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Nota di Redazione di
TerraSantaLibera.org
- L'autore di questo articolo, Enrico Galoppini, non è ciò che si
potrebbe definire propriamente come un "cattolico praticante", ma è
stato capace di esprimere e indicare, meglio di quasi tutti gli scrittori cattolici
odierni, i progetti e le anime che dirigono giochi sporchi a livello
planetario, come solo lobbies onnipresenti possono.
Si potrà essere
d'accordo o meno con certe sue affermazioni, ma resta la verità di fondo
che egli affronta e mette in risalto: c'è un attacco, neppure tanto
velato, da parte della contro-chiesa giudeo-massonica nei confronti del
cristianesimo-cattolicesimo quale istituzione umano-teologico-divina,
per screditarlo e sradicarlo dalle menti e dai cuori dei gentili,
spiritualmente inquinati, kosherizzati, soggiogati ad ideologie
planetarie veicolate ed imposte da media asserviti.
Indice che tale
istituzione divina, la Chiesa cattolica, pur se zoppicante, decimata,
invasa dal fumo di satana, mondanizzata, stravolta nell'espressione che
ne è il motivo d'esistere supremo, la liturgia, resta pur sempre quale
freno e ostacolo allo scatenamento totale ed incontrastato del "mistero
d'iniquità". La solita pietra d'inciampo.
Il timore di
infastidire rabbini e sinagoghe, di ledere agli impossibili "dialoghi",
di essere considerati "politicamente scorretti", o peggio ancora
"antisemiti" o "antigiudaici", impedisce da parte cattolica la
franchezza, analisi approfondite, e di svelare le solite trame che da
secoli si oppongono alla Chiesa fondata da Cristo,
Una-Santa-Cattolica-Apostolica-Romana, dirette, dietro le quinte, dal
giudaismo internazionale.
Il problema è proprio
questo: la cristianità è stata fagocitata e giudaizzata da un pezzo,
strumentalizzata per fini strategico-politici, e lentamente snaturata
(se ciò fosse veramente possibile) nella sua essenza.
Al di là del suo odio
atavico per i cristiani, a Giuda serviva la cristianità scristianizzata
e compattata al suo servizio di leva contro un Islam per certi versi
indomabile ai progetti mondialisti di Governo Unico, presieduto da
israeliti tra le nazioni.
In parole povere i cristiani, cattolici specialmente (mentre gli
ortodossi resistono un poco di più ed i protestanti sono a maggioranza
filosionisti) si sono rimbambiti.
Se non fosse che,
intimamente e di fede, sappiamo essere la Chiesa di istituzione divina,
e che quindi tutte le bestialità commesse dai suoi appartenenti non la
possono scalfire, avremmo già abbandonato la barca di Pietro a causa dei
loro abomini materiali e teologici.
Di più: a forza di prendere atto delle posizioni e atti idioti della
cattolicità, che fa quasi sempre servilmente il gioco della perfida
progenie, ci monta una collera mista a delusione e sconforto, tanto che
a volte verrebbe da mandare tutti a ramengo, in blocco e senza
esclusioni.
Più conosciamo i cristiani, e più apprezziamo a volte i musulmani.
L'islamofobia-arabofobia cristiano-cattolica, affiancata ad una
ossessiva e umiliante ricerca d'amicizia e dialogo con i "fratelli
maggiori", è sconcertante e da la misura di quanto l'umanità e la
cristianità siano manipolate e allo sbando.
Si criminalizza
l'Islam, generalizzando singoli e circostanziati casi solati,
attribuendo al mondo islamico attività che sono invece mafiose e
tribali, mentre contemporaneamente si chiede alla cristianità la
disponibilità a mettere la testa nel cappio di Giuda, che sta da un
pezzo ingrassando la corda dei noachidi.
