
Prologo
È uscito recentemente in italiano un interessante
libro del rabbino Jacob Neusner,
risalente al 1991 (Jews and Cristians. The Myth of a Commun
Tradition), sui rapporti tra giudaismo e cristianesimo. È
decisamente un libro controcorrente, poiché sostiene e – secondo me
– prova che «tra ebraismo e cristianesimo […] non esiste
ora né è mai esistito un dialogo. Il concetto di una tradizione
ebraico-cristiana […] è solo un mito nel senso peggiore: una
menzogna».
***
●Secondo l’Autore, le due religioni «non
condividono temi comuni» e «se la Scrittura può fornire una base
comune, ha condotto soltanto alla divisione, poiché l’Antico
Testamento serve al cristianesimo solo in quanto prefigurazione del
Nuovo, e la Torah scritta per l’ebraismo può e deve essere letta
solo nell’ottica di adempimento e completamento compiuti dalla Torah
orale [Cabala e Talmud messi solo in un secondo tempo per iscritto,
ndr]».
Infatti, «i cristiani comunemente suppongono che l’ebraismo sia la
religione dell’Antico Testamento, ma ciò è vero solo in parte,
perciò completamente falso. […] Il cristianesimo fa appello
all’Antico Testamento, in dialettica col Nuovo, come parte della
Bibbia; l’ebraismo si richiama alla Torah scritta in dialettica con
quella orale [Cabala e Talmud]».
●Egli definisce il rapporto tra le due religioni
come «gente diversa [rabbini e vescovi], che parla di cose
diverse [Israele e Cristo] a gente diversa [ebrei e
cristiani]».
Anzi conclude: «non esiste ora, né mai è esistita, una tradizione
ebraico-cristiana».
Infatti il cristianesimo si occupa della salvezza, che riguarda
l’intera umanità, mentre il giudaismo della santificazione della
nazione di Israele.
Il Neusner, con molta onestà intellettuale e chiarezza, parla di
«autonomia del cristianesimo e della sua unicità e assolutezza».
Sfata la teoria secondo cui il cristianesimo sarebbe un giudaismo
riformato, analogamente al rapporto che intercorre tra
protestantesimo e cattolicesimo: «Il nostro secolo è stato testimone
di un errore teologico fondamentale […]. Parlando apertamente, si
tratta, per di più, di un errore protestante. L’errore teologico fu
quello di presentare il cristianesimo come una riforma storica, una
continuazione dell’ebraismo».
Tale errore è ascrivibile oltre che al protestantesimo, anche
all’esegesi modernizzante e modernistica del XX secolo e la sua
conseguenza è stata deleteria per la dottrina cattolica. Infatti,
stando così le cose, «i cristiani […], si trovarono in una posizione
subordinata […], diventando non il vero Israele […], ma
semplicemente un Israele per difetto, cioè, per difetto del vecchio
Israele».
In breve, una sorta di fratello minore e minorato. La teologia
cristiana giudaizzante, di origine luterana, presentava il nuovo
protestantesimo come un vecchio cattolicesimo riformato e il vero
cristianesimo delle origini come un vecchio giudaismo riformato. Per
cui la nuova teologia modernista e neo-modernista, canonizzata da
Nostra aetate, riprendendo l’errore esegetico-teologico
luterano, presenta «la vita di Gesù in linea con l’ebraismo del suo
tempo e la salvezza di Cristo come un evento interno all’ebraismo
del I secolo».
Onde, per capire Gesù e il Vangelo, ci si è messi ad interrogare il
Talmud e i rabbi;
mentre la dottrina tradizionale dei Padri ecclesiastici e del
Magistero costante della Chiesa, insegnava che “nell’Antico
Testamento è già nascosto il Nuovo e nel Nuovo Testamento appare
chiaro il significato dell’Antico” (S. Agostino, Quaest., in
Hept., II, 73). ●L’Autore, spiega, che l’ambiente cattolico fu
contaminato da tale tendenza dopo la tragedia della seconda
guerra mondiale e una certa valutazione data del
nazionalsocialismo, per cui si insisteva «sull’eredità ebraica della
Chiesa e del cristianesimo […], tenendo conto della tragedia del
cristianesimo nella civilizzazione dell’Europa cristiana, pervertita
dal nazismo. […] Tutti erano animati da buone intenzioni […]. Ma il
risultato è una lettura non cristiana del Nuovo Testamento».
Onde, in altra sede, occorrerà approfondire il problema del
condizionamento psicologico subìto dall’ambiente cattolico dopo
la seconda grande guerra e specialmente dopo la shoah, che ha
portato a leggere il Nuovo testamento in maniera non cristiana, ma
giudaizzante.
