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attualità di Lourdes
Centocinquanta anni or sono, dall’11 febbraio al 16 luglio
1858, nella grotta di Massabielle presso Lourdes, apparve
diciotto volte la Madonna a Bernardette Soubirous, dicendo: “Pregate
per i peccatori”, invitando ben tre volte a fare penitenza
“penitenza, penitenza, penitenza!” (23 febbraio) e
affermando infine di essere “l’Immacolata Concezione”
(25 marzo). La veggente neppure sapeva che cosa significasse
tale titolo.
Il 18 gennaio 1862, il Vescovo diocesano, monsignor Laurence,
approvò le conclusioni della commissione teologica che aveva
istituita e riconobbe la realtà delle apparizioni. Il 4 luglio
1866 (a ventidue anni) Bernardette vestì l’abito delle suore
della carità di Nevers, ove morì in odore di santità tredici
anni, dopo, il 16 aprile 1879, per un cancro all’osso del
ginocchio. Pio XI la dichiarò beata il 14 febbraio 1925 e la
canonizzò l’8 dicembre 1933.
Qual è l’attualità del messaggio che la Madonna ci ha rivolto
un secolo e mezzo fa? La Vergine si è presentata sotto il
titolo di “Immacolata Concezione”. Ora, il papa Pio IX
l’8 dicembre 1854 (Bolla “Ineffabilis Deus”) aveva
definito tale dogma e la Madonna volle confermarlo quattro
anni dopo ad una semplice e giovane contadina dei Pirenei
francesi.
Nello stesso tempo Ella
anticipò di dodici anni la “ratifica divina” anche
del dogma dell’infallibilità papale (Maria si presenta
esattamente
come l’ha definita infallibilmente il Papa), che sarebbe stato
promulgato nel 1870 da Pio IX durante il concilio Vaticano I.
La singolarità del privilegio dell’ Immacolata concezione è
oggi, ancora più di allora, attuale
e significativa per noi.
Infatti essa ci ricorda che l’uomo, ogni uomo (tranne la Beata
Vergine Maria)1, nasce con la macchia del peccato
originale. Ora il peccato originale consiste nella privazione
della grazia santificante, cioè di quel “dono soprannaturale
inerente all’anima nostra […] che ci rende […] amici e figli
adottivi di Dio, fratelli di Gesù Cristo ed eredi del
Paradiso” (Catechismo di San Pio X n. 270) perché
consorti della natura divina” (san Pietro).
La concupiscenza o mancanza del dono di “integrità”
(sottomissione del corpo all’ anima) è solo una conseguenza e
non l’essenza del peccato originale (come erroneamente
ritenuto da Lutero). Anche Maria, come tutti i figli di Adamo,
avrebbe dovuto nascere priva di grazia santificante, ma,
siccome Dio (in previsione del peccato di Adamo) l’aveva
predestinata ad essere Madre del Verbo Incarnato, fu
preservata immune dalla macchia del peccato originale.
Pio IX, nel dogma dell’ Immacolata Concezione, poneva le
premesse per la futura condanna degli errori principali del
suo tempo (naturalismo e liberalismo), i quali presuppongono
una specie di “immacolato concepimento” dell’uomo (di ogni
uomo), negando implicitamente il dogma del peccato originale
definito dalla Chiesa e confermato da Maria. L’uomo quindi
sarebbe buono per natura, non avrebbe bisogno di un Dio
personale, trascendente e soprattutto provvido (per il deismo
illuminista, Dio non si occupa dell’ uomo). Negando
l’esistenza del peccato originale si nega l’esistenza
dell’ordine soprannaturale (= naturalismo), onde la sola
ragione basta a conoscere ogni cosa (= razionalismo) e dunque
la Rivelazione è superflua, così come la Redenzione, la Chiesa
e la Grazia con i mezzi soprannaturali di salvezza, i
Sacramenti e il Sacerdozio. Perciò bisogna lasciar piena e
assoluta libertà all’uomo (= il “lasciar fare” del
liberalismo); la Legge divina essendo controproducente e
innaturale, la libertà diventa il fine ultimo dell’ uomo e
cessa di essere per lui un mezzo per raggiungere il fine
soprannaturale che è Dio.
Dal naturalismo razionalista del liberalismo classico
(ottocentesco), consegue l’egualitarismo socialista (=
materialismo storico e dialettico marxista) o anarchico (=
liberismo economico e sociale ossia il “mini-archismo”
odierno), che sono la distruzione della gerarchia: l’uomo
sottomesso a Dio, lo Stato alla Chiesa, il laicato al
Sacerdozio, la natura alla grazia (il modernismo predica la
grazia soprannaturale come dovuta, e non gratuitamente donata
da Dio alla natura umana).
Con la verità dell’Immacolata Concezione Pio IX pose le
premesse per condannare l’errore del liberalismo
classico (“Sillabo” e “Quanta cura”, 8 dicembre
1864). Purtroppo, cento anni dopo, con il concilio Vaticano II
(1962-65) si è diffusa anche nell’ambiente cattolico l’
illusione liberale di poter “insegnare la verità senza
condannare l’errore”, il quale, invece, data la ferita del
peccato originale, prende più facilmente il sopravvento
nell’uomo e travolge in lui ogni barriera intellettiva e
morale.
Oggi l’errore liberale classico è penetrato sin nel Santuario
(vedi Dignitatis Humanae 1965) e quello ancora più
radicale e anarcoide (liberismo) sta prendendo piede grazie
all’influsso del “teo- conservatorismo” americanista, recepito
ed elevato a ideale o modello da Benedetto XVI nel suo viaggio
in Usa (aprile 2008), che pretenderebbe rendere conciliabile
col cattolicesimo il liberismo o “assenteismo” morale e
statale in materia economica; laddove non solo lo Stato deve
essere
subordinato
alla Chiesa (come il corpo all’anima e la natura alla grazia),
ma anche l’economia deve essere sottomessa all’etica, sotto
pena di diventare “affaristica” o “pecuniativa” (Aristotele la
chiamava “eritistica”) cioè arte dell’arricchimento come fine,
e non più del risparmio come mezzo per ottenere un certo
benessere temporale subordinatamente a quello soprannaturale.
Ebbene oggi, ancor più che nell’ Ottocento, viviamo in un
mondo all’ incontrario o sottosopra. Lo stendardo agitato dai
massoni in Piazza San Pietro, (che allertò p. Kolbe e lo rese
l’apostolo della Milizia dell’ Immacolata), in cui era
rappresentato Lucifero che schiacciava San Michele
Arcangelo, sembra essersi realizzato, ma
Lourdes, l’umile Bernardette, Pio IX e padre Kolbe ci
ricordano che una sola è l’ Immacolata e sarà lei a
schiacciare il capo del serpente infernale (“IPSA CONTERET”).
Possiamo essere certi della vittoria finale e pregare con
fiducia : “Gaude Virgo Maria, quia cunctas haereses
interemisti in universo mundo”! Facciamoci schiavi di Gesù
in Maria secondo lo spirito di San Luigi Grignion de Montfort
e rifugiamoci sotto il manto dell’ Immacolata “potente come un
esercito schierato a battaglia” (don Bosco), ripetendole la
preghiera di San Bernardo: “Memorare, o piissima Virgo
Maria, non esse auditum a saeculo quaemquam… quicumque
invocaverit tuam sanctam protectionem…esse derelictum…Noli
Mater Verbi verba mea despicere sed audi propitia et exaudi.
Amen”.
Padre Mariano da Pescorocchiano
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