|
LA VERITA' SU HAMAS E SULLA GUERRA CONTRO GAZA
Norman Finkelstein, Giovedi 15 Gennaio 2009
Rebelion.org-DemocracyNow.org

I fatti sono abbastanza chiari. Possiamo trovarli in una pagina web
israeliana, quella del Ministero degli Affari Esteri d'Israele. (…)
Israele ruppe la tregua con la sua incursione a Gaza il 4 novembre,
nella quale ammazzò sei o sette militanti palestinesi. Arrivati a
quel punto (ed ora cito la pagina web ufficiale israeliana), Hamas
rispose all'attacco israeliano e lanciò di conseguenza i suoi
missili.
In quanto al perchè, gli avvenimenti sono abbastanza chiari. Secondo
il giornale Ha'aretz, il ministro della difesa israeliano Ehud Barak
incominciò a programmare l'invasione ancor prima che iniziasse la
tregua. Di fatto, secondo Ha'aretz [9.1.2009] i piani dell'invasione
ebbero inizio a marzo. E secondo la mia opinione, le ragioni
principali dell'invasione sono due. Primo: aumentare quello che
l'Israele chiama la sua capacità di dissuasione - ossia questo
significa semplicemente aumentare la capacità d'Israele di
terrorizzare la regione fino alla sottomissione. A seguito della sua
sconfitta in Libano nel luglio 2006, Israele considerava importante
trasmettere il messaggio che ancora è una forza militare, capace a
terrorizzare chi osi sfidare i suoi ordini.
La seconda ragione principale dell'attacco è che Hamas stava facendo
sapere che desiderava giungere ad un accordo diplomatico del
conflitto basandosi sui confini esistenti nel 1967. Cioè, Hamas
stava facendo sapere che era d’accordo col consenso internazionale,
che era in accordo con la maggioranza della comunità internazionale,
in cerca di una soluzione diplomatica. Così Israele avrebbe dovuto
affrontare quella che gli israeliani chiamano “l’offensiva di pace
palestinese”. E per sconfiggere l’offensiva di pace, cercò di
smantellare Hamas.
(…) Come documentò lo scrittore David Rose nel numero di aprile del
2008 sulla rivista Vanity Fair, basandosi su documenti interni
statunitensi, furono gli Stati Uniti, confabulando con l'Autorità
Palestinese, che cercarono di fare un colpo di Stato contro Hamas, e
questa li anticipò. Però di questo già non se ne parla e questa
informazione non viene neanche smentita.
(…) La questione è se (Hamas) possa governare a Gaza finchè Israele
mantiene il blocco e impedisce ai palestinesi qualsiasi attività
economica. Verò è che il blocco si fece più duro ancor prima che
Hamas arrivasse el potere. È che il blocco non ha niente a che
vedere con Hamas. Ci furono statunitensi che furono lì, per esempio
James Wolfensohn, per tentare di rompere il blocco dopo che Israele
ebbe spiegato di nuovo le sue truppe a Gaza.
Il problema è stato sempre lo stesso, Israele non vuole che Gaza si
sviluppi, e tantomeno vuole risolvere diplomaticamente il conflitto.
(…) tanto i dirigenti di Hamas che stanno a Damasco come quelli che
stanno a Gaza hanno fatto ripetute dichiariazioni che sono disposti
a giungere ad una soluzione del conflitto se vengono rispettati i
confini che la Palestina aveva nel 1967. I fatti sono abbastanza
chiari. Di fatto sono palesi.
Ogni anno, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite vota una
risoluzione intitolata "Sistemazione pacifica della questione
Palestinese", ed ogni anno il risultato della votazione è sempre lo
stesso: il mondo intero da un lato e dall’altro Israele, Stati
Uniti, alcune isole del Pacifico Meridionale ed Australia. L’anno
scorso la votazione fu di 164 voti a favore della risoluzione e 7
contro. Ogni anno dal 1989 (nel 1989, il risultato della votazione
fu di 150 a 3) da un lato c’è il mondo intero e dall’altro gli Stati
Uniti, Israele e lo Stato-isola della
Dominica.
I 22 stati membri della Lega Araba, sono tutti a favore di un
accordo fra i due Stati secondo i confini esistenti nel giugno 1967;
l'Autorità Palestinese è favorele ad un accordo dei due Stati
secondo i confini esistenti nel giugno 1967; ora anche Hamas è
favorevole all’accordo dei due Stati secondo i confini esistenti nel
giugno1967. L'unico ostacolo è Israele, appoggiata dagli Stati
Uniti. Questo è il problema.
