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Campo di battaglia
Contadini, giornalisti e pacifisti internazionali
bersagliati
dal fuoco dei cecchini israeliani. La gente di Gaza non ha il
diritto neanche di raccogliere il prezzemolo
Luca Galassi, Peacereporter,
3 febbraio 2009

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Oggi i soldati israealiani hanno sparato contro giornalisti
italiani, membri del gruppo pacifista International
Solidarity Movement (Ism) e contadini palestinesi. La
sparatoria e' avvenuta nella zona agricola a ridosso del
villaggio di El Farai'n, a nord di Khan Younis, nel mezzo della
Striscia di Gaza, a duecento metri dal confine israeliano.
Il
perché i cecchini di Tsahal abbiano preso di mira un gruppo di
civili disarmati si potrebbe spiegare pensando a un'azione
intimidatoria. Ma non e' cosi'. Da sempre gli agricoltori e gli
allevatori palestinesi che lavorano nei campi al confine sono
oggetto del fuoco dei soldati israeliani. Nei giorni scorsi,
nella zona dove ci trovavamo, un contadino e' stato ucciso. Per
questo, le colture giacciono incolte nei campi e la popolazione
e' di fatto privata della loro principale fonte di
sostentamento. Questa mattina abbiamo accompagnato i membri
dell'Ism, un movimento composto da cittadini di numerose
nazionalità, tra cui anche l'italiano Vittorio Arrigoni, nei
campi di prezzemolo di El Farai'n. La giornata prevedeva
un'azione cosiddetta 'di interposizione non violenta', una
pratica consueta per i movimenti pacifisti che operano nei
Territori Occupati: ci si frappone tra l'esercito e i civili
palestinesi per consentire alla popolazione di svolgere le loro
attivita', altrimenti limitate dal tiro al bersaglio, alle volte
fatale, da parte dei soldati israeliani.
I
contadini hanno lavorato indisturbati per circa due ore, mentre
una dozzina di pacifisti dell'Ism, alcuni muniti di megafono e
casacche catarifrangenti, osservavano eventuali presenze di
soldati al di là del reticolato che segna il confine. Intorno a
mezzogiorno, due jeep e un veicolo blindato si sono avvicinati
alla rete. Alcuni soldati sono scesi e hanno preso posizione
nelle postazioni di tiro. Uno, o più probabilmente due di loro,
sono saliti sul tetto di uno dei mezzi e hanno cominciato a fare
fuoco. I proiettili hanno colpito terra ad alcuni metri da noi,
mentre i contadini, che senza la presenza di 'internazionali'
avrebbero sicuramente corso rischi enormi per la loro vita, si
buttavano a terra. Paradossalmente, il luogo piu' sicuro dove
rifugiarsi erano proprio i profondi solchi sul terreno lasciati
dai tank e dai bulldozer israeliani, che tutto intorno hanno
tagliato i campi e devastato decine di abitazioni. La zona è
stata infatti il punto di penetrazione dei mezzi israeliani che
hanno diviso in due la Striscia durante l'operazione 'Piombo
Fuso'. Tutto intorno agli appezzamenti le abitazioni contadini
portano i segni dell'offensiva. Case frantumate, o perforate da
missili, o crivellate dall'artiglieria.
La
gragnuola di colpi é durata a lungo. I cecchini continuavano a
sparare nella nostra direzione, mentre dal megafono gli
attivisti li esortavano, senza successo, a cessare il fuoco:
"Nessuno e' armato. Siamo tutti civili. Non sparate". A
intervalli di qualche minuto, raffiche di decine di proiettili
hanno sibilato accanto a noi. Dalle zolle del terreno si
levavano nuvole di polvere a meno di due-tre metri. La presenza
di pacifisti e giornalisti, tra i quali anche due documentaristi
di Rai Tre, Manolo Luppichini e Jacopo Mariani, e' servita da
deterrente per evitare che i contadini venissero feriti o
uccisi. Tuttavia, durante una di queste iniziative, negli anni
scorsi un attivista britannico e' morto dopo essere rimasto in
coma per sei mesi a seguito del tiro di un cecchino mentre stava
accompagnando dei bambini a Rafah. Rachel Corrie, un'altra
pacifista britannica é rimasta schiacciata nel 2003 da un
bulldozer israeliano. Il vice-console Francesco Santilli,
informato dall'Ansa, ci ha contattati poco dopo l'incidente. Gli
abbiamo riferito nei dettagli la dinamica dei fatti,
sollecitando un intervento, sotto forma di protesta ufficiale,
presso le autorità israeliane.
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Link originale :
it.peacereporter.net/articolo/14055/Campo+di+battaglia
Altro link :
www.uruknet.info?p=s9229
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