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Gaza gennaio 2009: mentre le milizie
sioniste bombardano la città, facendo circa 1500 morti (di cui circa
500 bambini),
ebrei aske-nazi si godono lo spettacolo.
Oggi, per iniziativa dei
rispettivi sindaci e delle locali comunità ebraiche, complici gli
uni e le altre dei crimini israeliani, verranno spente, per
ricordare la cattura nel 2006 del soldato israeliano Gilad Shalit da
parte di un commando palestinese, a Roma le luci del Colosseo, a
Milano quelle del Castello Sforzesco, a Torino quelle della Mole
Antonelliana.

C’è da supporre che cerimonie
simili siano state decise anche in altre città.
L’ipersionismo militante della
destra, del centro e della sinistra, uniti nel sostenere uno stato
coloniale, razzista e fascista1, non ha limiti. Uno Stato, la cui
follia omicida e suicida è una minaccia contro tutta l’umanità,
dovrebbe preoccupare ogni coscienza civile e democratica
Quando fossero indotti ad
accorgersi della pulizia etnica della Palestina, del genocidio in
corso a Gaza, delle distruzioni del Libano fino a quella del 2006,
dei crimini commessi dall’esercito israeliano durante l’operazione
Cast Lead (Piombo fuso), dell’assassinio di nove attivisti turchi
della Freedom Gaza Flotilla, nella notte tra il 30 e il 31 maggio
2010, che cosa faranno questi signori?
Che cosa faranno quando
fossero indotti ad accorgersi dei circa 7.500 prigionieri
palestinesi, chiusi da anni nelle carceri israeliane, molti in
detenzione amministrativa, cioè senza accuse specifiche, fra cui
donne e bambini?
Spegneranno
le luci per sempre o arriveranno a demolire il Colosseo, a bruciare
il Castello Sforzesco o a bombardare la Mole Antonelliana?
Non pretendiamo ovviamente
nulla di tutto questo. Pretendiamo solo un minimo di serietà.
Degli ipersionisti di casa
nostra denunciamo il cinismo, l’ipocrisia e la menzogna sistematica.
A Torino del sindaco
Chiamparino e dell’ineffabile Beppe Castronovo, a Milano della
signora Moratti, a Roma di ex fascisti doc come la signora
Polverini, il signor Alemanno et similia.
“Verrà il tempo in cui i
responsabili dei crimini contro l’umanità che hanno accompagnato il
conflitto israelo-palestinese e altri conflitti in questo passaggio
d’epoca, saranno chiamati a rispondere davanti ai tribunali degli
uomini o della storia, accompagnati dai loro complici e da quanti in
Occidente hanno scelto il silenzio, la viltà e l’opportunismo.”
Fonte:
ISM-Italia,
24 giugno 2010
1. Baruch Kimmerlimg,
Politicidio – Sharon e i Palestinesi, Fazi 2003, pag. 11
2. I prigionieri palestinesi
attualmente nelle prigioni israeliane sono circa 7.500. 37 sono
donne, 330 i bambini, 15 i deputati del Consiglio Legislativo
Palestinese (CLP). 5.000 sono i prigionieri palestinesi condannati
tra i quali 790 stanno scontando ergastoli plurimi, come Marwan
Barghouti, uno dei leader di Fatah. |