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Nessuna collaborazione con gli ispettori che indagheranno su
Piombo fuso.
Tel Aviv non collaborerà con l'inchiesta delle Nazioni Unite
sull'operazione «Piombo fuso», l'offensiva delle truppe israeliane
che tra il 27 dicembre 2008 e il 18 gennaio 2009 ha causato la
morte di oltre 1.417 palestinesi (la maggior parte dei quali
civili) nella Striscia di Gaza. «Israele ha informato il Consiglio
dei diritti umani dell'Onu che non coopererà con un'indagine
basata su una risoluzione non imparziale» ha dichiarato alla
France presse un funzionario dello Stato ebraico che ha chiesto di
restare anonimo. Hamas al contrario - riferisce il quotidiano
Ha'aretz - ha fatto sapere di essere pronta a cooperare con la
squadra guidata da Richard Goldstone, il giudice sudafricano (ex
procuratore dei tribunali per i crimini di guerra commessi in
Ruanda ed Ex Yugoslavia) che guiderà gli investigatori attesi tra
qualche settimana nella regione e il cui rapporto al Consiglio è
previsto per il luglio prossimo.
La lettera che ufficializza il diniego è stata spedita, attraverso
l'ambasciata israeliana a Ginevra, a Goldstone e alla sede
dell'Agenzia dell'Onu che si occupa dei diritti umani. Senza la
collaborazione da parte delle autorità israeliane, per gli
investigatori di Goldstone sarà più difficile raccogliere prove
sulle armi utilizzate contro Gaza, su condotte criminali da parte
dei soldati e su eventuali ordini che le hanno causate. Già da
qualche giorno si era capito che i responsabili dei massacri di
Gaza avevano intenzione di mettere il bastone tra le ruote
all'iniziativa del Consiglio, di cui fanno parte 47 paesi:
«L'indagine non ha alcuna base morale, perché già prima di essere
iniziata ha deciso chi è colpevole e di cosa» aveva tagliato corto
qualche giorno fa Yigal Palmor, il portavoce del ministero degli
esteri.
All'allora governo Olmert proprio non era andata giù la
risoluzione, adottata dal Consiglio dei diritti umani il 12
gennaio scorso, che condannava l'offensiva militare e chiedeva la
fine dei bombardamenti. Eppure Goldstone, che si era detto
«scioccato» per l'incarico affidatogli - a causa della sua
collaborazione con istituzioni israeliane (tra cui l'università
ebraica di Gerusalemme) - aveva fatto di tutto per non suscitare
il sospetto delle autorità israeliane. Mentre il mandato gli
chiede d'indagare sulla condotta delle truppe di Tel Aviv nei 22
giorni di attacco a Gaza, il giudice aveva dichiarato di voler
prendere in esame tutte le presunte violazioni (anche i lanci di
razzi da parte di Hamas) e di voler estendere il raggio temporale
dell'inchiesta al periodo precedente l'attacco, per spiegarne il
contesto.
Le organizzazioni non governative palestinesi e internazionali -
tra cui Amnesty international e Human rights watch - hanno
raccolto indizi che accusano l'esercito di aver bombardato aree
densamente popolate, utilizzato munizioni al fosforo bianco su
zone abitate, impiegato palestinesi come scudi umani, aver
effettuato esecuzioni extragiudiziali. Anche Hamas è stata
accusata per il lancio di razzi in territorio israeliano e di aver
utilizzato scudi umani.
Per le stesse accuse il procuratore della Corte penale
internazionale (Icc) Luis Moreno Ocampo sta tuttora valutando se
sussiste la possibilità di aprire un'indagine contro Tel Aviv in
base alle denunce presentate da decine di ong.
Intanto continua l'opera di sdoganamento di Hamas, considerata
«organizzazione terroristica» dalla Comunità internazionale ma con
cui sempre più governi iniziano a intavolare trattative. Ieri il
leader palestinese Khaled Meshaal, a capo dell'ufficio politico
del movimento islamico in esilio, ha incontrato a Damasco una
nuova delegazione parlamentare britannica, nel terzo meeting del
genere nell'arco di un mese. In un comunicato, Hamas precisa che
la delegazione guidata dall'onorevole Roger Godsiff ha incontrato
Meshaal e altri rappresentanti di Hamas.
«È una visita che s'inserisce nel quadro degli sforzi europei per
aprire canali di dialogo con Hamas al fine di comprendere nel
profondo, attraverso un dialogo diretto col movimento, la nostra
causa», si legge nel testo. Hamas figura dal 2003 nella lista
dell'Unione europea delle organizzazioni terroristiche, eppure
Meshaal aveva già incontrato a Damasco nel marzo scorso deputati
europei. «I membri della delegazione britannica - prosegue il
comunicato - hanno espresso la loro convinzione che nella regione
non si può arrivare alla pace senza un dialogo con Hamas che si è
conquistato la fiducia del popolo palestinese in modo democratico
trasparente».
Michelangelo Cocco
Link
originale :
www.uruknet.info?p=s9677
Link a questa pagina :
http://www.terrasantalibera.org/israele_nega_inchiesta_onu.htm
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