Perchè il non rendersi
conto che a dirigere le guerre ed i disastri planetari, le distruzioni
di massa, ed i peggiori traffici, narco-pedofili, come d'organi e
d'armi, virus e vaccini, scoop scandalistici e/o pornografici, assassini
mirati ed operazioni terroristiche in false flag..., non sono
personaggi di fede islamica, ma i falsi "nuovi crociati"
giudeo-cristiani (soprattutto giudeo-sionisti), che hanno infettato l'animo del mondo moderno
e dirigono le più dannose e devastanti operazioni militari, inquinando
irrimediabilmente intere aree del pianeta con uranio e prodotti chimici,
bombe a frammentazione e diavolerie varie che porteranno dolore e
distruzione ancora per molti decenni a molte future generazioni.
Parlare delle cose cui ha accennato Enrico Galoppini nell'articolo che
seguirà, è difficile in ambiente cattolico, peggio ancora in quello
tradizionalista.
O si scade nell'islamofobia
che confonde luoghi e situazioni, o ci si lancia al contrario in
insensate dimostrazioni di cretinismo neomodernista buonista, che
finisce per portare ad un sincretismo che è opposto albuon senso e che
cancella il senso critico e analitico, anacquando le ragioni della
propria fede e fideizzando le opinioni più opportuniste.
Nella migliore delle
ipotesi si accetta il mondo arabo-islamico purchè non-violento e
pacifista: perchè le truppe USA-Nato-EU che massacrano interi villaggi
migliaia di miglia lontani dalle loro patrie compiono "operazioni di
pace", mentre i popoli che resistono legittimamente sulla propria terra
sono dei "terroristi". Vale per i palestinesi come per gli afgani e gli
iracheni. Domani toccherà agli iraniani. Forse un giorno anche agli
europei?
Noi proviamo con onestà da
molto tempo a dare un senso reale ed equilibrato ai rapporti che
dovrebbero intercorrere tra popoli di diverse fedi, collaborando con amici di diverse tradizioni, come
per esempio Dagoberto Huseyn Bellucci, ma il risultato è stato quello che
TerraSantaLibera.org non è oggi considerata, nell'ambiente cattolico,
"abbastanza cattolica", proprio per questa nostra non-prevenzione verso
l'Islam ed il mondo arabo in generale (che non è solo islamico), e per
le nostre scelte operative e strategiche, che vedono invece
positivamente buona parte del mondo islamico, tanto sunnita quanto
shiita, quale zoccolo duro che ancora i padroni di questo mondo
vorrebbero rimuovere per avere campo libero nell'attuazione dei loro
progetti sulfurei, nefasti e anticristici.
Al Santo Sepolcro comunque,
per esempio, abbiamo visto spesso musulmani in visita devota, ma mai
giudei...
Pochi si accorgono purtroppop delle stonature e hanno la capacità di
mettere insieme dati e informazioni per vedere il quadro reale della
situazione.
La propaganda è battente e
quei pochi che potrebbero sono anch'essi deviati nelle proprie
elucubrazioni e miserie umane, editori, giornalisti, scrittori,
professori, chiusi nelle loro ottuse e presuntuose vanità intellettuali.
Ci sono poi i politici
ideologizzati, dall'estrema sinistra all'estrema destra, pagani o atei
convinti e "laicisti", talmente anticlericali per partito preso da non
rendersi conto che il nemico da affrontare è lo stesso, e non è la
Chiesa cattolica.
Accecati. A sinistra qualche
buon antisionista,
ma guai a toccare il povero giudeo olocaustizzato.
A destra, pure
nella così
detta "area", è invece un'ecatombe, il vuoto, un disastro, una confusione
intellettuale tremenda, tra esibizioni di kippe da un lato ed insensati
inneggi patriottici risorgimentali massonici e rievocazioni allucinanti
di divinità pagane inesistenti.
Tolto quel buon uomo di
Filippo Giannini, ne rimangono pochi altri e per lo più non fanno
attivismo politico da un pezzo.
Sono rimasti quindi in pochi a riuscire a mettere insieme tutti i pezzi,
senza scadere in pregiudizi ideologici o confessionali.
