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Tzipi Livni auspica uno Stato di Israele etnicamente puro

di Simone Santini – da
www.clarissa.it -
15/12/2008
Cominciano i fuochi d’artificio per la campagna elettorale in
Israele in vista delle
elezioni legislative che si terranno il prossimo febbraio.
La candidata del partito centrista Kadima, Tzipi Livni, già ministro
degli esteri del governo
presieduto da Ehud Olmert, costretto alle dimissioni per guai
giudiziari, durante un pubblico
incontro con degli studenti ha dichiarato che, quando sarà nato uno
stato palestinese a fianco
di quello israeliano, “potremo dire ai cittadini palestinesi di
Israele, quelli che noi chiamiamo
gli Arabi d’Israele: la soluzione per le vostre aspirazioni
nazionali si trova altrove”.
La Livni prospetta dunque la nascita di due stati etnicamente puri,
o quanto meno questo
sarà il destino di Israele, dove attualmente vivono, in quanto
formalmente cittadini a tutti gli
effetti, quasi un milione e mezzo di arabi su una popolazione di
circa sette. Sono gli eredi dei
palestinesi rimasti in Israele dopo la nascita dello stato ebraico
nel 1948. Il trasferimento di
questa popolazione israeliana in uno stato di Palestina arabo, è il
modo, secondo la Livni, per
“preservare il carattere giudaico e democratico di Israele” con la
nascita, appunto, di “due
entità nazionali distinte”.
Il tema demografico è sempre stato vissuto con molta preoccupazione
a Tel Aviv (la natalità
è l’unica “bomba atomica” in mano ai palestinesi contro gli
israeliani, disse Yasser Arafat) e
per questo trattato come una questione di sicurezza nazionale. La
popolazione araba
(sommando gli arabi di Cisgiordania e Gaza, e gli “Arabi d’Israele”)
sta sopravanzando la
popolazione ebraica e la tendenza è solo destinata ad aumentare,
poiché il tasso di crescita è
nettamente superiore tra i palestinesi rispetto agli ebrei, ed in
Israele non giungono più flussi
di ritorno dal resto del mondo come nei primi anni dalla fondazione
dello Stato.
Due studiosi, il geografo Arnon Sofer e il demografo Sergio Della
Pergola (israeliano di
chiare origini italiane) dell'Università di Gerusalemme, già
consulenti di Ariel Sharon, hanno
da tempo stilato una analisi che può essere così sintetizzata.
Israele dovrà risolvere un
problema con tre variabili: democrazia, ebraicità, dimensione
territoriale. Solo due di queste
variabili potranno coesistere nell'Israele dei prossimi anni. Potrà
essere uno stato democratico
ed ebraico, ma allora dovrà essere di ridotte dimensioni. Potrà
essere democratico e grande,
ma allora non sarà più ebraico. Infine potrà essere ebraico ed
esteso, ma allora non sarà più
democratico.
La Livni, dunque, sembra aver accettato l’ipotesi di un Israele
democratico ed etnicamente
puro consentendo ad una sua limitazione territoriale. Ma, anche in
questo caso, la posizione
suscita non poche perplessità. Ahmed Tibi, uno dei leader degli
Arabi d’Israele, deputato alla
Knesset, si domanda se la posizione della Livni sia una battuta da
campagna elettorale o
davvero una profonda convinzione. E in questo caso chiede se la
candidata premier abbia
intenzione di togliere la cittadinanza ad oltre un milione di arabi
e ridurli “senza diritti politici
e senza identità nazionale”, oppure pensa di “trasferirli”
forzatamente nei Territori una “volta
creato lo stato palestinese?”.
La posizione della Livni ha avuto l’effetto di creare trambusto
anche nello schieramento del
maggiore candidato avversario, Benjamin Netanyahu, accreditato dai
sondaggi per la vittoria
elettorale. Netanyahu ha infatti non poche difficoltà a gestire
all’interno del suo partito, il
Likud, le spinte estremiste. Durante le recenti primarie nel partito
per la scelta dei candidati,
gli esponenti dell’ala più nazionalista e religiosa hanno spesso
avuto la meglio nei confronti
dei liberali o dei conservatori moderati. Molti di loro hanno
posizioni simili a quelle della
Livni sul tema della “ebraicità” dello stato e propugnano
l’ideologia di un “Grande Israele”,
tanto che Netanyahu potrebbe sentirsi scavalcato e pressato da
destra.
Tanto più che oltre il Likud ci sono partiti religiosi che
prospettano soluzioni ancora più
estreme per i palestinesi, come il loro esodo di massa da tutta la
Palestina verso la Giordania.
Link originale :
http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=8423
Link a questa pagina :
http://www.terrasantalibera.org/LivniStatoPuro.htm
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