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L'ospedale al-Shifa testimone delle sofferenze dei bambini di Gaza
Infopal,
11 febbraio 2009
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Gaza - Infopal. Appena si mette piede nell’ospedale al-Shifa,
nella città di Gaza, si sentono i lamenti dei malati e dei
feriti, le grida di bambini anche piccolissimi, i cui corpicini
non sono stati risparmiati dai missili dell’occupazione
israeliana. Basta uno sguardo al reparto di pediatria: uno
piange dal dolore, un altro non riesce a parlare a causa della
mascella rotta, un terzo è muto perché è entrato in coma.
Frattura al cranio. In un letto nel reparto di pediatria
dell’ospedale al-Shifa si trova il piccolo Sajed Abdelhamid, di
soli tre anni, completamente ammutolito. La sua tenera età non
lo ha salvato dalle bombe israeliane: un carro armato
dell’occupazione ha bombardato la casa vicino alla sua, nella
zona di Jabalia, a nord della Striscia di Gaza, facendo crollare
un muro che gli ha fratturato il cranio.
Sulle sue condizioni il medico Mohammad Awad ha riferito al
corrispondente di Infopal.it: "Il bambino è arrivato in ospedale
in coma, ferito alla testa e con la bava alla bocca. Le
radiografie mostrano una vasta frattura al cranio che ha causato
la coagulazione del sangue nella zona dell’occhio. Gli faremo un
esame accurato al cervello. Per ora resta sottocontrollo, poi
verificheremo le sue condizioni".
Strappo ai reni. Le grida di dolore che provengono da
poco distante sono quelle di Haitham, un bambino di dieci anni.
Soffre di uno strappo ai reni, a seguito del bombardamento
scatenato dagli aerei israeliani nei pressi della sua semplice
casa, nel campo profughi al-Shati, a ovest della città di Gaza.
Uno dei parenti ha raccontato che "la situazione nella zona era
molto pericolosa a causa dei continui bombardamenti israeliani.
Siamo stati costretti a uscire di casa. Haitham era davanti ed è
stato scaraventato a terra da una bomba. Gli è caduto sopra un
pezzo di cemento che gli ha fatto perdere i sensi. È stato poi
trasferito in ospedale, dove hanno scoperto uno strappo ai reni
che richiede un’operazione chirurgica. Non siamo riusciti a
parlargli, talmente aveva male".
Il gioco della morte. Mahmud Islim, di 12 anni, non si
rendeva conto invece, mentre giocava a biglie con i suoi cugini,
di giocare con la morte. La casa vicino alla sua, che si trova
in via al-Yarmuk, al centro della città di Gaza, è stata colpita
dai missili israeliani, che hanno ucciso la moglie di suo zio
insieme a quattro figli. La casa di Mahmud è stata distrutta
parzialmente, e sono rimasti feriti suo padre e altri membri
della famiglia, tutti trasportati in ospedali egiziani. Mahmud è
stato colpito su tutto il corpo da schegge e frantumi, che gli
hanno anche rotto la mascella inferiore e diversi denti.
Mahmud, con il dolore dipinto sul volto, ha raccontato al
corrispondente di Infopal.it: "Stavo giocando con i miei cugini
nella via davanti a casa nostra. All’improvviso abbiamo sentito
una grande esplosione e ho visto un fuoco, poi la polvere ha
coperto la zona. Dopo non so cosa sia successo, mi sono
svegliato all’ospedale con tanto dolore da non riuscire a
muovermi". Ha poi aggiunto: "Spero che Dio mi faccia guarire per
poter tornare a scuola e diventare ingegnere, e per vedere i
miei famigliari e i miei amici".
Link originale :
www.infopal.it/leggi.php?id=10643
Link a questa pagina :
http://www.terrasantalibera.org/OspedaleAlShifa.htm |
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