Restano sul campo anche, agitate strumentalmente, le persecuzioni verso i
cristiani in Pakistan, India, Iraq, ma noi sappiamo che si tratta per lo
più di lotte territoriali in situazioni allo sbando, dove capi mafia
locali soffiano sul fuoco dell'ignoranza per propri fini privati,
complice il comportamento criminale delle Nazioni "cristiane", dei
"nuovi crociati" (senza nulla togliere a certi
aspetti nobili delle crociate, anche se non tutti lo furono),
che danno più d'un motivo per avercela coi "cristiani": solo che poi,
come sempre, ci vanno di mezzo i poveracci, ed i più deboli ne fanno le
spese.
In India poi c'è una
situazione ancora diversa, con sempre i soliti consiglieri militari israeliani
che dietro le quinte dirigono e istruiscono certi leader indù (vedere i
nostri vecchi articoli sull'attacco a Mumbai).
Insomma la situazione è sicuramente complessa, ma gli strumenti per
comprenderla, almeno un poco, ci sarebbero per tutti.
Quello che rimproveriamo di
più ai "cristianisti" è l'accidia, il menefreghismo, la non-buona
volontà di voler andare a fondo per capire meglio le cose,
accontentandosi invece di bocconi avvelenati, i quali vengono loro
lanciati a piene mani.
Se, per dirne ad esempio solo una
tra le tante, non si è capito che dietro le disgrazie
dovute alla "crisi" ci sono tutte le nomenclature bancarie ebraiche
mondiali,
allora sono proprio tutti instupiditi, magari da qualche droga
diffusa nelle bevande o alimenti o nell'aria, che annebbia le menti (...e forse solo in pochi sono refrattari???...).
Nota di Redazione di
TerraSantaLibera.org |
Che cosa si cela dietro
gli attacchi
alla Chiesa cattolica ?
di Enrico
Galoppini - 31 marzo 2010
Da un po’ di tempo
a questa parte, in particolare da quando hanno deciso di farci credere
che “l’Islam ha commesso l’11 settembre”, il “crimine per eccellenza”
contro tutto quel che qua viene considerato come “la civiltà” ed i suoi
“valori”, i media globali al servizio degli interessi occidentali sono
impegnati notte e giorno nel dimostrare che l’Islam è nemico implacabile
del Cristianesimo e che i musulmani sono il nemico pubblico numero uno
dei cristiani.
Ma malgrado “i
valori dell’Occidente” sembrino essere diventati la difesa e la
sovraesposizione di tendenze che in ogni tempo e in ogni dove sono state
considerate come da tenere sotto controllo e/o da reprimere per non
diffondere “scandalo”, vi è chi, nel goffo ed improbabile tentativo di
delineare una “identità occidentale”, ha cercato, senza essere affatto
un credente, di utilizzare anche il Cristianesimo in un’ottica
identitaria “occidentale”. Per cui, nel gran calderone della cosiddetta
“identità occidentale” sono finiti sia una concezione della religione
cristiana che non ha a che fare con una reale esperienza di fede sia una
maniacale rivendicazione di “diritti”, compresi quelli delle categorie
più assurde ed insensate, con buona pace della maggioranza che sopporta
in silenzio chiedendosi di quando in quando che cosa ha fatto di male
per meritarsi di essere sbeffeggiata di continuo: ma tant’è, i problemi
della coppia omosessuale che vorrebbe essere sposata in chiesa da un
prete transgender e poi adottare un bambino possibilmente di sesso
“neutro” diventano più rilevanti di quelli della stragrande maggioranza
della gente normale, quella che tira la carretta e, senza le luci della
ribalta, aspetta solo il giorno di essere liberata da quest’incubo fatto
di “problemi” fasulli e pretestuosi creati apposta per destabilizzare la
società e le coscienze delle persone e, in fondo, non affrontare le
questioni davvero importanti.
