Leggiamo, dall'Agenzia Reuters
del 22/5/2008, che
paragonare i crimini commessi dallo Stato d’Israele,
dalle sue milizie e coloni, ad altri crimini storici
non è reato.
Lo stabilisce una
sentenza emessa il 22 maggio 2008 dal GUP di Roma,
dott.ssa Palmisano, su richiesta del PM Morena
Piazzi, che definisce
le critiche politiche e di comportamento rivolte
allo Stato di Israele quali documenti di
denuncia politica che in nessun modo si traducono in
espressioni delittuose e giudiziariamente
perseguibili, risultando esse semplice
manifestazione, costituzionalmente tutelata, della
libertà d’espressione del pensiero.
E ci
voleva la sentenza di un tribunale per
stabilirlo......
Segno
che stiamo perdendo il senso della semplicità e
realtà delle cose, se nella vecchia Europa e nella
Patria del Diritto devono intervenire dei Tribunali
per difendere ciò che in democrazia dovrebbe essere
un'ovvietà: la libertà d'espressione e di critica,
specie se a fronte di palesi ingiustizie.
Nota di Redazione