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“QUANDO IL SALE DIVENTA INSIPIDO”
di don
Curzio Nitoglia - 20 aprile 2010 -
www.doncurzionitoglia.com
“Sarà calpestato chi per paura delle critiche o della
persecuzione si butta a terra da se stesso, annacquando la dottrina. Non
può essere calpestato chi è perseguitato ma tiene il pensiero e l’anima
in alto” (S. Agostino).
I fatti
● In questi
giorni Benedetto XVI sta subendo una persecuzione mediatica, in
quanto Papa, per colpire in lui il Papato e la Chiesa cattolica e,
si fieri potest, cancellarla dalla faccia della terra. L’attacco
è partito dal New York Times della famiglia israelitica-americana
Sulzberger. Inoltre Stephan Kramer, segretario generale del “Consiglio
Centrale degli Ebrei Tedeschi”, ha accusato padre Raniero Cantalamessa
perché aveva osato leggere la lettera di un suo amico ebreo, il quale
scriveva che l’attacco contro tutta la Chiesa, a partire da casi di
preti infedeli, poteva essere paragonato all’antisemitismo in quanto
passaggio dalla colpa personale a quella collettiva. Idem il
rabbino statunitense Gary Greenebaum. Infine il rabbino di Roma,
Riccardo Di Segni, si è detto addirittura indignato perché le parole di
padre Cantalamessa sono state pronunciate il Venerdì Santo, che è il
giorno più funesto per gli ebrei in quanto esso ha scatenato l’ondata
persecutoria e di proselitismo cattolico contro il popolo ebraico, e da
parte di chi vorrebbe restaurare nella liturgia la lingua latina di
quella Roma che ha distrutto due volte Gerusalemme. Addirittura si
vorrebbe portare il Papa in giudizio davanti ad un tribunale americano o
all’Aja.
Il 2 aprile 2010 l’agenzia Adnkronos ha scritto che «la
questione degli abusi sui minori da parte di esponenti della Chiesa, con
le accuse rivolte al Papa sulla vicenda da certi quotidiani, anche oggi
occupa le pagine della stampa internazionale, in particolare in
Occidente. È quanto sottolinea la Radio Vaticana che mette in luce anche
i numerosi attestati di solidarietà a Benedetto XVI.
Inoltre l'emittente della Santa Sede dà particolare risalto a quelle
voci di vescovi e intellettuali cattolici, che s'interrogano sui
mandanti dell'attacco mediatico in corso e puntano il dito contro
forti interessi economici; si rileva poi che il New York Times
non indaga con la stessa forza sugli abusi sessuali nella comunità
ebraica della metropoli americana, mentre viene descritto il tentativo
di estromettere la Chiesa dalla sfera pubblica.
I
vescovi dell'America Latina esprimono - spiega la Radio Vaticana - in
una nota del Celam, dolore e sdegno per gli abusi compiuti da alcuni
membri del clero e nello stesso tempo manifestano la loro completa
solidarietà al Papa, che ha agito con coraggio contro questi casi già da
quando era prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ma
che è diventato il bersaglio di una campagna mediatica “falsa e
calunniosa”. Viene poi messo in luce l'intervento dell'intellettuale
americano George Weigel, che parla senza mezzi termini della decadenza
del New York Times, i cui redattori “hanno abbandonato ogni
pretesa di rispetto verso i più elementari standard giornalistici”
trasformando quello che era un grande quotidiano in un tabloid
scandalistico fondato su menzogne e insinuazioni».