In tutto questo
macello, che comprende dunque tendenze a rigor di logica contrapposte,
ma tutte riassorbite dall’unica ideologia “occidentale”, finisce dunque
anche il Cristianesimo, che una propaganda interessata dipinge come
sotto assedio da parte dell’Islam e dei musulmani. Si passa perciò,
utilizzando le truppe degli utili idioti di destra, di centro e di
sinistra, dalle denunce per la “segregazione sessuale” nell’Islam (a
San‘a, il 23 marzo, migliaia di donne hanno manifestato contro la legge
che impedisce alle minori di 18 anni di contrarre matrimonio, ma questo
non è stato evidenziato) alle polemiche sulla mancanza di reciprocità
sui luoghi di culto riassunte dallo slogan “vogliamo una chiesa alla
Mecca” (si fanno forse moschee in Vaticano?); dalle grida sui “cristiani
d’Oriente in pericolo di estinzione” (da 1.400 anni? e ci si ricorda di
cosa fecero loro i Crociati?) alle polemiche sulle moschee in Europa,
che coi loro minareti andrebbero ad adombrare i nostri campanili; dalle
leggi contro il burqa‘ (non ne ho mai visto uno in giro in Italia) alle
fandonie sul kebab che attenterebbe alla nostra identità (“W la polenta
abbasso il cuscus”: già, ma dov’erano questi solerti paladini culinari
quando sbarcava la moda del McDonald’s?).
Curiosamente, poi,
tutti questi cristiani senza Cristo evitano di infilarsi in questioni
teologiche, perché altrimenti dovrebbero dare conto del rispetto che
l’Islam predica nei confronti e di Gesù e di Maria. Certo, non si può
pretendere che l’Islam consideri Gesù “figlio di Dio”, altrimenti
coinciderebbe col Cristianesimo, ma qui non vi è lo spazio per
dimostrare come, in ultima analisi, non vi sia contraddizione tra le due
forme tradizionali, cristiana e musulmana, l’incontro essendo sul piano
della scienza iniziatica. Non per niente, René Guénon dedicò il suo
libro “Il simbolismo della croce” ad un’autorità dell’esoterismo
islamico.
Questa breve
divagazione serviva per dire una cosa: l’Islam di per sé non rappresenta
alcun “pericolo” per il Cristianesimo, anzi, volendo essere più chiari,
nessuna forma tradizionale rappresenta un “pericolo” per le altre forme
tradizionali, le quali non fanno altro che tradurre, nel proprio
linguaggio e secondo la prospettiva di ciascuna, una metafisica che per
sua essenza è una.
In “pericolo”,
semmai, vi è una contraffazione o strumentalizzazione del Cristianesimo,
come quella operata da parte delle élite occidentali, i quali ne hanno
fatto una bandiera nella loro azione volta al perseguimento di obiettivi
al cui apice vi è la diffusione dei “valori occidentali”. Questi “valori
occidentali”, è presto detto, rappresentano un’autentica inversione di
tutto ciò che in ogni tempo e in ogni dove è stato considerato
“normale”. Si tratta, perciò, della diffusione di una vera infezione a
livello planetario, che si risolve solo ad un livello apparente in una
lotta tra Stati, industrie, banche e potentati d’ogni genere, i quali
ingaggiano una battaglia per il dominio planetario al cui servizio
mettono determinate strategie geopolitiche piuttosto che altre. Se tutto
si riducesse a questo, tanto varrebbe disinteressarsi a quanto avviene,
poiché non è poi così interessante schierarsi pro o contro questo o
quello a mo’ di tifoseria. Questa considerazione, tra l’altro, induce
molti o a pensare che tutti sono “imperialisti” oppure che siccome tutti
sono malati di potere tanto vale farsi i fatti propri.
Invece,
l’obiettivo di tutta la campagna di diffusione di un modello unico
“occidentale” all’intero pianeta è ben chiaro e ci riguarda tutti più da
vicino che la nostra vena giugulare.
Esso è l’uomo.
Ovvero, la creazione, ad ogni latitudine, di un medesimo tipo umano. Un
uomo, o meglio un burattino, in preda alle forze centrifughe, a quelle
traenti verso il basso, anziché in sintonia con quelle centripete e
traenti verso l’alto.
