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SiSiNoNo  -  Anno XXXIV n. 8 - del 30 aprile 2008

 

 

 

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attualità di Lourdes

  

Centocinquanta anni or sono, dall’11 febbraio al 16 luglio 1858, nella grotta di Massabielle presso Lourdes, apparve diciotto volte la Madonna a Bernardette Soubirous, dicendo: “Pregate per i peccatori”, invitando ben tre volte a fare penitenza “penitenza, penitenza, penitenza!” (23 febbraio) e affermando infine di essere “l’Immacolata Concezione” (25 marzo). La veggente neppure sapeva che cosa significasse tale titolo.

Il 18 gennaio 1862, il Vescovo diocesano, monsignor Laurence, approvò le conclusioni della commissione teologica che aveva istituita e riconobbe la realtà delle apparizioni. Il 4 luglio 1866 (a ventidue anni) Bernardette vestì l’abito delle suore della carità di Nevers, ove morì in odore di santità tredici anni, dopo, il 16 aprile 1879, per un cancro all’osso del ginocchio. Pio XI la dichiarò beata il 14 febbraio 1925 e la canonizzò l’8 dicembre 1933.

 Qual è l’attualità del messaggio che la Madonna ci ha rivolto un secolo e mezzo fa? La Vergine si è presentata sotto il titolo di “Immacolata Concezione”. Ora, il papa Pio IX l’8 dicembre 1854 (Bolla “Ineffabilis Deus”) aveva definito tale dogma e la Madonna volle confermarlo quattro anni dopo ad una semplice e giovane contadina dei Pirenei francesi. Nello stesso tempo Ella anticipò di dodici anni la “ratifica divina” anche del dogma dell’infallibilità papale (Maria si presenta esattamente come l’ha definita infallibilmente il Papa), che sarebbe stato promulgato nel 1870 da Pio IX durante il concilio Vaticano I.

La singolarità del privilegio dell’ Immacolata concezione è oggi, ancora più di allora, attuale e significativa per noi. Infatti essa ci ricorda che l’uomo, ogni uomo (tranne la Beata Vergine Maria)1, nasce con la macchia del peccato originale. Ora il peccato originale consiste nella privazione della grazia santificante, cioè di quel “dono soprannaturale inerente all’anima nostra […] che ci rende […] amici e figli adottivi di Dio, fratelli di Gesù Cristo ed eredi del Paradiso” (Catechismo di San Pio X n. 270) perché consorti della natura divina” (san Pietro). La concupiscenza o mancanza del dono di “integrità” (sottomissione del corpo all’ anima) è solo una conseguenza e non l’essenza del peccato originale (come erroneamente ritenuto da Lutero). Anche Maria, come tutti i figli di Adamo, avrebbe dovuto nascere priva di grazia santificante, ma, siccome Dio (in previsione del peccato di Adamo) l’aveva predestinata ad essere Madre del Verbo Incarnato, fu preservata immune dalla macchia del peccato originale.

Pio IX, nel dogma dell’ Immacolata Concezione, poneva le premesse per la futura condanna degli errori principali del suo tempo (naturalismo e liberalismo), i quali presuppongono una specie di “immacolato concepimento” dell’uomo (di ogni uomo), negando implicitamente il dogma del peccato originale definito dalla Chiesa e confermato da Maria. L’uomo quindi sarebbe buono per natura, non avrebbe bisogno di un Dio personale, trascendente e soprattutto provvido (per il deismo illuminista, Dio non si occupa dell’ uomo). Negando l’esistenza del peccato originale si nega l’esistenza dell’ordine soprannaturale (= naturalismo), onde la sola ragione basta a conoscere ogni cosa (= razionalismo) e dunque la Rivelazione è superflua, così come la Redenzione, la Chiesa e la Grazia con i mezzi soprannaturali di salvezza, i Sacramenti e il Sacerdozio. Perciò bisogna lasciar piena e assoluta libertà all’uomo (= il “lasciar fare” del liberalismo); la Legge divina essendo controproducente e innaturale, la libertà diventa il fine ultimo dell’ uomo e cessa di essere per lui un mezzo per raggiungere il fine soprannaturale che è Dio.

Dal naturalismo razionalista del liberalismo classico (ottocentesco), consegue l’egualitarismo socialista (= materialismo storico e dialettico marxista) o anarchico (= liberismo economico e sociale ossia il “mini-archismo” odierno), che sono la distruzione della gerarchia: l’uomo sottomesso a Dio, lo Stato alla Chiesa, il laicato al Sacerdozio, la natura alla grazia (il modernismo predica la grazia soprannaturale come dovuta, e non gratuitamente donata da Dio alla natura umana).