Infatti, se si astrae da queste premesse storico-teologiche, non si
riesce a capire ciò che è avvenuto durante il Vaticano II e il
post-concilio. Il fatto, et contra factum non valet argumentum,
è che la lettura o l’ermeneutica modernizzante, come quella
luterana, del Nuovo Testamento “non è cristiana”. In quanto «fa
appello alle fonti ebraiche, […] tale ermeneutica deriva dalla
teologia di un cristianesimo come continuazione e puro miglioramento
dell’ebraismo».
Invece il Cristianesimo è qualcosa di unico, assoluto, autonomo e
non è per nulla una riforma dell’ebraismo. ●L’Autore rigetta
totalmente la dottrina secondo cui «Gesù era ebreo e dunque, per
capire il cristianesimo, i cristiani debbono venire a patti con
l’ebraismo».
Il vero cristianesimo è quello che «può cogliere se stesso come
lo coglievano i Padri della Chiesa, come nuovo e non
contingente, […] non come subordinato all’ebraismo. […] Ebraismo e
cristianesimo sono religioni del tutto differenti e con poco in
comune».
Per il cristianesimo Dio è uno nella natura, ma Trino nelle Persone
e Gesù è Dio incarnatosi nel seno della SS. Vergine Maria; mentre il
giudaismo non ha accettato tale Vangelo o Buona Novella apportata da
Cristo e dai suoi Apostoli e continua a negare SS. Trinità e
divinità di Cristo, fondandosi sulla santità di Israele come
famiglia carnale discendente geneticamente da Abramo. Il Neusner
conviene che se il cristianesimo è un unico anche l’ebraismo si
ritiene tale, onde conclude sull’inutilità del dialogo tra due
religioni diametralmente opposte, anche se fondate – in parte –
su una base semi-comune: l’Antico Testamento, che, però, è letto dal
giudaismo alla luce del Talmud, ritenuto più importante della Torah,
mentre dal cristianesimo è studiato alla luce del Nuovo Testamento.
Per cui «non possiamo riferirci alla Bibbia quando parliamo di
ebraismo».
Addirittura il rabbino americano non nasconde che «il cristianesimo
non è tale perché ha migliorato l’ebraismo […]. Ma perché
costituisce un sistema religioso autonomo, assoluto, unico.
[…], ebraismo e cristianesimo sono due religioni del tutto diverse».
Viva la faccia della sincerità e abbasso la menzogna dell’ecumenismo
giudaico-cristiano, che è la “quadratura del cerchio” o la “coincidentia
oppositorum” fatta “Congregazione permanente”.
●Il problema centrale, secondo il Neusner, non è
quello delle “radici comuni”, che poi sfaterà e ne parleremo oltre,
ma quello della divinità di Gesù Cristo. Infatti, si chiede
onestamente il rabbino, «Gesù è il Cristo? Se è così allora
l’ebraismo cade. Se non è così, allora, il cristianesimo sbaglia».
Egli cita Eusebio da Cesarea (tr. it., Storia ecclesiastica,
Milano, Rusconi, 1979), S. Giovanni Crisostomo (tr. it., Omelie
contro i giudei, Verrua Savoia, CLS, 1997), il quale ultimo
parlava di “regressione cristiana al giudaismo” di quei
cristiani che frequentavano ancora le sinagoghe e i culti ebraici ad
Antiochia tra il 386-387, ossia di “ritorno all’infedeltà
giudaico-talmudica”. La stessa accusa mossa nel IV secolo dal
Crisostomo ai giudaizzanti di Antiochia la si potrebbe rivolgere
oggi ai giudaizzanti del Vaticano II (Nostra aetate, 1965) e
del post-concilio (Preghiera del Venerdì Santo, del Novus Ordo
Missae di Paolo VI, 1970; L’Antica Alleanza mai revocata,
di Giovanni Paolo II a Magonza nel 1981; gli Ebrei nostri
fratelli maggiori e prediletti nella fede di Abramo, Giovanni
Paolo II nel 1986; sino al Discorso alla sinagoga di Roma, di
Benedetto XVI, 17 gennaio 2010). Tertium non datur: se Cristo
è Dio, l’ebraismo cade; se non è Dio, abbiamo sbagliato noi
cristiani per duemila anni, dovremmo riconoscerlo pubblicamente,
chiedere perdono a Dio e agli uomini ed infine farci ‘proseliti
della porta’ o ‘noachidi’ (v. Elia Benamozegh e Aimé Pallière). Il
dialogo giudaico-cristiano è inutile, dannoso, ingiurioso, falso e
menzognero. Lo dice anche rabbi Jacob Neusner. Egli concorda col
Crisostomo solo quanto al fatto che il giudeo-cristianesimo o il
giudaizzare, per i cristiani, è un «atto di apostasia, incredulità e
rifiuto di Dio [Cristo]».
Il Crisostomo temeva, giustamente, che i cristiani di Antiochia si
mostrassero «cedevoli riguardo all’ebraismo».
