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14 dicembre 2008
Il manager imperiale uscente ha fatto domenica
una
rapida visita sulla scena della sua più grande vittoria
dove,
grazie
all'intuito, all'acume e all'accurata pianificazione
della sua
squadra
di assi, è stato capace di dichiarare "
missione compiuta" più di cinque anni fa. Perciò la
visita a Bagdad di George W. Bush questo weekend era
solo il giro della vittoria. Per sottolineare la divina
manifestazione del liberatore nelle antiche terre della
Mesopotamia, Bush è stato salutato con
uno dei
riti di onorificenza e apprezzamento più sacri del mondo
arabo.
... la sua apparizione ad una conferenza stampa cui è stata
interrotta da un giornalista iracheno che ha gridato in
arabo "questo è un regalo dagli iracheni; questo è il
bacio di addio, cane", e ha tirato una delle sue scarpe
verso il presidente, che si è chinato e ha di poco
evitato il colpo.
Mentre si sollevava il caos, egli ha tirato la sua altra
scarpa gridando: " questo è da parte delle vedove, degli
orfani e di coloro che sono stati uccisi in Iraq". Anche
la seconda scarpa ha mancato di poco Bush mentre il
primo ministro Nuri Kamal al-Maliki allungava una mano
di fronte alla faccia del presidente per aiutarlo a
proteggersi.
Questa è stata quasi sicuramente la circostanza in cui
Bush si è più avvicinato a un diretto confronto con la
realtà della sua " eredità" in Iraq: l'uccisione di più
di un milione di esseri umani innocenti, bambini, donne,
uomini, malati, deboli, vecchi e giovani,
l'espropriazione di più di 4 milioni di esseri umani
innocenti, e la distruzione di un'intera società che non
aveva fatto alcun male agli Stati Uniti né messo in atto
alcuna minaccia contro di essi.
Stando in piedi nel mezzo del cimitero che egli aveva
creato, Bush aveva da dire quanto segue:
"Il lavoro non è stato facile,
ma è stato necessario".
No, non è stato sicuramente
facile sviscerare, fare a brandelli, schiacciare,
polverizzare e cancellare un milione di esseri umani--ma
sì, se sei un fottuto psicopatico che beve sangue e
sventra budella, allora immagino che tutto ciò possa
essere visto come necessario.
Ma hey, almeno
non ha
vomitato in
faccia
ad al-Maliki.



Dalla foto qui
sopra riportata si evince chiaramente la codardia del
presidente americano, coraggioso solo con esercito e
mezzi corazzati a crepare per lui, mentre si nota la
disinvoltura, con il gesto della mano levata a scudo,
con cui il suo servo al-Maliki cerca di evitargli la
scarpata: chiaro segno di quanto fosse evidente la non
pericolosità del gesto, per quanto estremo (ndr)

Le
immagini del momento in cui Muntadhir Al-Zaidi, reporter
della Al-Bagdadiya TV,
saluta Bush col lancio di entrambe le sue scarpe.
Foto tratte dal sito
Roads to Iraq
Titolo originale: "Best Foot Forward: Liberator of
Babylon Hailed in Time-Honored Ritual "
Fonte originale :
http://www.chris-floyd.com
Traduzione pubblicata
da :
www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5357
Altri link in
italiano :
www.uruknet.info?p=s8889
Link a questa pagina
:
http://www.terrasantalibera.org/ScarpeAlloScarparo.htm
RACCOLTA FIRME PER MONTADHAR AL-ZAYDI
Raccolta di firme
per la liberazione di Montadhar Al-Zaydi, attualmente detenuto nelle
carceri irachene, con un braccio e costole fratturate, oltre ad
echimosi e traumi facciali gravi.
Il giudice
istruttore ha dovuto recarsi presso l’infermeria delle prigioni per
interrogarlo, in quanto Montadhar Al-Zaydi non è in condizioni tali da
presentarsi in un aula di tribunale.
Per firmare la petizione andare a questo link :
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