carceri di Gerusalemme stazionano attualmente 18.640 prigionieri
politici, “terroristi” in attesa di processo o condannati in via
definitiva a pesanti pene detentive, militanti e parlamentari di Hamas,
sindaci di villaggi della Cisgiordania, docenti,
professori, religiosi, e 190 detenuti dai 12 ai 18 anni per
insubordinazione, lancio di pietre o danneggiamenti aggravati.
Il blocco alimentare attuato da Tsahal ai valichi
di frontiera ha prodotto dalla metà di Agosto 2005 ad oggi un accentuato
decadimento organico sul 38% dei bambini palestinesi da
0 a
12 anni, quello energetico, attuato con i mancati ingressi di
combustibile, ha privato ripetutamente i residenti dell’illuminazione
pubblica, ha limitato l’uso degli elettrodomestici ed è venuta meno una
corretta fruizione della mobilità veicolare e degli spostamenti
extraurbani. I pescatori della Striscia sono stati costantemente
intimiditi, mitragliati e costretti ad abbandonare le reti in mare
dalle motovedette di Israele.
Nell’ultima stagione invernale è venuto a mancare
anche il riscaldamento nelle abitazioni della Striscia di Gaza.
Le scuole, i centri di assistenza e tutte le
strutture pubbliche hanno ricevuto rifornimenti di butano, propano,
kerosene e gasolio in quantità del tutto insufficienti per assicurare al
1.500.000 di palestinesi residenti servizi e qualità di vita
sopportabile.
È mancata frequentemente la forza motrice, oltre
che la farina per la panificazione.
L’aviazione di Israele ha distrutto nel corso
dell’estate del 2008, con il lancio di razzi, i generatori e i
trasformatori della principale centrale elettrica della Striscia di
Gaza.
I decessi registrati nello stesso periodo tra i
palestinesi, per il blocco dei varchi sia sulla linea di confine con
Israele che con l’ Egitto, per casi di cancro, leucemie o altre gravi
patologie, sono stati 137.
Per
la Mezzaluna
Rossa, dal 27 Dicembre 2008 al 18 Gennaio 2009, i
neonati e gli adolescenti uccisi hanno raggiunto il numero di 413, e
oltre 1.800 hanno riportato ferite, mutilazioni a gambe o braccia o
subito gravi traumi cranici con danni permanenti.
Il 50 % dei residenti nella Striscia di Gaza ha
meno di 18 anni.
L’inventario dell’orrore si è allungato in queste
ore con la scoperta di altri 92 corpi dilaniati, carbonizzati o in
decomposizione, seppelliti sotto tonnellate di macerie per
l’impossibilità materiale dei soccorritori di provvedere all’estrazione
e alla riconsegna delle salme ai familiari durante gli attacchi aerei
che hanno colpito ad ogni ora del giorno postazioni e target “militari”
di Hamas, com’è stato ripetuto fino alla nausea da tutti i network del
Bel Paese.
Si registrano intanto le prime perdite di minori
uccisi da ordigni militari inesplosi all’impatto o abbandonati sul
terreno da Tsahal.
Si stima che altre decine di corpi siano seppelliti
nei quartieri periferici delle principali città della Striscia di Gaza
non ancora raggiunti dalle squadre di soccorso. I cani randagi hanno
fatto strazio di deceduti di tutte le età.
I crateri scavati dalle bombe da 1 tonnellata
sganciate dai cacciabombardieri con
la Stella
di David hanno prodotto diametri di 15-20
m e una profondità di 5-7, su un territorio che
supera nei campi profughi una densità abitativa superiore ai 4.000
abitanti per kmq.
L’altezza delle esplosioni dirompenti - non la
colonna di fumo grigio-nero che si sviluppa successivamente - ha
superato di 3-4 volte quella di palazzi a più piani, come è stato
possibile vedere in diretta nei notiziari via satellite di al-Jazeera o
addirittura su quelli di Fox News (allineatissima a Washington ), ma non
sui telegiornali di Rai e Mediaset.
Eccetto “Anno Zero”, sottoposta a censura da una
manica di noti delinquenti “istituzionali” e “parlamentari”, non si
registra traccia nei palinsesti di Viale Mazzini di un solo
“contenitore” sulla Striscia di Gaza.