Il dominio
sull’uomo, che su un certo piano implica quello dell’uomo sull’uomo (da
cui si capisce l’assurdità di una “liberazione” socio-politica che passa
attraverso lo scatenamento di tutte le proprie predilezioni e manie,
perché queste, compreso l’anelito all’ammassare beni materiali, non può
che passare per l’oppressione degli altri), è l’obiettivo specifico
dell’“avversario”, il quale (e qui ricorro alla descrizione che ne dà
l’Islam) disobbedisce al suo Signore poiché si rifiuta di obbedire al
Suo comando di prosternarsi di fronte ad “Adamo”, cioè all’Uomo perfetto
o “realizzato”. Ora, l’uomo realizzato (al-insân al-kâmil) è
quello che ha vinto le tendenze animali all’attaccamento e si è
ricongiunto al Principio, vincendo perciò anche la morte (qualche
cristianista si ricorda forse che il senso della Pasqua, “di
Resurrezione”, è questo?). Contro di lui, l’”avversario” non può più
nulla, tuttavia egli può ancora mettere in atto le sue trame contro
tutti gli altri uomini, ed è per questo che egli s’impegna a diffondere
nel mondo tutto quel che può costituire ostacolo a tale “realizzazione”.
Per chi ha
difficoltà a capire come le questioni spirituali non siano astrattamente
scollegate dal contesto politico-sociale, basti pensare all’importanza
attribuita dall’Islam alla legge sacra (sharî‘a), che ha
l’obiettivo da una parte di far camminare sulla “retta via” il credente
ed aiutarlo nella realizzazione spirituale (il suo cammino iniziatico
sarà un approfondimento ‘interiore’ della via ‘esteriore’), dall’altra
di predisporgli un contesto sociale, economico e politico atto a
facilitargli quest’arduo ma improrogabile compito. Quindi, se una
società è informata secondo un ordine che deriva da una Rivelazione
d’origine soprannaturale, essa fornirà delle condizioni migliori per la
realizzazione spirituale rispetto ad una società che ha perso la bussola
ed è governata da regole del tutto umane. Di qui, sia detto per inciso,
l’esagerata importanza attribuita dall’Occidente al “laicismo” e ai
“diritti umani”, il che, in altre parole, significa che l’uomo si è
illusoriamente fatto principio a se stesso, col risultato che finisce
per perdersi e non trovare più il filo che lo conduce fuori dal
labirinto della propria prigione-individualità.
Per spiegare
meglio quello che avviene a mano a mano che nel mondo avanza
l’Occidente, si può utilizzare l’immagine di una fornace nella quale
vengono gettati tutti coloro che si fanno attrarre dai suoi bagliori e
che si alimenta per l’appunto grazie agli uomini che riesce ad
inghiottire. Oppure, si pensi ad un mostro ciclopico, le cui dimensioni
aumentano quante più persone riesce a divorare e che solo a causa delle
sue dimensioni viene ritenuto una sorta di divinità alla quale rendere
tributo. In ogni caso, quale che sia l’immagine usata, la sostanza è
quella di “vite sprecate”, o meglio di occasioni sprecate, di esseri che
anziché prendere il toro della vita per le corna e poi infilzarlo si
sono fatti ammaliare dalle sirene della “vita comoda”, che implica il
lasciar cadere ogni tensione ed adagiarsi nell’ordinarietà, quand’anche
fosse ammantata di chissà quali “ideali” e “valori”. Anche in questo
caso, l’Islam è molto chiaro, poiché il “grande jihâd”, anziché
consistere nel mettersi una bomba nelle mutande come vorrebbero far
credere ad una massa sottoposta a continui allarmismi, è la pugna
spirituale di cui pure gli europei, non ancora ridottisi a
“occidentali”, avevano qualche nozione…
Ma “occidente”,
ripetiamolo, significa abdicazione dell’uomo al ruolo di khalîfa fî
al-ard (di “vicario di Allâh sulla Terra”), e farsi abbindolare da
una delle sue indefinite trappole significa aver perso quella
“battaglia” per finire diritti dritti nelle fauci dell’“avversario”,
morendo e poi ritornando, in chissà quale forma, a nuova vita (comprese
le forme inferiori, al cui confronto quella umana è una delizia), e così
via, indefinitamente, illudendosi di “vivere” veramente ma poi
rendendosi conto, al momento della resa dei conti (Yawm al-Hisâb,
“il Dì del Rendiconto”), di aver sbagliato tutto e contrirsi dunque
amaramente per l’irreparabile fallimento ottenuto.
