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IL CONCILIO TALMUDICO:
IN GUERRA, ANCHE I
BAMBINI DEI NEMICI POSSONO ESSERE STERMINATI
di KHALID AMAYREH
The People's Voice
Un anno fa, agosto 2008, prima della
carneficina di Gaza.
A seguire, estratto da Morte in
Libano, 2006 (Sarah Meyer; Index Research)
Tempi diversi, stessa metodologia rabbinica, talmudico-giudaica

Il Concilio Talmudico formato dai Rabbini e dai Saggi della
Torah, conosciuto anche come Concilio di “Yesha” che rappresenta gli
insediamenti ebraici nei territori occupati del West Bank e di Gerusalemme,
ha stabilito che in periodo di guerra è permesso, e persino consigliabile,
colpire e sterminare civili non ebrei.
L’ultimo editto emanato dal Concilio e pubblicato martedì scorso sul sito
internet "Ynetnews" del quotidiano israeliano Yedeot Ahronot, afferma che
“secondo la legge ebraica, in periodo di guerra non esistono ‘civili
innocenti’ dalla parte del nemico.”
“Tutte le discussioni riguardo la moralità cristiana stanno indebolendo il
morale dell’esercito e della nazione e le stiamo pagando col sangue dei
nostri soldati e dei nostri civili”, si legge nella stessa dichiarazione.
Il Concilio ha emanato una simile ordinanza due settimane fa incitando
l’esercito israeliano a “sterminare il nemico” e “a non esitare ad uccidere
civili nemici”. Ha poi etichettato come “moralità cristiana” tutte le leggi
e convenzioni internazionali che proibiscono, in guerra, di considerare
deliberatamente come obiettivi i civili, definendo invece questa pratica
come “mitzvah”, una buona cosa.
Secondo fonti israeliane, la maggior parte delle fazioni non laiche (inclusi
i potenti movimenti religiosi e ‘nazional-religiosi’) hanno espresso
profonda soddisfazione per il secondo massacro di Cana perpetrato il 31
luglio e conclusosi con la morte di almeno 60 civili libanesi di cui 37
bambini.
Inizialmente l’esercito israeliano ha affermato che guerriglieri Hezbollah
si trovavano all’interno dell’edificio di tre piani colpito dall’aviazione,
dichiarazione ritrattata martedì scorso dai comandanti dell’esercito
israeliano che hanno riconosciuto di non aver avuto alcuna prova di
guerriglieri nascosti tra i civili massacrati nel bombardamento.
Alcuni alti ufficiali si sono scusati per la carneficina mandando su tutte
le furie rabbini e saggi del Talmud, i quali
sostengono che Israele non debba scusarsi per l’uccisione di civili nemici
poiché, secondo Halacha (legge religiosa ebraica), in periodo di guerra non
esistono né civili né innocenti.
Non è la prima volta che vengono emanati codici di condotta di questo tipo:
circa due anni fa, un gruppo di importanti rabbini esortò l’esercito
israeliano a “non esitare ad uccidere civili e bambini palestinesi.”
In una lettera indirizzata all’allora ministro della difesa Shaul Mofaz, i
rabbini, che rappresentano la corrente principale del giudaismo ortodosso,
affermarono che “in guerra uccidere i civili è normale” e che l’esercito
israeliano “non dovrebbe titubare nell’uccidere civili non ebrei per salvare
vite ebraiche”.
“Il precetto cristiano per cui bisogna ‘porgere l’altra guancia’ non ci
riguarda e non ci faremo convincere da chi dà più valore alle vite dei
nostri nemici che alle nostre” dichiarava la lettera firmata da parecchi
rabbini tra cui Haim Druckman, ex membro della Knesset ed ora a capo di un
vasto movimento giovanile religioso conosciuto come Bnei Akiva Society.
