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Sabato 7 Febbraio 2009
Quando il presidente eletto Obama ha nominato Hillary Clinton
Segretario di Stato, i Clintons hanno acconsentito a rendere
pubblica la lista dei donatori della Fondazione Clinton, l'ente
caritatevole globale creato dall'ex presidente. I Clintons hanno
quindi acconsentito a lavare i panni in pubblico, a seguito di
un accordo con la nuova amministrazione Obama. La lista dei
donatori e' estremamente rivelatrice e non solo per il fatto di
essere, secondo la definizione data dal Wall Street Journal, "il
chi e' chi dei ricconi planetari" .
La lista altresi' mostra che la Fondazione e' sostenuta
economicamente da persone, governi e aziende che contribuiscono
a creare i problemi di cui che l'ente caritatevole si fa carico.
Ad esempio lo sviluppo. La Fondazione ha tra le priorita',
donazioni indulgenti finalizzate allo sviluppo economico ed ha
recentemente intrapreso l'iniziativa nell'incoraggiare la
filantropia nei paesi del Medio Oriente ed Africa. Tuttavia uno
dei piu' grossi donatori della Fondazione che ha contribuito con
oltre 10 milioni di dollari, e' il Monarca dell'Arabia Saudita.
Oltre ai monarchi, anche amici e sostenitori dell'Arabia Saudita
hanno dato ulteriori milioni in piu'. Insomma, la famiglia Reale
Saudita sta facendo beneficenza alle masse sofferenti del Medio
Oriente.
Ma beneficenza con gli occhi bendati. Secondo un recente
rapporto di BusinessWeek, la censura Saudita e' tra le piu'
restrittive nel mondo, la quale oscura ampie porzioni di
Internet, dai siti pornografici agli appelli rivoluzionari
antigovernativi. Ed a ben guardare, la popolazione Saudita
potrebbe avere numerose ragioni per liberarsi della Famiglia
Reale, considerando ad esempio la decisione nel 2007 del
Ministro della Giustizia che ha condannato la vittima di uno
stupro di gruppo, a 200 frustate e sei mesi di prigione. La
ragione di tale sentenza e' da attribuirsi a due cause. Primo,
la donna era in auto con un uomo non appartenente al circolo
famigliare prima dello stupro, secondo, ella ha osato appellare
la sentenza originaria di 90 frustate. Tali fatti hanno
costituito quindi delle aggravanti e la corte ha deciso di
inasprire la pena, aggiungendovi la prigione, adducendo ai
tentativi della donna di influenzare la giuria attraverso l'uso
dei media.
Comunque, la situazione in Arabia saudita non puo' essere poi
cosi' male, del resto il Re Fahd ha finalmente approvato una
commissione di vigilanza per i diritti civili, ma con i membri
scelti solo dal governo e solo dopo aver ritirato l'approvazione
per la realizzazione di un gruppo cittadino. I media commerciali
descrivono la possibilita' che un siffatto gruppo democratico
potrebbe pubblicamente imbarazzare la Monarchia, bollandola come
"non credibile". Conseguentemente la Famiglia reale cerca di
mitigare il suo operato domestico, buttando qualche decina di
milioni della sua fortuna petrolifera nella Fondazione Clinton,
che accetta tali fondi per finanziare programmi di sostegno alla
popolazione impoverita della monarchia stessa. Se la famiglia
reale si sentisse realmente generosa, potrebbe concedere ai
propri sudditi il diritto di voto.
Oppure consideriamo Lakshmi Mittal, il magnate Indiano
dell'acciaio, il cui conglomerato globale Arcelor-Mittal,
produce il 10% della produzione acciaifera mondiale. Mittal ha
costruito il suo impero industriale comprando vecchi impianti e
svendite governative, con il dichiarato obbiettivo che
diventando grande e potente fosse l'unica strada per profitti da
peso massimo. Il programma industriale di Lakshmi fu di
diventare "grande a sufficienza per poter negoziare su basi
paritarie con i fornitori di minerale grezzo e carbone, nonche'
con clienti quali costruttori di automobili.... Alla lunga, la
visione di Lakshmi e' quella di un'industria dominata da una
manciata di aziende potentissime, forti a sufficienza per poter
manipolare la produzione piuttosto che spingere i prezzi al
ribasso."
Questo e' cio' che gli economisti chiamano "oligopolio" ed esso
non ha molto a che fare con i principali obbiettivi della
Fondazione Clinton per espandere le opportunita' economiche. Nel
momento in cui le aziende diventano molto grandi, ottengono
vantaggi considerevoli contro i concorrenti, come decanta
Mittal: " piu' diventiamo globali, piu' siamo in grado di
ridurre i nostri costi su base globale. Ad esempio, negli
acquisti, aggreghiamo la nostra domanda. Siamo in grado di
mostrare i muscoli per negoziare con i nostri fornitori."
La scalata dell'impero acciaifeo di Mittal, turba e squilibra il
mercato a sfavore dei concorrenti piu' piccoli e nel contempo
mina gli obbiettivi dichiarati della Fondazione Clinton.
Tuttavia, un assegno a 7 cifre per la Fondazione e' quello che
serve per appianare la situazione a sufficienza e dormire sonni
tranquilli. La Mano Aperta dona, e la Mano Invisibile porta via.