La stessa apprensione, et multo magis, la dimostra il Neusner
per rapporto al dialogo giudaico-cristiano, in cui la religione
cristiana non si considera più per quello che è, ma per una
pseudo-riforma proto-luterana del giudaismo. Alla dottrina cristiana
tradizionale secondo la quale Cristo è Dio ed ha previsto nel 33 la
distruzione di Gerusalemme e del suo Tempio, previsione avveratasi
nel 70, l’ebraismo rispondeva nel IV secolo, per bocca dei suoi
saggi o rabbini, che Roma divenuta cristiana nel IV secolo è il
penultimo Impero dopo Babilonia, Media, Grecia e che sarà seguito da
quello di Israele, l’ultimo e definitivo, come famiglia genetica di
Abramo, che darà la morte alla Roma prima pagana e poi cristiana,
essendo “il carattere di Roma precipuamente cristiano”:
«I saggi [o rabbini] affermano che Israele secondo la carne […]
permane in uno stato incondizionato e perenne. Non si smette mai di
essere figli [fisici] e figlie dei propri genitori. Così Israele
secondo la carne costituisce la famiglia, nella sua forma più
fisica, di Abramo, Isacco e Giacobbe […]: la totale e completa
‘geneaoligizzazione’ di Israele»,
come si vede, è una questione genetica o di stirpe: chi parla di
“razza”, stirpe, sangue e suolo è il giudaismo rabbinico, e non -
come vorrebbero gli “anti-scemiti” - il cristianesimo. Per
tanto si evince quanto sciocca sia l’accusa di antisemitismo mossa
alla Chiesa da taluni emeriti tromboni, spinti da certuni stolidi
sedicenti volponi.
●«Israele provocherà la caduta di Roma [ex pagana e
poi con Costantino cristiana, 313]».
Dunque, per i rabbini, Israele non è finito, ma soppianterà Roma e
il cristianesimo. Secondo l’Autore, la caduta di Gerusalemme fu
causata dall’arroganza dei giudei zeloti del I secolo, i quali,
specialmente con Bar Kobà, rifiutarono di abbandonarsi alla
provvidenza divina e vollero edificare un Regno d’Israele con le
loro forze naturali e politico-militari. Tale arroganza provocò da
parte divina l’abbandono di Israele nelle mani di Roma, la quale da
pagana si fece poi cristiana e nel IV secolo sembrò che il
cristianesimo romano avesse trionfato sul giudaismo.
Ma l’apocalittica ebraica,
rinviando alla fine degli ultimi tempi la riscossa e restaurazione
del regno d’Israele, ha cercato di ribaltare tale ‘teologia della
storia’ cristiana. Ora, la stessa situazione si è venuta a creare
con la nascita dello Stato di Israele ad opera della politica e
delle armi e non del Messia ebraico e quindi, anche per i rabbini
ortodossi odierni, il sionismo rappresenta una minaccia per Israele,
come avvenne nel 70. Pure questo tema meriterà di essere
approfondito in un prossimo articolo.
●Anche la considerazione che Neusner fa sull’islam,
in tempi di arabo-fobia e di radici europee giudaico-cristiane ed
anti-islamiche, sono interessanti, profonde e coraggiose. Infatti,
egli scrive: «Come sappiamo che [nonostante l’apparente trionfo del
cristianesimo, con gli imperatori romano-cristiani, a partire da
Costantino e Teodosio] vinse l’ebraismo dei saggi [o
rabbinico-talmudico]? Perché quando, a sua volta, vinse l’islam
[VII-VIII secolo] il cristianesimo si ritirò dal Medio Oriente e dal
Nord Africa. Senza dubbio il cristianesimo resistette, ma non come
la religione maggioritaria del Medio Oriente romano e del Nord
Africa […]. Ma il carattere islamico del vicino e del Medio Oriente
e del Nord Africa ci racconta la storia di quanto avvenne realmente:
una disfatta per il cristianesimo […] La croce avrebbe
regnato solo dove non si trovavano l’islam e il suo potere
militare».
Perciò l’attuale “conflitto di civiltà”, voluto dagli Usa e da
Israele è uno scontro con il ‘mondo arabo’, in quanto non ancora
liberalizzato e illuminato dalla modernità occidentale, e per nulla
un distanziarsi dall’islamismo, che in sé è visto con simpatia, in
quanto argine al cristianesimo tradizionale e non giudaizzante.
***
Conclusione
Tale lettura dovrebbe ridarci, in tempi per noi così
tristi, l’orgoglio di essere totalmente e integralmente cristiani o
cattolico-romani. Le radici ebraico-cristiano/romane sono una
menzogna. Si può, invece, parlare di radici comuni
ebraico-calviniste o Usa/israeliane. Il giudaismo è completato dal
Talmud, il cristianesimo romano dal Nuovo Testamento, così come lo
leggono i Padri della Chiesa e lo ha sistematizzato la Scolastica.