Tra i firmatari c’erano anche Elizer Melamed, responsabile dell’università
religiosa del West Bank, Youval Sharlo, a capo dell’università talmudica a
Petah Tikva in cui gli studi talmudici sono applicati al servizio militare,
e Dov Lior, rabbino di Kiryat Arba, vicino ad Hebron. Lior, che definì il
carnefice Baruch Goldstein un “gran santo” afferma che “è ben evidenziato
nella Torah il fatto che le vite degli ebrei hanno maggior valore rispetto
alle altre”.
“Un migliaio di vite di non ebrei non valgono l’unghia di un ebreo.”
Il 25 febbraio 1994 Goldstain uccise 29 palestinesi innocenti che stavano
pregando nella moschea nel centro-città di Hebron.
Le vite degli ebrei valgono di più.
Gli editti talmudici incoraggiano l’uccisione di “civili nemici” da parte
dell’esercito israeliano facendo leva su diversi passaggi dell’Antico
Testamento in cui Yahweh ordina agli Israeliti di massacrare ogni uomo,
donna e bambino e di non lasciare niente di vivo nella Terra di Cana.
Effettivamente molti rabbini ebraici sono a favore dell’uccisione di civili
nemici in periodo di guerra e citano a tal proposito alcuni brani biblici,
tra cui Giosué 6-20:
“Allora il popolo lanciò il grido di guerra e si suonarono le trombe. Come
il popolo udì il suono della tromba ed ebbe lanciato un grande grido di
guerra, le mura della città crollarono; il popolo allora salì verso la
città, ciascuno diritto davanti a sé, e occuparono la città. Votarono poi
allo sterminio, passando a fil di spada, ogni essere che era nella città,
dall'uomo alla donna, dal giovane al vecchio, e perfino il bue, l'ariete e
l'asino.”
Ci sono anche numerosi ed inconfondibili passaggi nel Talmud di Babilonia
che considerano i non-ebrei come animali e le cui vite hanno pochissima (se
non nulla) importanza.

Il Primo Ministro Israeliano Ehud Olmert ha pubblicamente dichiarato lo
scorso giugno che “le vite degli ebrei valgono più di tutte le altre.”
Gli editti talmudici di questo tipo non dovrebbero essere ignorati senza
dare loro l’importanza che in effetti hanno.
Basta pensare che circa la metà degli alti ufficiali dell’esercito
israeliano sono stati indottrinati per mezzo dell’ideologia talmudica e sono
legati alle cosiddette fazioni nazional-religiose; il risultato è che questi
editti talmudici difficilmente cadono inascoltati all’interno delle forze
militari.
Tutto ciò dovrebbe spiegare, almeno parzialmente, gli insensibili massacri
di civili libanesi e palestinesi compiuti dall’esercito israeliano senza il
minimo senso di colpa o rimorso.
Khalid Amayreh
Fonte:
http://www.thepeoplesvoice.org
Link:
http://www.thepeoplesvoice.org/cgi-bin/blogs/voices.php/2006/08/04/p9861
Traduzione per
www.comedonchisciotte.org a cura di ANDREA GUSMEROLI
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=2413]
Link a questa
pagina:
http://www.terrasantalibera.org/concilio_talmudico_bambini_nemici.htm
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MORTE
IN LIBANO (ESTRATTO)
di SARAH MEYER
Index Research
[Sabrine Hayek, 10 anni, nel suo letto di ospedale nel villaggio
Libanese di Adloun]
[Hadi Jaafar, 2 anni, giace a terra mentre viene preparata per
la sepoltura nella città meridionale di Ghaziyeh]
[Questo è ciò che hanno fatto alla piccola Waad, 10 giorni,
mentre era tra le braccia della madre.]
[8 Agosto: Abbas Wehbeh urla mentre tiene tra le mani la sua
nipotina Waad di dieci giorni]
[Manal al-Husseini, 3 anni, giace morta nell' obitorio
dell'ospedale Al Raeh dopo un raid aereo israeliano sul
villaggio di Ghaziyeh nel Libano meridionale]
Sarah Meyer
Fonte:
http://indexresearch.blogspot.com/
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Link a questa pagina:
http://www.terrasantalibera.org/concilio_talmudico_bambini_nemici.htm
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