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Una nuova aggressione sionista?
di Siro Mazza - TerraSantaLibera.org - 22/luglio/2010

Un
nuovo attacco dell’entità pirata sionista al Libano sembra imminente. Da
qualche tempo se ne avvertono i cattivi segnali premonitori: sono ormai
tre settimane che quello che sembra essere il bollettino ufficioso del
Mossad in Italia (“Il Foglio”) agita le acque, con articoli di pura
disinformatzja. Gli ha fatto degno coro, qualche giorno fa, la Fiammetta
nazionale (di quale nazione si può ben intuire, anche se il suo lavoro
di parlamentare della Knesset a Montecitorio le viene retribuito dal
contribuente italoide), in
un farneticante articolo che solo un lettore
mistificato e narcotizzato come quello-tipo del “Giornale” si può essere
tranquillamente bevuto.

Tali esempi di propaganda bellica sono stati riportati fedelmente
su
questo sito. In più, consigliamo (per chi è abbonato a quel web
magazine) la lettura dell’articolo dell’amico Maurizio Blondet “Israele
cerca pretesti per sterminare”
(v.
http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&task=view&id=21494&Itemid=135),
dove sono attentamente vagliate le manovre in corso, per provocare una
guerra contro il movimento patriottico libanese Hezbollah, e, di
conseguenza, contro l’intero Paese dei Cedri, vista la sua organicità
con esso – a livello sociale, politico, istituzionale ed anche militare
–, checché ne dicano i sicari con la penna della stampa occidentale
(accanto alla carta straccia summenzionata, altri giornali europei
divulgano la stessa menzogna sionista, da "Deir Spiegel" a "Le Figaro",
come ha fatto notare il gen. Michel Aoun, capo della Libera Corrente
Patriottica libanese, sottolineando che, prima di ogni aggressione
militare, l’entità sionista è sempre attenta ad assicurarsi l’appoggio
di compiacenti maggiordomi).

A
confermare le nuove minacciose intenzioni stragiste da parte dell’entità
terrorista giudaica, giungono infine le tracotanti affermazioni di
Ashkenazi (un nome che è tutto un programma, dimostrando la sua totale
estraneità etnica, rispetto alla sua presunta “terra avita”), capo del
glorioso Tsahal, l’armata di assassini le cui ultime imprese sono le
stragi in Libano del 2006, a Gaza nel 2009, nonché l’assalto pirata di
sette settimane fa. Costui, in visita presso la colonia italiana, ha
ripetuto pedissequamente quanto già sproloquiato dalla sua connazionale
Nirenstein nell’articolo citato, confermandone le inquietanti fonti.
Ma
di ciò lasciamo che informi i nostri lettori l’ottimo Matteo Bernabei,
di cui riportiamo un pezzo pubblicato oggi sul quotidiano “Rinascita”. A
quanto da lui raccontato vogliamo solo aggiungere una considerazione:
mentre in altri Stati, anche europei, i capi sionisti si guardano bene
dal farsi vedere (un recente esempio: il ministro della “Difesa” -sic!-
Barak, che ha disdetto, il mese scorso, un previsto viaggio a Parigi,
per paura di finire dietro le sbarre per crimini contro l’umanità),
temendo che qualche giudice faccia il suo dovere, in Italia ciò non
accade, forse perché la nostra magistratura – inadempiente, castale e
parassitaria – è troppo occupata a inseguire presunti “terroristi
islamici” o a inventarsi trame da operetta. Ma c’è di peggio: qualcuno
ha visto proteste, sit-in, cortei contro questo macellaio in divisa,
contro il capo di una banda di massacratori il cui sport preferito è
l’uso di armi proibite, il tiro all’ospedale, all’asilo, all’acquedotto,
alla donna (meglio se incinta) e al bambino, palestinese, libanese o di
qualsiasi ‘razza goym’ appartenga?! Dove sono i no-global? Dove sono i
partitucoli “proletari” o “nazionali”? Dove i “centri sociali” di destra
e di sinistra, emblematico e pietoso caso di “antagonismo
istituzionale”, attenti a non rischiare le posizioni e i privilegi
acquisiti (nonché la buona nomea mediatica?). “Che razza di schiavi!”,
avrebbe chiosato Ezra Pound…
Siro Mazza
22 luglio 2010
Libano. Hizbollah nel mirino di Israele
Ashkenazi:
“Pronti a colpire il Partito di Dio anche nei centri abitati”
di
Matteo Bernabei - Rinascita.eu - 21 luglio 2010