Oppure consideriamo l'AIDS, spesso identificata come lo scopo
fondamentale della Fondazione. Difatti la Fondazione ha
recentemente negoziato consistenti riduzioni di prezzo per certi
farmaci anti AIDS venduti nei paesi in via di sviluppo ed ha
parzialmente supportato gli sforzi di Brasile e Thailandia di
infrangere i brevetti sui farmaci terapeutici contro l'AIDS
detenuti da aziende USA. Questo cambio di politica, e' stato
spinto da attivisti AIDS e gruppi quali Dottori senza Confini,
che hanno notato il miglioramento di migliaia di vite grazie
all'utilizzo di farmaci generici economici, ottenuti in
violazione dei brevetti in essere. Tuttavia e' solo recentemente
che la mano della Fondazione si e' adoperata in questo senso,
sulla spinta delle richieste dirette di Brasile e Thailandia,
cosa che e' vista anche da osservatori conservatori quali l'
Economist, come un successo nel combattere la malattia.
La stampa economica descrive la posizione del piu' autorevole
attivista AIDS in Sud Afica, Zachie Achmat: " Come altri
attivisti, egli crede che le aziende farmaceutiche siano state
pungolate nelle loro recenti concessioni, solamente dalla
terribile pubblicita' " e che " contrariamente a cio' che
l'industria dice, i brevetti erano solamente un ostacolo alla
produzione di farmaci a costo abbordabile." In altri articoli il
Financial Times descrive le limitate concessioni o la riduzione
di prezzo per certi farmaci anti AIDS quale "parte di uno sforzo
di pubbliche relazioni che aziende Occidentali utilizzano per
controbattere gli attacchi verso i prezzi applicati."
Quindi, mentre la Fondazione Clinton ha gradualmente
acconsentito a supportare la produzione di farmaci altamente
economici per i paesi in via di sviluppo, ci e' voluta la
pressione di gruppi di attivisti, combinata con la crescente
indipendenza di paesi emergenti quali Brasile e Thailandia, per
smuovere le acque ed ottenere sostegno e concretezza dalla
Fondazione e dalle aziende coinvolte. Percio' ora alcuni farmaci
possono per assurdo essere acquistati con le centinaia di
migliaia di dollari donati alla Fondazione da "drug
patent-mongers" ( con questo termine si intendono le aziende che
hanno utilizzato o utilizzano lo spauracchio dei brevetti -
quindi azioni legali, risarcimenti, diffide ecc ecc - per
impedire ad altre aziende di produrre gli stessi farmaci a costi
irrisori. ndt ) quali Pfizer e Ranbaxy, che rendono possibile
con le loro donazioni l'acquisto di farmaci generici, utilizzati
poi per combattere la malattia che le stesse aziende hanno
contribuito a diffondere (tenendo i prezzi alti, quindi
proibitivi per paesi poveri. ndt)
Quindi, mentre il lavoro della Fondazione si dimostra di alto
valore per aiutare la gente e le comunita' disperate che serve,
il punto e' che il denaro per far questo deriva da coloro che
hanno pesantemente contribuito a creare il problema che si sta
cercando di risolvere, dalla brutale tirannia dei Sauditi che
pagano per incoraggiare lo sviluppo umano, al magnate
dell'acciaio che si fa avanti per insegnare lo spirito
imprenditoriale e del libero mercato, alle aziende farmaceutiche
detentrici di brevetti che parsimoniosamente contribuiscono alla
produzione di farmaci generici che osteggiano.
La Fondazione probabilmente si potrebbe difendere sostenendo che
il dono medio dei suoi contributori ammonta a circa 45 dollari,
provenienti da donatori privati, i quali sono persone ammirabili
e di buon cuore. Tuttavia queste donazioni non spiegano i 492
milioni di dollari che la Fondazione gestisce. Difatti Il resto
viene da donatori facoltosi, quali Victor Pinchuk, l'oligarca
dell'acciaio Ucraino che ha costruito il suo impero dalla
svendita di stato dei beni del ex Unione Sovietica, oppure dalla
Blackwater, l'azienda privata di mercenari che e' attualmente
sotto sanzioni per gli omicidi in Iraq. Il denaro sporco di
sangue si puo' ancora spendere evidentemente.
In un mondo di regimi tirannici, potentissime corporazioni
globali, malattie che si diffondono tra i poveri, possiamo solo
fare conto sull'ego ferito dei veri colpevoli che fanno andare
avanti l'industria della Grande Carita'
Rob Larson sta caritatevolmente donando grucce gratuite a
chiunque egli investa. E' Professore Assistente di Economia alla
Ivy Tech Community College in Bloomington, Indiana e puo' essere
raggiunto a
rlarson2@ivytech.edu
Fonte:
www.counterpunch.org
Link:
http://www.counterpunch.org/larson01282009.html
28.02.2008
Traduzione per
www.comedonchisciotte.org a cura di MASSIMILIANO MANCINI
Link originale traduzione
italiana:
www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5568
Link altro :
www.uruknet.info?p=s9239
Link a questa pagina :
http://www.terrasantalibera.org/clintonsdonors.htm |