● Questi sono i
frutti del dialogo interreligioso del Concilio Vaticano II, di
Nostra aetate (1965), della “Antica Alleanza mai revocata” (1981),
dei “Fratelli maggiori e prediletti nella fede di Abramo” (1986), della
volgata sterminazionista sulla shoah riconosciuta quale
conditio sine qua non per esercitare l’episcopato nella Chiesa
(2009). Speriamo che tali frutti amari facciano riflettere il
Papa e i vescovi sull’errore del dialogo e del cedimento al giudaismo
anticristiano e anti-trinitario, che hanno invaso l’ambiente cattolico
da oltre mezzo secolo. Il Vangelo ci insegna che l’albero si giudica dai
frutti che dà. Se dà buoni frutti è un buon albero e va coltivato, ma se
dà cattivi frutti o spine, è un cattivo albero e va sradicato. Benedetto
XVI è giunto ad un bivio: o risponderà forte e chiaro ed andrà incontro
a persecuzioni anche fisiche, ma salverà l’onore della Chiesa, oppure
cederà ancora ed allora sarà Dio ad intervenire pesantemente per
risanare una situazione di sbandamenti dottrinali, dogmatici e morali
che ha invaso anche l’ambiente ecclesiastico. Ad esempio, il Venerdì
Santo è un giorno funesto soprattutto per noi cristiani, poiché in tal
giorno il Sinedrio condannò Cristo a morte e la gran maggioranza della
folla, gridò: “il Suo sangue ricada su noi e sui nostri figli”. Non
sarebbe opportuno ricordarlo al rabbino Di Segni da parte del Vicario di
Cristo in terra? Quando Gesù fu schiaffeggiato da un servo di Caifa il
Venerdì Santo, Egli non porse l’altra guancia, ma disse: “se ho
sbagliato, dimostrami dove ho errato; se invece ho detto il vero, perché
mi colpisci?”.
Il perché
● «Voi Siete il
sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che
cosa lo si potrà rendere salato? A null’altro serve che ad essere
gettato via e calpestato dagli uomini. Voi siete la luce del mondo
[…]. Così risplenda la luce vostra davanti agli uomini, perché vedano le
vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli»
(Mt. V, 13-15).
Questi versetti
del Vangelo secondo Matteo, seguono le Beatitudini, l’ultima delle quali
recita: «Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di
essi è il regno dei cieli» (Mt. V, 11).
Per poter capire
il significato della prima citazione evangelica è necessario agganciarla
alla seconda. Esse sono più attuali che mai e ci spiegano come si sia
potuti cader così in basso, offrendoci al tempo stesso il rimedio per
risollevarci.
●
San Giovanni Crisostomo nel suo Commento al Vangelo di San
Matteo spiega che «la persecuzione, gli oltraggi e le calunnie per
causa di Cristo sarà la sorte particolare dei suoi discepoli, sorte che
i predicatori del Vangelo dovranno attendersi ancora più di tutti gli
altri».
Inoltre - aggiunge il Santo Dottore e Padre della Chiesa - «Cristo non
si è limitato a dire: “Beati coloro che soffrono persecuzioni” a causa
di Dio, ma ha anche definito sciagurati coloro dei quali tutti
diranno bene. “Guai a voi, quando tutti diranno bene di voi” (Lc.
VI, 26). […] È infatti impossibile che coloro che sono veramente
virtuosi siano lodati da tutti, senza eccezione alcuna».
● Ora, siccome le
Beatitudini contengono degli insegnamenti assai elevati e impegnativi,
Gesù per impedire che gli Apostoli si scoraggino, li rincuora dicendo
che essi sono “il sale della terra e la luce del mondo”. Fa ciò per
mostrare che era necessario dare loro quei gravi insegnamenti che sono
le Beatitudini. Ossia, siccome essi sono “sale e luce”, è necessario che
si elevino all’altezza delle Beatitudini evangeliche, l’ultima e la più
sublime delle quali consiste nel trovare la felicità nella
persecuzione, il che non è cosa facile. Non devono perciò
scoraggiarsi alla vista della difficoltà poiché sono stati scelti ad
essere “sale e luce del mondo”, ossia non solo per salvare se stessi, ma
anche per la salvezza di tutti gli uomini. Perciò debbono prima mettere
in pratica i mezzi (“poveri di spirito, afflitti, miti, affamati di
santità, misericordiosi, puri di cuore, pacifici”. Mt. V, 3-11) per
ottenere la beatitudine imperfetta in terra (la grazia e la pace con
Dio) e perfetta in cielo (la visione beatifica) e poi insegnarli agli
altri ed aiutarli a metterli in pratica coi sacramenti e i consigli
spirituali. Essi non sono inviati solo ad un popolo, come i Profeti
dell’Antica Alleanza, ma a tutta la terra e a tutto il mondo.
