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QUESTA Redazione, pur non condividendo sempre e necessariamente tuttE le dichiarazioni degli autori

nei testi citati, reputa che esse siano comunque UTILi fonti di informazione, testimonianza e riflessione.

Non omologati in nessuno schieramento e in rispetto di quella libertà di pensiero e d'espressione garantite costituzionalmente, riteniamo IRRINUNCIABILE E giustO dare spazio a MOLTE voci del dissenso, ALTROVE NEGATE.

 
 

CRONACA 23 NOVEMBRE 2009

da InfoPal.it

 

Aggressione israeliana contro la Striscia di Gaza:

è la più grave dall'ultima dell'inverno scorso.

Gaza - Infopal. Negli ultimi giorni, la Striscia di Gaza ha subito una violenta aggressione israeliana, la più sanguinosa dall'ultima scatenata tra la fine del 2008 e l’inizio dell'anno in corso, nella quale furono uccisi oltre 1.500 palestinesi, con migliaia di feriti e di case distrutte.

L'ultima aggressione è avvenuta ieri, domenica 22 novembre. All'alba, aerei da guerra israeliani hanno bombardato diverse fabbriche nel nord e nel centro della Striscia di Gaza. Contemporaneamente, hanno bombardato i tunnel di Rafah nel sud della Striscia.
 

Colpiti obiettivi civili. Gli F16 israeliani hanno lanciato diversi missili contro fabbriche per la lavorazione del ferro, situate nella zona di Jabalya, nella zona settentrionale della Striscia: due di queste sono state distrutte completamente, e tre persone, le cui condizioni sono mediamente gravi, sono rimaste ferite.

Nella zona centrale della Striscia di Gaza gli aerei hanno sparato un missile contro la ditta di proprietà di Khaled an-Namruti, distruggendola completamente.

Il nostro corrispondente, recatosi sul luogo bombardato, ha incontrato il proprietario, con le lacrime negli occhi per quel che avevano fatto gli aerei da guerra israeliani alla sua fabbrica, grazie alla quale vivono (o meglio vivevano) due famiglie, la sua e quella di suo fratello, rimasto ucciso durante l’aggressione alla Striscia di Gaza di un anno fa.

Khaled ha affermato: "Gli aerei hanno distrutto la mia ditta completamente, comprese le macchine, che hanno un valore di circa 140 mila dollari". Egli si è domandato: “Perché la mia fabbrica? Fa del male a Israele?”. Da solo si è dato questa risposta: "È un odio radicato nei cuori degli israeliani… odiano tutto quello che è palestinese".

Bombardati i tunnel. Gli aerei hanno anche attaccato i tunnel di Rafah, distruggendone uno. Fonti mediche palestinesi dell'ospedale Abu Yusuf an-Najjar hanno annunciato il ricovero di quattro feriti, di cui versa in gravi condizioni.

Quello di ieri non è il primo attacco contro i tunnel di Rafah: gli aerei israeliani bombardano quasi ogni giorno queste gallerie, dette della "sopravvivenza" (in quanto unica via di ingresso per alimenti, medicine, strumentazioni e materiali indispensabili alla vita quotidiana di 1,5 milioni di persone sotto feroce embargo, ndr), con i pretesti più assurdi. Tuttavia, i loro proprietari affermano che l'obiettivo di tali incursioni è impedire che mezzi di sussistenza di base entrino nella Striscia di Gaza.

Questi continui attacchi contro i tunnel hanno causato decine di morti e feriti, oltre alla demolizione di decine di essi. Ciascuna galleria, che serve a far entrare le merci nella Striscia di Gaza, costa 70-130 mila dollari.

Una nuova aggressione. Sugli aspetti politici e le ripercussioni di quest’ultimissima aggressione, il prof. ‘Abd es-Sattar Qasim, professore di scienze politiche all'Università di “An-Najah” di Nablus, ha detto che l'esercito di occupazione israeliano si sta preparando a sferrare una nuova aggressione alla Striscia di Gaza.