L’ebraismo non è la Bibbia, ma il Talmudismo rabbinico. Attualmente,
con il Vaticano II assistiamo ad un tentativo di protestantizzazione
della Chiesa, che con la “Collegialità” ha fatto proprio
l’odio luterano per il primato del Papa, con la “Libertà
religiosa” l’odio contro l’unica vera religione fondata da Dio
Figlio e con l’“Ecumenismo” l’odio per l’intolleranza
dottrinale della Chiesa romana ed infine con la pseudo-“Riforma
liturgica”, fatta assieme ai calvinisti, ha prodotto un rito
oggettivamente
ibrido o un incrocio bastardo (il Novus Ordo Missae di Paolo
VI) tra due riti essenzialmente diversi, quello protestantico e
cattolico. Tale protestantizzazione è il fine prossimo; quello
remoto è la giudaizzazione. Infatti, l’ermeneutica luterana porta ad
una lettura a-cristiana e filo-giudaizzante della Torà. Perciò lungi
dal cedere al dialogo, in posizione di inferiorità o
“minoranza-minorata” verso i “fratelli maggiori”, dobbiamo
rivendicare il valore assoluto, unico e autonomo del cristianesimo
petrino o romano. Siccome Cristo è Dio, e ce lo ha provato con la
sua Risurrezione, il dialogo inter-religioso giudaico-cristiano è un
“regredire al talmudismo”, “un’apostasia o incredulità”, in quanto
rifiuto implicito di Dio Figlio e quindi di Dio Padre e Spirito
Santo, in breve un “tornare al vomito”.
●Purtroppo, tale dialogo è condotto, dopo Giovanni
Paolo II, anche da Benedetto XVI, il quale nel suo libro Molte
religioni un’unica Alleanza: Il rapporto ebrei cristiani. Il dialogo
delle religioni (Cinisello Balsamo, San Paolo, [1998], tr. it.,
2007) scrive che: «Dopo Auschwitz il compito della riconciliazione e
dell’accoglienza si è ripresentato davanti a noi in tutta la sua
imprescindibile necessità».
Poi citando Gv. IV, 22 «la salvezza viene dai giudei», pronunciata
da Gesù prima della sua Morte in croce e quindi durante
l’Antica Alleanza, afferma che «tale origine mantiene vivo il suo
valore nel presente [dopo la morte di Cristo, nella Nuova ed
Eterna Alleanza]».
Tuttavia, «non vi può essere accesso a Gesù […], senza
l’accettazione del Nuovo Testamento».
Onde per gli ebrei la salvezza viene da Israele e il Talmud, mentre
per i Gentili convertiti al cristianesimo viene da Cristo e il Nuovo
Testamento. L’Antica Alleanza, anche secondo Benedetto XVI, non è
mai cessata (cfr. Giovanni Paolo II, L’Antica Alleanza mai
revocata, Magonza, 1981), in quanto “Alleanza” significa solo
volontà divina e non un contratto bi-partito.
Onde, anche se Israele è stato infedele a Dio, Dio non può scindere
l’Alleanza, poiché non è “un accordo reciproco”,
per cui Deus non deserit etiam si prius deseratur. È triste,
ma per conoscere la dottrina cattolica sui rapporti tra
cristianesimo e ebraismo, occorre andare a ‘catechismo’ dal rabbino
Jacob Neusner; mentre per giudaizzare, basta ascoltare le ‘midrash’
di Benedetto XVI. Che strana epoca questa, l’ebreo insegna il
catechismo, pur non credendovi, il prete cattolico racconta le
midrash, e forse ci crede pure o almeno fa finta di crederci.
●Infine, l’odio per Roma che caratterizza ed
accomuna l’ebraismo e il luteranesimo è indicativo. L’alternativa,
dunque, è o Roma o morte! Se cade (per assurdo) Roma, trionfano Tel
Aviv e New York. Lo stato attuale di abbrutimento dell’umanità è il
frutto del dominio giudaico-americanista sul mondo. La salvezza e la
restaurazione dell’uomo, della famiglia e della società, sarà il
frutto miracoloso del trionfo di Roma “immortale di Martiri e di
Santi”! La Madonna a Fatima ci ha promesso: “Alla fine il Mio Cuore
Immacolato trionferà”. Cor Jesu adveniat regnum tuum, adveniat
per Mariam.
DON
CURZIO NITOGLIA
6
febbraio 2010
Fonte
originale:
http://www.doncurzionitoglia.com/menzogna_del_giudeocristianesimo.htm
Link
a questa pagina:
http://www.terrasantalibera.org/menzogna_del_giudeocristianesimo.htm