Onde debbono possedere lo spirito delle Beatitudini evangeliche per
poter insegnare, condurre e santificare tutti i popoli della Nuova ed
Eterna Alleanza.
● Quando dice “voi
siete il sale della terra”, Gesù «fa capire che la natura umana è stata
resa insipida e ferita dal peccato. Per questo Egli esige dai suoi
Apostoli quelle virtù che sono necessarie per convertire molti. […]
Quando la grazia di Dio avrà rinnovato i cuori e li avrà liberati dalla
corruzione del peccato, allora li porrà in deposito nelle mani dei suoi
Apostoli; soltanto allora essi si mostreranno veramente “sale della
terra”, poiché il sale mantiene e conserva ed essi dovranno
conservare negli uomini la nuova vita della grazia soprannaturale che
Cristo ha dato loro. Come è opera di Cristo liberare gli uomini
dalla corruzione dell’errore e del peccato, così è compito degli
Apostoli impedire ad essi di ricadere in quello stato di corruzione».
● Il “sale” che
«morde e punge le piaghe»
significa anche «l’insegnamento severo […], fatto senza
adulazione e non per compiacere gli uomini, ma, al contrario,
comportandosi come fa il sale […] non limitandosi ad essere prudenti e
sapienti, ma cercando di convertire gli uomini a Cristo».
Ecco perché gli Apostoli non si devono lamentare della elevatezza e
difficoltà delle Beatitudini. Infatti, per convertire gli altri e
mantenerli incorrotti dal peccato, debbono per primi e
sovrabbondantemente conoscere la verità e praticare il bene.
● Invece, se gli
Apostoli perdono il vigore o l’essere salati, perderanno se
stessi e con sé anche gli altri. «Se il sale diviene insipido, con cosa
gli si ridarà sapore? A null’altro più è buono che ad essere gettato e
calpestato dagli uomini». Se il fedele sbaglia, il maestro lo può
correggere, ma se sbaglia anche il maestro, come si può rimediare?
Un maestro che insegna l’errore e il vizio deve essere buttato fuori.
Ecco perché Gesù «dichiarò apertamente che, se gli Apostoli non erano
disposti ad affrontare le persecuzioni, sarebbe stata vana la loro
elezione. Onde non devono temere di essere calunniati; ma piuttosto di
apparire adulatori, perché così diverrebbero sale insipido».
● Essi dovranno
anche illuminare di verità tutto il mondo, «con una luce o verità
spirituale e soprannaturale, come anche il sale di cui ha appena parlato
è del tutto spirituale. Gesù parla prima del sale e dopo della luce, per
mostrare quale vantaggio proviene da parole serie e da una
dottrina severa come il sale, che consolida le anime e non permette
che si rilassino e si corrompano per poter poi essere maggiormente
illuminate e istruite».
● Riassumendo,
San Tommaso d’Aquino nella
Catena Aurea raccoglie i principali commenti dei Padri
ecclesiastici ai Vangeli e per quanto riguarda Matteo V, 13-15,
sintetizza così: «“Il sale condisce e conserva, non lusinga di fiacca
dolcezza il palato. Occorre condire con la sana parola e con l’esempio i
popoli feriti dal peccato, mirando al sodo e alla salvezza eterna” (San
G. Crisostomo); “Gli Apostoli, che debbono conservare come il sale le
altre anime sane dalla corruzione dell’errore e del vizio, debbono porre
cura a non corrompere se stessi” (S. Ilario); “Chi perde il sapore della
verità e del bene spirituale non può infonderlo agli altri; perciò è
diventato inutile e da gettar via” (S. Ilario); “Sarà calpestato chi per
paura delle critiche o della persecuzione si butta a terra da se stesso,
annacquando la dottrina. Non può essere calpestato chi è perseguitato ma
tiene il pensiero e l’anima in alto (S. Agostino); “L’esempio condisce,
l’insegnamento illumina. Ma siccome occorre prima ben vivere e poi si
può bene insegnare, prima Gesù parla del sale e poi della luce” (San G.