Qasim - in collegamento telefonico con il nostro corrispondente - ha affermato che le forze di occupazione israeliane stanno preparando l'opinione pubblica internazionale e araba a questa nuova aggressione attraverso un’escalation di attacchi nella Striscia di Gaza e dichiarazioni dei ministri del governo che accusano continuamente Hamas di essersi “riarmato” dopo l'ultima ‘guerra’.

Egli prevede che l'escalation contro la Striscia di Gaza proseguirà anche nei prossimi giorni, nonostante le fazioni palestinesi nella Striscia di Gaza abbiano firmato un accordo per fermare il lancio dei razzi contro postazioni militari israeliane. Lo scopo dell’escalation è infatti quello di provocare queste fazioni per indurle ad un nuovo conflitto.

Le fazioni palestinesi nella Striscia di Gaza hanno concordato tra di loro lo stop del lancio dei missili contro postazioni israeliane, al fine di preservare compatto il ‘fronte interno’ nella Striscia e togliere così ogni pretesto ai leader israeliani per convincere il mondo dell’opportunità di una nuova aggressione.

http://www.infopal.it/12874-aggressione-israeliana-contro-la-striscia-di-gaza-%e8-la-pi%f9-grave-dall%26%2339%3bultima-dell%26%2339%3binverno-scorso.html


'Via dalle vostre case! Le terre sono degli ebrei!': così 25 famiglie palestinesi diventano senzatetto.

Gerusalemme - Infopal. Fonti palestinesi rivelano che la notte scorsa le Autorità di occupazione israeliane hanno consegnato ordinanze di sgombero agli abitanti di 25 appartamenti nella zona di Samir Amis (situata dietro il Muro dell'apartheid, a nord della città occupata di Gerusalemme), con il pretesto che essi sarebbero costruiti su terreni di proprietà di coloni ebrei.

Hatem ‘Abd el-Qader, responsabile delle questioni riguardanti Gerusalemme per il movimento Fatah, ha dichiarato che “ingenti forze dell'esercito israeliano e della polizia, accompagnate da Aryeh King, uno dei veterani del movimento dei ‘coloni’, sono entrate nel quartiere nel corso della notte consegnando le ordinanze di sgombero. Egli sottolinea che in questi appartamenti vivono più di 200 persone, soprattutto donne e bambini”.

‘Abd el-Qader ha detto che il suo ufficio, tramite l'avvocato Mohammad Dahleh, si rivolgerà quest’oggi alla Corte israeliana per prendere tutte le misure legali necessarie contro l'evacuazione dei circa 200 abitanti, sottolineando che le famiglie palestinesi non lasceranno le loro case ma si opporranno a qualsiasi tentativo di sgombero con la forza.

E ha aggiunto che “in base ai documenti che i cittadini palestinesi hanno ricevuto, i ‘coloni’ rivendicano la proprietà di 33 dunum di un terreno diviso a metà dal Muro di separazione a nord-ovest della città di Gerusalemme; una “zona di frontiera”, secondo la classificazione del Comune e dell'esercito.

Egli ha spiegato che le case minacciate di sgombero sono situate nella parte posta dietro il muro (sul lato palestinese), mentre la seconda parte è classificata da parte dell'esercito israeliano come “parte di Gerusalemme”.

E ha aggiunto che gli edifici a rischio di evacuazione (e poi di demolizione) sono stati costruiti dal 2003. Gli abitanti hanno comprato queste terre da proprietari palestinesi e possono comprovarlo con i relativi documenti.

Hatem ‘Abd el-Qader considera le ordinanze di sgombero un chiaro innalzamento del livello di tensione imposto da parte del governo israeliano e dei coloni che interessa tutte le parti della città, sottolineando che le confische e i sequestri delle case riguardano le case palestinesi su entrambi i lati del muro, il che si configura una “guerra contro la presenza palestinese a Gerusalemme”.

