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Nucleare, la risposta di Teheran
di Giuseppe Zaccagni -
Mercoledì 21
Aprile 2010

L'Iran annuncia che "nei prossimi giorni" discuterà con
i Paesi membri del Consiglio di sicurezza dell'Onu (invece che con gli
Stati del gruppo 5+1) la proposta di scambiare il proprio uranio
scarsamente arricchito con uranio al 20%. Intanto la Francia respinge
preventivamente ogni nuova proposta di Teheran. Risponde il ministro
degli Esteri di Teheran, Manucher Mottaki: "Nei prossimi giorni
condurremo discussioni dirette con i 14 membri del Consiglio di
sicurezza e indirette con il quindicesimo membro, gli Stati Uniti, sullo
scambio di combustibile". L'Iran, quindi, sul suo nucleare tratta, ma
non molla. E rilancia all'Occidente una proposta tesa alla costituzione
di un organo internazionale indipendente e la relativa sospensione
dall'Aiea di chi minaccia di usare l'atomica.
E' questa la sintesi del vertice di Teheran che ha visto
riuniti nei giorni scorsi i ministri degli Esteri di otto paesi - tra
in quali Iraq, Siria e Libano - e i viceministri di altri 14, tra i
quali la Russia, oltre a esperti nucleari di una sessantina di nazioni.
Anche la Cina, tra l'altro, era presente al vertice pur se con un
rappresentante di secondo piano.
Nel corso dell'incontro si è parlato molto del Trattato
di non proliferazione (Tnp), del disarmo delle potenze nucleari e del
pericolo rappresentato dall'arsenale atomico israeliano. E in tal senso
i partecipanti alla conferenza hanno messo in guardia contro qualsiasi
attacco contro i siti nucleari iraniani, lanciando un appello ad Israele
affinchè aderisca al Tnp.
E' chiaro, comunque, che l'iniziativa è stata anche una
risposta al vertice sulla sicurezza nucleare andato in scena a
Washington il 12 e 13 aprile scorsi e che è stato utilizzato dal
presidente Obama per fare pressioni sui leader mondiali al fine di
affrettare l'approvazione di nuove sanzioni contro la Repubblica
Islamica di Ahmadinejad. Ma alle iniziative del leader della Casa Bianca
ha subito risposto la Guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei,
che con un messaggio ufficiale ha ribadito che "il solo criminale
nucleare del mondo e cioè gli Usa afferma falsamente di essere impegnato
a combattere la proliferazione di armi nucleari, ma non ha intrapreso nè
intraprenderà mai alcuna serie azione in questo senso". Tesi e temi
scottanti che spingono verso i fronti della nuova guerra fredda.
Dal canto suo il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad
ha proposto, oltre a una "revisione equa" del Tnp, la creazione di "un
organo internazionale indipendente sotto l'egida dell'Onu" che disponga
di "pieni poteri per pianificare e supervisionare il disarmo e la non
proliferazione nucleare". Inoltre, ha chiesto che "tutti gli Stati che
sono dotati dell'arma nucleare, che l'hanno utilizzata o che hanno
minacciato di utilizzarla" siano "sospesi dall'Agenzia internazionale
per l'energia atomica (Aiea)". Un chiaro riferimento alla nuova dottrina
in materia di nucleare approvata recentemente da Obama, che non esclude
l'uso da parte degli Usa di armi atomiche contro l'Iran (e la Corea del
Nord).
Nel vertice di Teheran - e sempre nel quadro di un
pericoloso precipitare degli eventi - si è insistito soprattutto sulla
piena attuazione del Trattato di non proliferazione che, ha spiegato il
ministro degli Esteri iraniano, Manucher Mottaki, "fu costituito sulla
base di tre principi fondamentali: il disarmo nucleare, la
non-proliferazione delle armi nucleari e l'uso pacifico dell'energia
nucleare". Tuttavia - ha sottolineato Mottaki - alcuni stati nucleari
"non hanno onorato" gli impegni in materia di non proliferazione,
poichè "hanno fornito assistenza a Stati non del Tnp in particolare
Israele a acquisire armi nucleari o sviluppare ulteriormente tali
ordigni disumani".
Dello stesso avviso anche Kazem Jalali, portavoce della
Commissione parlamentare per la Sicurezza Nazionale e Politica Estera,
secondo cui alla prossima Conferenza di revisione del Tnp, in programma
a maggio a New York, saranno presenti due fronti: "Il primo, guidato
dagli Stati Uniti, mira a limitare il numero dei Paesi che intendono
accedere alla tecnologia nucleare per usi pacifici, mentre il secondo
fronte è costituito da Paesi non nucleari, che chiedono il disarmo in
tutto il mondo".
Si è, di nuovo, al punto di partenza in un crescendo di
tensioni. Perchè alla minaccia di nuove sanzioni Teheran risponde dando
il via libera a dieci nuovi "siti" dove verranno realizzati impianti per
l'arricchimento dell'uranio. E si sa che, attualmente, la Repubblica
Islamica arricchisce il suo uranio presso l'impianto di Natanz senza
rispettare gli "avvertimenti" del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. E
allora: nubi nere sul futuro? Forse c'è anche qualche timida schiarita.
Perchè il ministro degli Esteri iraniano Mottaki ha dichiarato di voler
discutere con tutti i membri del Consiglio eccetto che con gli Usa. Da
Washington per ora, non ci sono risposte. I tempi si allungano e la
tensione resta alta.
http://www.altrenotizie.org/esteri/3157-nucleare-la-risposta-di-teheran.html
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