HOME PAGE ARCHIVIO GENERALE ARCHIVIO VIDEO Mercatino Supporto ISCRIZIONE NEWSLETTER

 

Anno IV,  23 settembre 2009

 
     
 

QUESTA Redazione, pur non condividendo sempre e necessariamente tuttE le dichiarazioni degli autori

nei testi citati, reputa che esse siano comunque UTILi fonti di informazione, testimonianza e riflessione.

Non omologati in nessuno schieramento e in rispetto di quella libertà di pensiero e d'espressione garantite costituzionalmente, riteniamo IRRINUNCIABILE E giustO dare spazio a MOLTE voci del dissenso, ALTROVE NEGATE.

 
 

Israele avverte l’Iran e il mondo:
«Non esclusa azione militare»

Il Secolo XIX.it

Israele continua a sperare che le armi della diplomazia, e un regime di sanzioni più rigido, possano fermare la corsa nucleare dell’Iran.

Ma non intende concedere garanzie preventive di non intervento, né rinunciare a opzioni di sorta: inclusa quella d’una ipotetica azione militare.

Sono questi i messaggi recapitati oggi alla comunità internazionale dal governo di Benyamin Netanyahu e dallo stato maggiore di Tsahal (l’esercito israeliano) all’indomani dell’intervista alla Cnn di Dmitri Medvedev nella quale il presidente russo aveva detto d’aver ricevuto assicurazioni dal collega Shimon Peres sull’intenzione israeliana di non far ricorso all’uso della forza contro l’Iran.

Rassicurazioni che il portavoce del ministero degli Esteri Yigal Palmor ha evitato oggi con cura di confermare o smentire.

Puntualizzando tuttavia all’ANSA che quanto riferito da Medvedev non può in nessun modo legare le mani al governo israeliano.

Sui contenuti del colloquio fra Peres - che in veste di capo di Stato non ha poteri esecutivi in Israele - e il leader del Cremlino, Palmor ha preferito non entrare, limitandosi a osservare che nessuno, salvo i due protagonisti, «conosce il contesto, né i termini esatti» della conversazione.

 

Di certo c’è comunque che «non vi sono ragioni di polemizzare col presidente Medvedev», ma neppure di considerarlo alla stregua di «un rappresentante delle posizioni di Israele». Posizione che sull’Iran - ha puntualizzato il portavoce - resta chiara: «Tutte le opzioni sono sul tavolo».

Al riguardo Palmor ha ricordato come il ministro degli Esteri, Avigdor Lieberman, avesse manifestato proprio a Mosca, qualche tempo fa, la volontà dello Stato ebraico di evitare lo scenario di «un attacco unilaterale» all’Iran.

Ma anche come il ministro della Difesa, Ehud Barak, «parlando a nome di tutto il governo», abbia «ribadito appena pochi giorni fa, in una lunga intervista al giornale Yediot Ahronot», la strategia delle mani libere: affermando che i piani dell’Iran, per quanto ostili, «non rappresentano un pericolo esistenziale per Israele», ma rivendicando in pari tempo il diritto di un Paese minacciato a mantenere «aperte sul tavolo tutte le opzioni».

In nome del «diritto all’autodifesa».

Diritto richiamato oggi - con identica determinazione - dal capo di stato maggiore di Tsahal, Gaby Ashkenazy. Intervistato dalla Radio militare sull’argomento - nell’imminenza di un nuovo incontro negoziale in sede Onu del gruppo dei `5+1´ sul dossier iraniano, ma anche alla luce delle ennesime sparate anti-israeliane del presidente Mahmud Ahmadinejad e della guida suprema Ali Khamenei - il generale Ashkenazy ha ripetuto che «la possibilità che l’Iran venga in possesso di armi atomiche rappresenta una minaccia non solo per Israele, ma anche per la regione e per il mondo libero».

Aggiungendo di ritenere che l’approccio migliore sia quello di severe sanzioni internazionali nei confronti del regime degli ayatollah, a scopo dissuasivo.

Ma non senza sottolineare che, laddove embargo e pressioni non dovessero bastare, Israele sa di poter far leva su «un esercito forte».

Esercito che resta schierato arma al piede e «si prepara a ogni evenienza».

 

fonte:

http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/mondo/2009/09/22/AMgFsnwC-militare_avverte_esclusa.shtml

 

link a questa pagina:

http://www.terrasantalibera.org/Israele_avverte_Iran_mondo.htm

 
 

 

Tutte le notizie e articoli contenuti in questo spazio web sono liberamente riproducibili

(salvo successive controindicazioni degli autori e/o degli editori distributori)

purchè citandone  integralmente   tutte le fonti (inclusa questa), gli autori, i traduttori e i links :

perchè informazione e contro-informazione devono essere libere e alla portata di tutti.

Chi, divulgando questi notiziari, omette di fornire le indicazioni sopra citate, o impedisce in qualsiasi modo  la  libera veicolazione delle notizie, sabota gravemente  la libera formazione e informazione.