Dopo aver delegittimato Hamas e averlo trasformato agli
occhi dell’opinione pubblica internazionale in un’organizzazione
terroristica, così da poter giustificare ogni tipo di attacco
indiscriminato sul territorio che questo controlla, ora Washington e Tel
Aviv vogliono riservare la stessa sorte anche al movimento sciita
libanese Hizbollah. Due partiti riconosciuti ed eletti dal proprio
popolo che hanno la sola “colpa” di essere i due principali gruppi di
resistenza anti-israeliana della penisola araba.
Nel distorcere la visione del movimento che governa Gaza,
Stati Uniti e Israele hanno avuto vita facile, grazie soprattutto alla
collaborazione delle
altre forze politiche
della Palestina
che hanno
indotto l’Unione europea e il resto della comunità internazionale a non
tenere conto dei risultati elettorali e delle relazioni degli
osservatori internazionali che li hanno giudicati regolari. Più
difficile l’opera diffamatoria, invece, nei confronti del movimento
libanese proprio per la grande considerazione che il governo di Beirut
ha di quest’ultimo. Ma nonostante tutto, l’opera dei detrattori prosegue
e da Roma dove si trova in visita istituzionale il capo di stato
maggiore delle forze armate israeliane, Gabi Ashkenazi, è tornato a
lanciare apocalittici moniti ai governi europei che fino ad ora si sono
rifiutati di inserire Hizbollah nella lista nera delle organizzazioni
terroristiche.
“Il Partito di Dio si sta continuando ad armare ed è
molto più forte del 2006. In tutto il Libano, incluso il Libano
meridionale, villaggi residenziali sono trasformati in villaggi per
razzi terra-terra”, ha affermato il generale spiegando che “ancora una
volta” a suo parere “la dura realtà è che gli Hizbollah sfruttano i
civili per poter attaccare Israele”.
Ashkenazi ha rivelato inoltre che se in futuro la
situazione lo dovesse richiedere, Tel Aviv è pronta a colpire il
movimento sciita anche all’interno dei centri abitati e che in tal caso
la responsabilità delle morti civili sarà da attribuire soltanto al
Partito di Dio stesso.
Parole già sentite in passato e i cui effetti sono ancora ben visibili
sulla popolazione della Striscia di Gaza. Come già detto, però, Hamas e
Hizbollah sono simili ma non uguali e il partito di Nasrallah ha già
sconfitto Israele sul campo di battaglia quattro anni fa e certamente
non avrà problemi a rifarlo ora che, secondo il responsabile delle forze
armate con la stella di Davide, è ancora più forte. Senza considerare
poi i possibili scenari se anche Siria, Iran e Usa decidessero di
prendere parte al conflitto.
Il generale ha infine cercato di esortare i governi
occidentali all’intervento prima che questa sua previsione possa
diventare realtà, facendo notare come le truppe Unifil non siano state
in grado di far rispettare la risoluzione 1701 dell’Onu che vieta al
movimento di Nasrallah di armarsi. Una faccia di bronzo degna dei suoi
leder politici quella di Gabi Ashkenazi, capace di pretendere
l’applicazione di una decisione delle Nazioni Unite quando, della carta
dei diritti dell’uomo stilata proprio dal palazzo di vetro, i governi di
Tel Aviv che si sono susseguiti negli ultimi anni se ne sono sempre
infischiati.
21 Luglio 2010
http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=3228
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