Mentre
donna Nirenstein
strombazza di impossibili aggressioni "all'eterna vittima",
incrementando la propaganda bellica mediatica (1 -
2 - 3 -
4 -
5), ben oliata e studiata
in previsione della vera aggressione, cui assisteremo presto da parte
dello Stato ebraico ai danni dei suoi vicini mediorientali,
nessuno o pochi si accorgono della vera censura sullo stato reale
delle cose e della tattica di guerra totale nella strategia
geopolitica israelo-americana, capeggiata dalla solita lobby, apolide,
usurocratica, etnocratica, razzista ed antisemita (ricordiamo infatti
che a fronte di una minoranza di presunti "semiti-ebrei", che seminano morte a
livello industriale in medioriente, esiste una maggioranza,
sicuramente arabo-semitica, che viene sistematicamente sterminata in varie campagne
di "pace" euro-usraeliane...).
La Redazione di
TerraSantaLibera.org
Censura stampa globale
di Lorenzo Moore - 14/07/2010
Fonte:
www.rinascita.eu - da Ariannaeditrice.it
A qualcuno sembra sfuggito:
nell’anno di grazia 2010, i contingenti militari Usa sono presenti in
75 nazioni del mondo.
Appena il 5 giugno il London Times ha pubblicato tale (non) notizia,
due docenti californiani un po’ eretici - Peter Phillips e Mickey Huff
- hanno preso carta e penna e hanno chiosato a modo loro il fatto.
E, da temprati sociologi e storici, si sono chiesti come, quando e
soprattutto perché Barack Obama - il “nobel per la pace”, non
dimentichiamolo - così largamente aumentato la presenza di forze
speciali Usa nel pianeta rispetto al suo predecessore, George W. Bush
junior.
Il fine esplicito di Phillips e Huff era quello di rilevare quante
informazioni siano manifestamente “censurate”, o “oscurate” dai media
internazionali, o, meglio, nord-americani.
Estrapoliamo alcune loro analisi, mettendo in guardia il lettore che
non si tratta di due focosi rivoluzionari neomarxisti o neofascisti,
ma di analisti che ritengono - sempre - salutare enunciare la verità.
“Gli Stati Uniti - scrivono - e la Nato, stanno costruendo forze di
occupazione globale per il controllo delle risorse del mondo, a
sostegno dei profitticomuni dei “trilateralisti”: degli Usa, dell’Ue e
del Giappone. La notizia di metà giugno del New York Times
sull’esistenza di materie prime per migliaia di miliardi di dollari
nel sottosuolo afghano, è stata sintomatica. Soprattutto se aggiunta
al piano (atlantico) per sfruttare gas e petrolio del Caspio”.
Phillips e Huff hanno analizzato il metodo giornalistico usato per
lanciare la notizia.
Le semplici domande sugli “intenti del Pentagono” rivolte da Jim Lobe
dell’Inter Press Service, i “report” del direttore editoriale di
Foreign Policy, Blake Hounshell sui tempi della scoperta dei
giacimenti afghani (Il rapporto dello Us Geological Service su dati
del British Geological Service e dalle agenzie della vecchia Urss)...
Per scoprire che nulla di nuovo era nato sotto il sole di Kabul.
Si è trattato, al contrario, di una falsa notizia, per contrastare lo
“sconforto” (che serpeggia nella pubblica opinione e fra gli stessi
comandi Usa/Nato) sulla stagnazione della guerra nel Paese delle
Montagne.
E’ stato attuato, proseguono i due docenti universitari, un
“deliberato inserimento di una notizia (sull’Eldorado afghano) per
creare sostegno alla “agenda” di conquista globale Us/Nato”. Tali
“notizie eterodirette” servono anche a censurare le altre informazioni
che potrebbero minare gli obiettivi Usa. Per esempio le notizie sulla
progressiva “privatizzazione” della guerra afghana (con le varie
Blackwater e agenzie di intelligence private ormai padrone delle
strategie militari di occupazione e di contrasto nell’Asia
meridionale). O le notizie sulla neo-guerra cibernetica, annunciata
sottotono dal ministro della Difesa Usa Robert Gates e delegata alla
“Cybercom”, con sede a Fort Meade, nel Maryland, giustappunto dove ha
i suoi uffici la Nsa, l’Agenzia per la Sicurezza Nazionale.
Un altro manifesto controllo delle informazioni, di censura stampa -
come ricordano i due professori - è stato quello del 31 maggio, sul
sanguinoso raid israeliano alla flottiglia umanitaria diretta a Gaza.
Con Tel Aviv megafonata come “vittima” invece che come seminatrice di
morte altrui.
Insomma. Le “notizie eterodirette” creano un’emergenza di verità per i
popoli che sono soggetti all’ “Impero Mediatico-Industriale-Militare
Usa/Nato”.
Altro che “leggi-bavaglio” all’italiana...
Qui imbavagliano la storia del mondo.
Da:
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=33615
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