L'aiuto
dell'Unione Europea ad Israele:
aerei da guerra
e droni
di David Cronin - 05/07/2010 -
Ipsnews.net
traduzione a cura di
Comedonchisciotte.org

Un importante fornitore israeliano di aerei da guerra che servono ad
uccidere e mutilare i civili nella striscia di Gaza é stato messo nei
noveri per ottenere dall'Unione Europea due nuove sovvenzioni per
ricerche scientifiche.
A fine 2008, inizio 2009, le agressioni di Israele contro la striscia
di Gaza hanno fornito al suo esercito dell'aeronautica militare
un'occasione per testare i droni [apparecchi telecomandati senza
pilota-ndt] all'avanguardia della tecnologia simili agli "Héron",
allorché le organizzazioni dei diritti dell'uomo hanno calcolato che
gli "Héron" e altri droni, nel corso delle tre settimane di guerra
avrebbero ucciso almeno 87 civili, l'Unione europea, a titolo
provvisorio, ha approvato uno sblocco di fondi disponibili a beneficio
del costruttore di Héron, Israel aerospace industrie (IAI) -
[Industria Aerospaziale di Israele-ndt]
Per il periodo 2007/2013 rientrano nell'ambito del programma
pluriennale dell'Unione europea per la ricerca, due progetti che
coinvolgono la IAI e che hanno recentemente superato con successo i
livelli di valutazione delle proposte, programma al quale sono stati
attribuiti 53 miliardi di euro (65,4 miliardi di dollari).
Nella foto. Bombardamento di Gaza con fosforo bianco.
L'equipaggiamento militare israeliano é venduto "battle-tested". Un
modo per dire che è stato testato a Gaza (foto Boston.com).
La Commissione europea, braccio esecutivo dell'Unione, ha confermato
che l' IAI era uno dei 34 soci israeliani impegnati nei 26 progetti
finanziati dall'Unione Europea per la tecnologia dell'informazione e
attualmente in fase di preparazione.
Al livello di questo tipo di finanziamento tra altre società
israeliane ad essere in lizza, c'è la Afcon, il costruttore di
rivelatore di metalli per i check-point militari in territori occupati
(palestinesi), e in particolare per il passaggio di Erez tra il sud di
Israele e il nord della striscia di Gaza. Nel 2008 Afcon ha anche
ottenuto un contratto d'installazione di un sistema di sicurezza per
un progetto di trasporto urbano destinato a collegare le colonie
israeliane abusive di Gerusalemme-est con il centro città (di
Gerusalemme ovest).
Le procedure relative a questi progetti non sono ancora concluse, a
giudizio di Marc English, portavoce della Commissione. Ma il
quotidiano israeliano della finanza "Globes" ha indicato lo scorso
mese che la società israeliana, con l'ultima sovvenzione dell'Unione
Europea, potrebbe guadagnare qualcosa come 17 milioni di euro a titolo
della tecnologia dell'informazione. Secondo lo stesso quotidiano, a
partire del 2007 la somma di denaro che Israele trae dal programma di
ricerca dell'UE sarà portata a 290 milioni di euro.
[Il drone Héron, per uccidere senza rischio.]
Nel programma scientifico dell'UE, Israele é il principale
partecipante straniero. A Tel-Aviv, gli ufficiali pensano che da qui
alla conclusione di questo programma, le società e gli istituti
israeliani dovrebbero recuperare 500 milioni di euro.
Chris Davies, deputato del partito liberal-democratico britannico al
parlamento europeo, ha espresso rabbia verso il modo in cui il
dipartimento Ricerche della Commissione si accinge a ratificare nuove
sovvenzioni a beneficio di imprese israeliane. Ha detto che una tale
pratica, "les affaires, toujours" [sempre, gli affari-ndt], è in
contraddizione con le garanzie tacite degli ufficiali che trattano le
relazioni generali dell'Unione con Israele.
Una richiesta israeliana di fine 2008 è stata accettata dai 27 governi
dell'UE affinché l'Europa "metta in risalto" le sue relazioni con
Israele in modo che questo possa implicarsi di più in un' ampia gamma
di attività dell'Unione. Ma, mirando a dare a questo accordo un
effetto ufficiale, gli sforzi sono stati bloccati di fatto
dall'invasione di Gaza.
Davies indica all' IPS che l'approvazione di un finanziamento della UE
a favore d'Israel Aerospace Industrie "dovrebbe essere considerato
come totalmente inaccettabile, incoerente e scandalosamente ingenuo”.
E fa notare che c'é apparentemente "una totale mancanza di
comunicazione" tra diversi gruppi di rappresentanti UE sul modo in cui
Israele dovrebbe essere trattato. "Dove sta la riflessione comune?" si
chiede.
Nel momento in cui la Commissione Europea pretende che la totalità
della sua cooperazione in ricerche scientifiche con Israele riguardi
il civile, il governo Israeliano si è affrettato di fare conoscere gli
stretti legami esistenti tra il settore tecnologicamente florido del
paese e il suo esercito. All'inizio di quest'anno una brochure dal
titolo “comunicazioni in Israele”, pubblicata dal ministero delle
industrie, parla di "simbiosi" tra i settori sicurezza e tecnologia in
Israele. Molti progressi tecnologici - come l'invenzione negli anni
'80 di dispositivi di riconoscimento vocale per i computer
dell'esercito israeliano- risultano da questa "convergenza", indica la
brochure.
Altri probabili beneficiari israeliani di questa nuova manna
finanziaria europea non nascondono il modo in cui godono di questa
convergenza. La filiale israeliana di SAP, produttore di software, ha
pubblicato informazioni spiegando come aveva fornito all'esercito
Israeliano equipaggiamenti specializzati. E tanto Emza quanto LiveU,
due "start-up", sono due esempi dei numerosi produttori di
equipaggiamento di sorveglianza in Israele che hanno visto il loro
libro di ordinazioni riempirsi da quando il paese tenta di
posizionarsi come il partner indispensabile nella "guerra contro il
terrorismo" dichiarata dall'ex Presidente americano George W. Bush.
Secondo Marcel Shaton, direttore dell' ISERD (Israeli Directorate for
EU Framework Programme - organismo interfaccia per la participazione
di Israele ai Programmi nell' Ambito dell'Unione Europea) a Tel-Aviv,
i cittadini europei non debbono avere nessuno scrupolo a finanziare le
società israeliane di armamenti. "E' l'insieme della ricerca che
sostiene l'industria dell'armamento" ha detto. "La tecnologia non
militare è utilizzata ai fini militari ovunque nel mondo".
Ma per Yasmin Khan, specialista del commercio di armi della
organizzazione “Lotta contro la povertà”, l'Unione Europea si fa
complice dell'occupazione della Palestina sostenendo l'industria
militare di Israele.
Fa notare che i droni costruiti dall' IAI, e da altri società
israeliane, sono stati comprati da più paesi europei alleati con gli
americani nella guerra in Afghanistan. "L'industria militare è un
punto centrale dell'economia israeliana", ha detto. "L'
equipaggiamento che produce é venduto come 'già testato per la
guerra', modo sinistro di mostrare che è già stato utilizzato nei
territori occupati."
Titolo originale: "L’aide de l’Union européenne à l’armée
israélienne"
Fonte originale: http://ipsnews.net/
18.06.2010
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MIMI MOALLEM
Altra fonte sul web:
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=33451 |