Egli ha descritto le ordinanze di sgombero come “un'espulsione di massa e di pulizia etnica contro la popolazione di Gerusalemme; un'aggressione coloniale contro gli abitanti della città, che tra  demolizioni di case e confische di terre mira a ‘risolvere’ la questione di Gerusalemme slegando totalmente la città dal resto della Cisgiordania”.

http://www.infopal.it/12871-%26%2339%3bvia-dalle-vostre-case%21-le-terre-sono-degli-ebrei%21%26%2339%3b-cos%ec-25-famiglie-palestinesi-diventano-senzatetto.html


B'Tselem: Israele ha ucciso 1.500 palestinesi

dall'inizio dell'anno.

Nazareth - Infopal. "Le forze di occupazione israeliani hanno ucciso 1500 palestinesi dall'inizio del 2009, la maggior parte dei quali durante i 22 giorni di guerra su Gaza". E' quanto ha denunciato l'organizzazione per la difesa dei diritti umani, l'israeliana B'Tselem, in un rapporto pubblicato sabato.

B'Tselem ha spiegato inoltreo che il conflitto tra Israele e i palestinesi, nel corso degli ultimi venti anni, è costato la vita di 8.900 persone, nella stragrande maggioranza dei casi, palestinesi.

E ha aggiunto che le forze di occupazione israeliane hanno ucciso 7.398 palestinesi, tra cui 1.537 minorenni, in Israele e nei territori palestinesi negli ultimi 20 anni, mentre i palestinesi hanno ucciso 1.483 israeliani, di cui 488 militari.

Le autorità israeliane hanno inoltre fatto distruggere circa 4.300 case palestinesi.

In una dichiarazione pubblicata sui giornali israeliani, l'organizzazione ha affermato: "Siamo stufi, e la gente è stufa di noi. Quattro milioni di persone in Cisgiordania e Striscia di Gaza sono ancora privati dei diritti fondamentali umani".

http://www.infopal.it/12865-b%26%2339%3btselem-israele-ha-ucciso-1500-palestinesi-dall%26%2339%3binizio-dell%26%2339%3banno.html


Dal 2000 a oggi, 6200 minori palestinesi rapiti e incarcerati dalle forze israeliane.

Sono 6200 i minori palestinesi rapiti e imprigionati dalle forze di occupazione israeliane dal 2000 (seconda Intifada) a oggi. 337 sono ancora in carcere.

Lo ha rivelato un rapporto del ministero per gli Affari dei Prigionieri del governo di Ramallah, presentato durante l'incontro dei delegati del Consiglio permanente della Lega Araba, avvenuto sabato 14 novembre.

Il ministro Issa Qaraqe ha spiegato ai partecipanti che le autorità di occupazione israeliane "privano i minori detenuti dei diritti basilari garantiti dalle convenzioni internazionali: diritto a conoscere le motivazione dell'arresto, diritto alla difesa, il diritto delle famiglia di essere informate sull'arresto e sul luogo di prigionia del congiunto minorenne, il diritto a comparire di fronte a un giudice, il diritto a contestare l'imputazione e a fare appello contro di essa, il diritto a comunicare con il mondo esterno, il dirito a un trattamento umano che preservi la dignità del minore".

Il rapporto denuncia le "violazioni dei diritti dei bambini" (secondo al Convenzione per i Diritti del Fanciullo, e secondo la definizione utilizzata dalle Nazioni Unite, "bambino" è il minore fino al compimento del 18° anno di età, ndr) nelle carceri israeliane. Essi vengono infatti trattati come "potenziali sovversivi", come pericolosi criminali, e sottoposti a torture e trattamenti disumani - tra cui, percosse, deprivazione del sonno, fame, abusi sessuali, deprivazione delle visite dei familiari, e altro ancora. Inoltre, le forze di occupazione applicano metodi psicologici e fisici brutali, atti a estorcere confessioni.

http://www.middleeastmonitor.org.uk/news/middle-east/255-israeli-army-kidnapped-6200-children-since-2000

http://www.infopal.it/12864-dal-2000-a-oggi-6200-minori-palestinesi-rapiti-e-incarcerati-dalle-forze-israeliane.html


 

Traduzioni e adattamenti di questi articoli a cura di www.InfoPal.it

 

Link a questa pagina:

http://www.terrasantalibera.org/cronaca_occupazione_23_nov_2009.htm

 

 
 

 

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