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Altra "collezione" di immagini edificanti:
Un padre palestinese, col figlio cadavere tra le
braccia, parla in ebraico direttamente a Barak, che certamente
starà meditando sul da farsi (probabilmente ammazzare anche lui):
(con traduzione inglese)
Da Aljazeera (28/12/08): "Non c'è un posto
sicuro... Gli attacchi aerei israeliani, giorno e notte,
colpiscono in tutte le direzioni: stazioni di polizia, laboratori,
automobili, abitazioni, depositi di medicinali, la sede della
stazione televisiva 'al-Aqsa' e persino le moschee. [...] Le
vittime sono centinaia e ve ne sono ancora sotto le macerie. La
situazione negli ospedali è tragica: «Siamo costretti a strappare
le tende per bendare le ferite». [...] «Dove sono i governanti
arabi? Hasbunâ Llâh wa ni‘m al-Wakîl [Allah ci basta ed Egli è il
Mediatore]!»".
Da Aljazeera (8/1/08): Durante un tentativo di
soccorso di un ferito a Jabâliyâ, l'equipaggio di palestinese
un'ambulanza viene preso di mira dal fuoco sionista. Ad
accompagnarli c'erano alcuni "attivisti" stranieri, uno canadese
ed uno spagnolo. Uno dei soccorritori è stato colpito ad una gamba
ed un altro alla testa. L'equipaggio non riesce così a raggiungere
chi doveva essere soccorso:
In questo servizio si vede anche il funerale di un
cristiano palestinese di Gaza, tanto per ricordare ai Crociati
dello Zio Sam che i palestinesi non sono tutti musulmani:
E alla fine hanno fatto 700 morti (qui si vedono le
ultime persone spappolate in mezzo alla strada). Il servizio
rileva che se già i morti non sono "interessanti", ancora meno lo
sono i feriti, che sono oltre 3.000, di cui la metà donne e
bambini, mentre molti altri sono ancora sotto le macerie. "Forse
il palestinese buono è il palestinese morto", si osserva
amaramente nel servizio, dove si racconta anche di quattro bambini
ritrovati, affamati, accanto ai corpi senza vita delle loro madri.
Nel finale si vedono degli uomini sequestrati (è errato dire
"prigionieri"), poiché l'esercito sionista sta effettuando
rastrellamenti di maschi adulti, come da sempre:
La Croce Rossa Internazionale ha accusato
l'esercito d'occupazione d'aver impedito alle ambulanze
d'intervenire per quattro giorni, così alcuni muoiono dissanguati,
altri di spavento, specialmente bambini. Nel quartiere di Hayy
Zaytûn sono stati trovati dei bambini accanto ai loro parenti
morti, sfiniti dalla fame e dalla sete. «L'esercito israeliano
sapeva che c'era della gente da evacuare, ma non ci ha aiutati in
alcun modo», dice una rappresentante della CRI. L'infermiere
palestinese intervistato racconta che sono entrati in una casa
dove c'erano 18 cadaveri restati lì per giorni, tra cui sette
donne e sei bambini.
Poi, si parla dell'autista di uno dei camion che
trasporta gli "aiuti" dell'UNRWA ucciso da un proiettile
israeliano e della scuola dell'UNRWA - dove si erano spostati
degli sfollati - colpita a Jabâliyâ, così l'organizzazione
dell'ONU ha deciso d'interrompere la distribuzione degli "aiuti" a
circa 750.000 persone: «I nostri impiegati, circa 9.000, sono
continuamente esposti al fuoco israeliano». Il commentatore alla
fine osserva che in questo modo i palestinesi adesso hanno un
altro modo per morire!
13° giorno di bombardamenti... Qui si ricorda che i
palestienesi ricevono volantini in cui si raccomanda di lasciare
le proprie case... "ma dov'è un posto sicuro?". La ragazza
palestinese sembra proprio sicura che non c'è!
Infine, la cosa più impressionante della giornata,
di cui non riesco a visualizzare il filmato, che comunque è
questo:
http://www.aljazeera.net/Channel/aspx/ReportsNewsPopup.aspx?PostingGUID={B4BC2F25-D52A-458A-B359-C58A93383152
(dal min. 10 al 14). Un medico palestinese, ferito,
intervistato in diretta, al tg della sera, che con una dignità ed
una compostezza incredibile ha preso il microfono raccontando quel
che è successo alla sua famiglia: alle 14.00 (nelle "tre ore di
tregua"!), c'era un carroarmato a circa 200 metri dalla casa, che
sapendo esservi una famiglia ha sparato quattro colpi
distruggendola: la moglie ucraina e suo figlio Yûsuf sono stati
ammazzati, ma sono ancora là in casa cadaveri ("a brandelli")
perché nessuno riesce ad arrivarvi, mentre altri componenti della
famiglia sono feriti. E ha concluso con l'unica cosa che si può
pensare di questo cosiddetto "Stato d'Israele": «Sono senza
coscienza, dei mostri, mostri». Poi, col microfono in mano, ha
parlato 'dentro la telecamera', dicendo, dopo "al-hamdu li-Llàh
Rabbi al-'Âlamîn, al-hamdu li-Llàh Rabbi al-'Âlamîn [E la lode
spetta a Dio, Signore dei Mondi]: «Voglio parlare al mondo: cos'ha
fatto la mia moglie ucraina? cos'ha fatto mio figlio, che aveva
quattro mesi? Cos'ha fatto il popolo palestinese al mondo perché
il mondo se ne stia immobile? Silenzio, silenzio, silenzio... Cosa
vuole da noi? Siamo occupati... Cos'abbiamo fatto al mondo perché
ci tratti in questo modo? Non lo sappiamo, non lo sappiamo...
Perché questo silenzio... Perché?».
Link a questa pagina :
http://www.terrasantalibera.org/InfernoSion-VideoGaloppini.htm
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