Se si è intuita la
portata del problema, che travalica ogni preoccupazione d’ordine
politico-sociale (senza che quel piano cessi di avere la sua relativa
importanza per garantire un clima “virtuoso” e perciò favorevole alla
realizzazione spirituale), risulta chiaro che la diffusione del “modello
occidentale” implica che sempre più uomini nel mondo riusciranno con
crescente difficoltà ad intraprendere un “cammino di reintegrazione”,
poiché tali e tante sono le distrazioni offerte dal suddetto modello che
si rivelerà un’impresa disperata il sottrarvisi.
Che cosa vuole in
fondo un “occidentale” (può trattarsi anagraficamente di un americano,
di un cinese, di un africano, di un arabo ecc.)? A cosa anela uno che si
è “liberato” della sua tradizione più profonda per ridursi al meramente
“umano”? La risposta è sotto gli occhi di chi la sa vedere. A sbracarsi
nelle tendenze inferiori, a ricercare solo il “piacere”, le “comodità”,
la “convenienza”, il “benessere”, senza più alcuna preoccupazione per
quel che verrà “dopo” e dunque per la formazione di sé e di un adeguato
“carattere”. L’uomo occidentalizzato, felice del suo essere “liberato”,
è in effetti un simulacro di uomo, una bestia dalle sembianze umane
pronta a rientrare nel girone delle esistenze pullulanti.
A questo punto,
cosa c’entri tutto questo col tema dell’articolo se lo potrà chiedere
solo chi ancora non ha capito la portata dello scontro in atto. Anche il
Cristianesimo è sotto attacco, e molto pesante, poiché è senz’altro vero
che l’Europa è una delle zone “liberate” dall’Occidente, o meglio da
chi, prima di palesare il suo vero volto, preferisce nascondersi dietro
maschere quali gli Stati Uniti, il Sionismo e l’Occidente, ma tale
“liberazione” non è ancora pervenuta a compimento, ovvero non è stata
realizzata l’esatta inversione dei valori specchio dell’instaurazione
del dominio di uno pseudo-principio spirituale. In quest’opera condotta
sistematicamente dalle forze che, consapevolmente o inconsapevolmente,
lavorano a tale scopo rientra anche la demolizione di ogni appiglio
spirituale sano e ben orientato in quelle parti di mondo che cadono
sotto il dominio dell’ideologia occidentale, perciò la Chiesa cattolica
va massacrata sia come istituzione che come dottrina e valori.
La polemica sui
preti pedofili, i quali vi saranno pure, ma vi sono anche scandali sugli
euroburocrati pedofili, sui rabbini pedofili ecc. che però non suscitano
tutto il morboso interesse dei media, è indice del livello della
campagna di discredito alla quale è soggetta la religione cattolica, la
quale evidentemente svolge ancora una funzione di “freno” contro le
summenzionate tendenze alla dissoluzione e alla dannazione dell’uomo.
In quest’opera,
sono impegnati soprattutto dei “laici” tra i quali l’elemento ebraico è
preponderante. Si tratta tuttavia di un elemento spurio, quello
magistralmente descritto da Weininger, il quale, una volta anch’esso già
esperita la “liberazione” da ogni vincolo, intende “liberare” il mondo
riducendolo ad un abominio a sua immagine e somiglianza. Non è un caso,
infatti, che la maggioranza delle situazioni in cui viene gettato
discredito sulla Chiesa cattolica veda protagonisti ebrei o personaggi
ad essi legati.
Alcuni eventi, in
questi giorni hanno attirato infatti l’attenzione in tal senso.