Crisostomo); “Come il sale conserva i cibi, perché non si trasformino in
vermi, così i discepoli di Cristo devono opporsi al fetore della
corruzione dei peccati che viene dall’idolatria e dall’impudicizia”
(Origene)».
Conclusione
Mi domando:
a partire dalle novità conciliari e soprattutto dal tentativo di
giudaizzare il cristianesimo i nostri vescovi ed anche i Papi, che hanno
condotto il Concilio e lo hanno continuato e applicato nell’epoca
post-conciliare, non sono forse diventati insipidi e poco
luminosi? Penso proprio di sì. Tuttavia è Dio che ha fondato la
Chiesa e la assiste anche in mezzo alle tempeste. Egli nella sua
saggezza infinita, unita alla sua misericordia e giustizia, saprà
trovare il modo per trarre il bene dal male, come fece dopo il triplice
rinnegamento di Simon Pietro. Penso che questi ultimi attacchi, avvenuti
dopo l’ennesimo annacquamento del Vangelo durante la visita di Benedetto
XVI alla sinagoga romana (17 gennaio 2010), siano il segno che l’ora del
calvario e della risurrezione si avvicina. Mala tempora currunt, sed
bona tempora veniant! Tuttavia la strada che porta alla risurrezione
è quella del calvario. Solo morendo si rinasce a miglior vita. Solo
accettando la persecuzione si può essere sale e luce del mondo. Si deve
prima vivere le Beatitudini per poter poi insegnare senza lusinghe né
adulazioni le verità esigenti e impegnative e preservare le anime dal
peccato per mantenerle in grazia di Dio.
d. Curzio
Nitoglia
20 aprile 2010
Martedì 23 marzo 2010 il giornalista
Gerald Wagner ha
scritto sul famoso quotidiano inglese
Daily
Telegraph il
seguente articolo: «Il clima postconciliare e la pedofilia. Lo
scandalo cattolico degli abusi sessuali: è tempo di cacciare i
vescovi modaioli e restaurare la fede. […]. Il problema degli
abusi è solo una piccola parte della crisi molto più grande che ha
travolto la Chiesa dopo la Catastrofe Vaticano secondo, e che è ben
più seria della Riforma. […]. Come poteva il clero trasgredire così
gravemente le dottrine della Chiesa? Questi reati hanno avuto luogo
nella scia del Vaticano II, quando le dottrine furono gettate via
come zavorre. Questi criminali erano i figli di Paolo VI e
dell’"aggiornamento". Una volta che hai svilito il Corpo mistico di
Cristo, insozzare i chierichetti diventa facile. I Sacramenti e le
pratiche devozionali ‘trascurati’, che il Papa dice avrebbero potuto
evitare tutto questo, non avvizzirono sulla vite: essi sono stati
scoraggiati attivamente da vescovi e sacerdoti. Nel periodo
quando questo abuso era dilagante, c'era solo un peccato mortale
nella Chiesa Cattolica: osar celebrare o assistere alla Messa
Tridentina in latino. Un sacerdote che stuprasse chierichetti
sarebbe stato spostato in un'altra parrocchia; per un sacerdote che
avesse avuto l'audacia di celebrare la messa antica – i suoi piedi
non avrebbero toccare il suolo. […]. Così, il fatto che alcuni
degenerati che mai avrebbe dovuto essere ordinati abbiano violato
dei giovani - di per sé un peccato deplorevole - significa che il
figlio di Dio non è venuto sulla terra, a redimere l'umanità sulla
Croce e a fondare la Chiesa? Questo scandalo terribile compromette
le verità della fede non più che la carriera di Alessandro VI o di
qualsiasi altro corrotto Papa rinascimentale. […] ».
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