La copertura dei tg dell’Italietta è stata affidata
a una Lucia Goracci largamente demotivata, arrivata all’aeroporto Ben
Gurion di Tel Aviv con il ritardo sufficiente ad essere confinata dalla
censura di Tsahal in “Israele” per dare poi conto dei razzi Qassam che
arrivano su Sderot, e da quel trombettiere in servizio permanente
effettivo della troika Olmert-Barak-Livni che risponde al nome di
Claudio Pagliara, direttore della sede Rai di Gerusalemme. Per questo
enfatico buffone, tra Israele e i “terroristi di Hamas” c'è nientemeno
che… una guerra in corso.
Dall’Egitto, senza nemmeno spostarsi dal Cairo alla
frontiera di Rafah per una sola volta in 22 giorni di massacri
dall’aria, dal mare e da terra della IAI e di Tsahal, ha fatto sentire
la sua voce Neliana Tersigni. Un’inviata pagata profumatamente, che in 3
anni di permanenza nella capitale egiziana ha inviato a Saxa Rubra
qualcosa come 6 servizi di corrispondenza accompagnati da immagini di
repertorio.
Le abitazioni parzialmente demolite o incendiate
dall’IDF nei 360 kmq della Striscia di Gaza (con gli F 15, gli F 16, gli
Apache, gli UAV, dai semoventi da
155 mm,
con i cannoni navali da 76mm e quelli dwi Merkava da
120 mm,
dai proiettili al fosforo bianco e con l’uso di esplosivi pesanti a
materiale inerte, in contenitori in fibra di carbonio e microparticelle
di tungsteno che vanno a fissarsi nei tessuti lacerati provocando il
cancro, con le GBU 39 dotate di penetratori all’uranio impoverito o con
le Panavay da
2.000 libbre)
sono 4.150, ed oltre 20.000 quelle danneggiate, in proporzione gli
sfollati che hanno cercato scampo senza trovarlo. I luoghi di culto
inceneriti sono stati 16, le stazioni radio e televisive annientate 6, i
giornalisti morti ammazzati 5, e 12 quelli che hanno riportato traumi e
ferite.
I danni materiali inflitti dai “Leoni di Giuda” a
quel disperato pezzo di Palestina, secondo stime preliminari ammontano a
1,9 miliardi di dollari. Gli adulti liquidati con esecuzioni sommarie
nelle fasce di terreno delle periferie - lo hanno denunciato
osservatori di Ong - sarebbero 70, alto ma non precisato il numero di
giovani catturati e deportati, oltre 100 gli anziani, le donne e i
bambini abbandonati sul campo, in preda al panico, senza assistenza
sanitaria.
Dalla strage non si sono salvati nemmeno cavalli,
cammelli, asini, mucche, pecore, allevamenti di oche e galline.
Stritolati dalle pale dei bulldozer, dai cingoli di
blindati e dei carri armati, magazzini, abitazioni agricole, serre,
appezzamenti di terreno, coltivazioni di oliveti e di alberi da frutta.
Durante una conferenza stampa a Gerusalemme davanti
ai corrispondenti esteri di testate giornalistiche e radiotelevisive, il
premier Olmert ha dichiarato che gli obiettivi di Israele e
dell’operazione “Piombo Fuso” sono stati completamente raggiunti.
Berlusconi, Fini, Frattini, con l’esplicito
incoraggiamento di Napolitano, hanno espresso, di fatto, a più riprese
al governo di Tel Aviv la loro piena solidarietà.
Il rappresentante di Palazzo Chigi, al ritorno dal
summit di Sharm el-Sheikh, è andato ancora più in là ricordando che è
partita dall’Ita(g)lia, con l’avallo del PdL e del PD, durante la
presidenza di turno dell’Unione Europea, la richiesta, andata a buon
fine, di ottenere da Parlamento e Unione Europea l’esplicita condanna di
Hamas come “organizzazione terroristica”.
Ban Ki Moon, dal canto suo, dopo il pagliaccesco
summit in Egitto con Mubarak, Brown, Zapatero, Merkel, Berlusconi e
Abdallah II di Giordania, ha stretto qualche ora più tardi calorosamente
la mano al premier Olmert a Gerusalemme, lamentatosi - almeno così ci è
stato detto - con il Governo di Israele per la parziale distruzione di
3 scuole dell’UNRWA.
Nella Repubblica delle
Banane, solo il Generale Fabio Mini ha avuto l’onesta intellettuale e il
coraggio di dire fino in fondo, da esperto militare, come stanno
veramente le cose. Uno squarcio di verità su un tessuto fradicio di
menzogne.