Il primo è la
“bollente storia d’amore” tra una cantante che si fa chiamare “Madonna”
e un giovane brasiliano di nome “Jesus”:
http://musica.virgilio.it/news/pop/madonna-jesus-baci-bollenti-rio-de-janeiro.html
Siccome il caso
non esiste, dietro questa strombazzata storia tra “Gesù e la Madonna”
vi è la volontà di seminare, a livello di subconscio, disorientamento
tra i cristiani.
Che la signora
Ciccone sia un'adepta della Cabala ebraica ed accolta in gran pompa a
Sion, non è un mistero (ha avuto anche il privilegio di una passeggiata,
con tanto di rabbino cabalista al seguito, nei tunnel che i sionisti
stanno scavando sotto la moschea al-Aqsa). Ma si consideri che lei ha 50
anni, mentre "Jesus" (per giunta "Luz"!) è un ragazzo... bene, cosa vi
viene in mente?
Sì, una specie di
rapporto incestuoso tra madre e figlio, tra la Madonna e... Gesù!
Ribadisco, non
credo proprio che tutto questo sia un caso.
A distanza di
pochi giorni, ecco un’altra notizia.
È morto Emanuele
Pirella, quello che con Oliviero Toscani creò la campagna pubblicitaria
per il jeans "Jesus".
La ditta era di un
certo Vitale.
Bene, ecco una
delle immagini promozionali:

La foto è tratta
da una pagina - probabilmente della nuova ditta che ha rilanciato il
jeans - che riporta una scritta eloquente: “Has Jesus been on your Ass
lately?”
(si
noti anche la menorah sullo sfondo).
Qui non si ha di
certo a che fare con dei musulmani. I quali non si sono affatto sognati
di andare in giro ad inscenare una pantomima di ‘incesto sacro’ né
d’insozzare il nome di quello che considerano come uno dei massimi
Inviati divini. Ma immaginiamo per un attimo il contrario: le trombe
dell’odio islamofobo ci farebbero venire le bave alla bocca dalla
rabbia, predisponendoci alla mobilitazione generale. Eppure, in questo
caso, poiché si tratta di “pubblicità”, di cabalisti e di altre
affiliazioni esotericamente corrette, tutto tace e, peggio ancora, la
Chiesa che fa? Incassa il colpo senza fiatare, consapevole che se
attaccasse “Madonna” o qualche pubblicitario mediaticamente più potente
ci rimetterebbe senz’altro: il giorno dopo avrebbe contro o una canzone
blasfema o un manifesto ‘dissacrante’ per le strade.
Nessuno la
difenderebbe, neppure i cristianisti buoni solo a fare la voce grossa
contro l’Islam.
Ma se si è giunti
a tanto, la Chiesa reciti solo il mea culpa. Per essersi adagiata ad
elemento folcloristico ed identitario dell’Occidente, aver rinunciato
alla dottrina (col Concilio Vaticano II) ed essersi illusa di poter
contare di nuovo imbarcandosi nella lucidamente folle avventura dei
“Crociati dello Zio Sam”, che l’hanno portata a benedire post eventum
tutte le aggressioni occidentali contro popolazioni islamiche.
Tra l’altro, si
noti un fatto importantissimo. Quelli che attaccano la Chiesa cattolica
sono gli stessi che attaccano l’Islam. Ci sono “olandesi”, “francesi”,
“italiani” eccetera specializzatisi nello scrivere libri (prontamente
recensiti, discussi ecc.), nel proporsi come “consiglieri politici”,
nell’invocare leggi contro l’Islam atteggiandosi a “patrioti” e/o
“libertari”, nel gridare “all’attacco” prima verso l’Afghanistan, poi
verso l’Iraq, adesso verso l’Iran, e che in Palestina mettono a rischio
l’esistenza dei luoghi sacri sia cristiani che musulmani.
In pericolo c’è
quanto di più sacro esista, ovverosia l’uomo.
Alla luce di tutto
questo, chi ha orecchie per intendere intenda, chi ha occhi per vedere
veda, chi ha voce per parlare parli.
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