Con la verità dell’Immacolata Concezione Pio IX pose le premesse per condannare l’errore del liberalismo classico (“Sillabo” e “Quanta cura”, 8 dicembre 1864). Purtroppo, cento anni dopo, con il concilio Vaticano II (1962-65) si è diffusa anche nell’ambiente cattolico l’ illusione liberale di poter “insegnare la verità senza condannare l’errore”, il quale, invece, data la ferita del peccato originale, prende più facilmente il sopravvento nell’uomo e travolge in lui ogni barriera intellettiva e morale.

Oggi l’errore liberale classico è penetrato sin nel Santuario (vedi Dignitatis Humanae 1965) e quello ancora più radicale e anarcoide (liberismo) sta prendendo piede grazie all’influsso del “teo- conservatorismo” americanista, recepito ed elevato a ideale o modello da Benedetto XVI nel suo viaggio in Usa (aprile 2008), che pretenderebbe rendere conciliabile col cattolicesimo il liberismo o “assenteismo” morale e statale in materia economica; laddove non solo lo Stato deve essere subordinato alla Chiesa (come il corpo all’anima e la natura alla grazia), ma anche l’economia deve essere sottomessa all’etica, sotto pena di diventare “affaristica” o “pecuniativa” (Aristotele la chiamava “eritistica”) cioè arte dell’arricchimento come fine, e non più del risparmio come mezzo per ottenere un certo benessere temporale subordinatamente a quello soprannaturale. Ebbene oggi, ancor più che nell’ Ottocento, viviamo in un mondo all’ incontrario o sottosopra. Lo stendardo agitato dai massoni in Piazza San Pietro, (che allertò p. Kolbe e lo rese l’apostolo della Milizia dell’ Immacolata), in cui era rappresentato Lucifero che schiacciava San Michele Arcangelo, sembra essersi realizzato, ma Lourdes, l’umile Bernardette, Pio IX e padre Kolbe ci ricordano che una sola è l’ Immacolata e sarà lei a schiacciare il capo del serpente infernale (“IPSA CONTERET”).

Possiamo essere certi della vittoria finale e pregare con fiducia : “Gaude Virgo Maria, quia cunctas haereses interemisti in universo mundo”! Facciamoci schiavi di Gesù in Maria secondo lo spirito di San Luigi Grignion de Montfort e rifugiamoci sotto il manto dell’ Immacolata “potente come un esercito schierato a battaglia” (don Bosco), ripetendole la preghiera di San Bernardo: “Memorare, o piissima Virgo Maria, non esse auditum a saeculo quaemquam… quicumque invocaverit tuam sanctam protectionem…esse derelictum…Noli Mater Verbi verba mea despicere sed audi propitia et exaudi. Amen”.

Padre Mariano da Pescorocchiano


 1“Fin dal primo istante della sua concezione, Maria fu preservata immune da ogni macchia di peccato originale”, da parte di Dio, in vista dei meriti di Gesù Cristo. Invece Adamo ed Eva erano stati creati nello stato di “giustizia originale” (che persero per colpa loro), ossia con la grazia santificante (= ordine soprannaturale, che sorpassa le capacità di ogni creatura, anche angelica) e i “doni preternaturali” (= che sorpassano solo le capacità della natura umana). Questi doni sono quattro: 1°) di integrità (= perfetta e totale armonia tra anima e corpo); 2°) di immortalità del corpo; 3°) di impassibilità (= esclusione di ogni sofferenza) e 4°) scienza infusa. Le conseguenze del peccato originale furono - essenzialmente - la perdita della grazia santificante che i nostri progenitori non poterono trasmettere ai loro discendenti, avendola persa per sé, ma, avendo fatto penitenza per il loro peccato, si salvarono e con la Redenzione anche i loro discendenti ebbero la possibilità di ottenere la grazia mediante il battesimo (di acqua, desiderio o sangue). I doni preternaturali, invece, non li possiamo riacquistare con il battesimo e quindi sperimentiamo la rivolta del corpo contro l’anima, la morte, la sofferenza e l’ignoranza. Ciò resta “ad agonem” per spronarci al combattimento e farci guadagnare meriti, mediante la preghiera, il sacrificio (“ti renderò felice non in questa vita, ma nell’altra”; 18 febbraio 1858, terza apparizione) e la penitenza, alle quali la Madonna di Lourdes ci ha richiamato. Dato il marasma morale e dogmatico in cui oggi ci si trova immersi, tali consigli e inviti mariani sono più necessari e attuali che mai.