I dati a disposizione dimostrano che Hamas desiderava continuare con
la tregua, però solo a condizione che Israele allentasse il blocco.
Molto prima che Hamas incominciasse i suoi attacchi con missili
contro Israele in rappresaglia per gli attacchi di quest’ultima ai
palestinesi, a Gaza si era già in una crisi umanitaria dovuto al
blocco. La ex Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti
Umani, Mary Robinson, descrisse che quello che stava succedendo in
Gaza era la distruzione di una civiltà. Questo succedeva durante il
periodo di tregua.
Che dimostrano questi fatti? Che da più di vent’anni, tutta la
comunità internazionale ha provato a trovare un accordo al conflitto
secondo i confini esistenti nel giugno 1967 con una soluzione giusta
per la questione dei rifugiati. Sono negazionisti tutti
questi 164 paesi delle Nazioni Unite? Gli unici a favore della pace
sono gli Stati Uniti, Israele, la repubblica di
Nauru, la repubblica di
Palau, gli
Stati Federati di Micronesia, le
Isole Marshall e l’Australia? Chi sono i negazionisti?
Chi è che si oppone alla pace?
I fatti dimostrano che in ognuno dei temi cruciali che sorsero
[nelle negoziazioni] a Camp David, più tardi secondo i parametri
stabiliti da Clinton, e poi a Taba, in tutti ed ognuno di quei punti
tutte le concessioni vennero dal lato palestinese. Israele non fece
nessuna concessione. Tutte ed ognuna delle concessioni vennero dei
palestinesi. Questi hanno espressamente ripetuto il loro desiderio
di risolvere il conflitto in accordo col Diritto Internazionale.
Il Diritto Internazionale è molto chiaro. Nel luglio di 2004 la più
alta instanza giuridica mondiale, la Corte Internazionale di
Giustizia, disse che Israele non aveva alcun diritto sui territori
di Cisgiordania e Gaza, nè tantomeno su Gerusalemme. Secondo la più
alta istanza giuridica mondiale, Gerusalemme Est è territorio
palestinese occupato. Secondo la Corte Internazionale di Giustizia
tutte gli insediamenti israeliani in Cisgiordania sono illegali in
base al Diritto Internazionale.
In relazione con tutto questo il punto importante ora è che i
palestinesi erano disposti a fare concessioni. Fecero tutte le
concessioni. Israele non nè fece nessuna.

[Da sinistra:
Ehud Barak, Bill Clinton, Yasser Arafat a Camp David.]
Credo sia abbastanza chiaro quello che deve succedere. In primo
luogo, Stati Uniti ed Israele devono unirsi al resto della Comunità
Internazionale, devono rispettare il Diritto Internazionale. Non
credo si debba sottovalutare quest’ultimo punto, è una questione
molto importante. Se Israele non rispetta il Diritto Internazionale,
la si deve rendere responsabile delle sue azioni, esattamente come
qualsiasi altro stato del mondo.
Obama deve essere sincero con il popolo americano. Deve essere
onesto in relazione a qual’è il principale ostacolo per risolvere il
conflitto. Non è il negazionismo; è l’attitudine di Israele,
spalleggiata dal governo degli Stati Uniti, a non rispettare il
Diritto Internazionale, a non rispettare l'opinione della comunità
internazionale.
E la principale sfida per tutti noi, statunitensi, è vedere
attraverso le bugie.
Questo
articolo è composto da frammenti dell'intervento di Norman
Finkelstein nel dibattito celebrato l’8 gennaio scorso in diretta
durante il programma di Amy Goodman “Democracy now”, nel quale
partecipò anche l'ex ambasciatore statunitense di Israele, Martín
Indyk.
Norman Finkelstein è figlio di sopravissuti
dell'Olocausto ed autore di opere come “Immagine e realtà del
conflitto palestinese” (Akal2003), e “L'industria dell'olocausto:
riflessioni sullo sfruttamento della sofferenza ebraica “(Secolo XXI
della Spagna 2002.) La sua pagina web è
www.NormanFinkelstein.com.
Titolo originale: "Los hechos acerca de Hamas y la guerra contra
Gaza"
Fonte: http://www.rebelion.org
Link
13.01.2009
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di LILIANA
BENASSI
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5474
Link a questa pagina :
http://www.terrasantalibera.org/VeritaHamas-Finkelstein.htm
|