HOME LIBRI  VIDEO  Mercatino NEWSLETTER

"Notizie dalla Terra Santa"

 

Anno VI - 2010

                                    www.TerraSantaLibera.org         www.HolyLandFree.org

Questa Redazione, pur non condividendo sempre e necessariamente tutte le dichiarazioni degli autori nei testi citati, reputa che esse siano comunque utili fonti di informazione e riflessione.

Non omologati in alcun schieramento, in rispetto della libertà di pensiero e d'espressione garantite costituzionalmente, riteniamo irrinunciabile e giusto dare spazio a molte voci del dissenso, altrove negate.

Hezbollah:

la politica israeliana si basa sul massacro di civili 

 

 di Siro Mazza - 2 giugno 2010

 

 

foto di DagoHB: Beirut dopo i bombardamenti israeliani del 2006

Beirut, 2 giugno 2010. Il movimento “Hezbollah” ha definito un “crimine terroristico” il massacro attuato dalle forze di occupazione israeliane contro gli attivisti della “Freedom Flotilla”.

In un comunicato diramato dal suo ufficio per le relazioni con la stampa, e ripreso dalla Tv ”Al_Manar”, il partito della resistenza islamica libanese ha sostenuto che questo nuovo delitto, perpetrato contro dei civili innocenti, costituisce un’ulteriore prova del malvagio istinto che macchia l’anima sionista e che si esprime contro tutti gli esseri umani, a qualsiasi religione o nazionalità essi appartengano.

Le considerazioni di Hezbollah non fanno che ribadire quanto evidenziato da tanti uomini politici giornalisti, intellettuali (anche ebrei) del mondo intero: per gli Israeliani non esiste nessun principio di unità ed universalità dello statuto etico-giuridico del genere umano, così come, tanto meno - e di conseguenza - alcuna norma di diritto internazionale da rispettare.

 “Questo crimine – si legge ancora nel comunicato diffuso da Hezbollah – rappresenta l’incarnazione dell’arrogante volontà di potenza che attanaglia i governanti di Israele e che non cessa di accrescersi nel corso degli anni, grazie all’illimitato sostegno occidentale al progetto sionista, e grazie alle errate scelte di molti regimi arabi, a proposito della politica da adottare di fronte alle aggressioni israeliane che ogni giorno diventano più gravi”.

L’analisi del “Partito di Dio” libanese è duramente realistica e precisa: “Il massacro di civili è parte integrante di una radicata politica israeliana, che trova le sue fonti nei principi fondamentali dell’ideologia dei capi pionieri del sionismo, fondatori dell’entità giudaica”. E tale politica è stata condotta “da prima ancora della creazione dell’entità di occupazione in Palestina, così come nelle successive tappe storiche”.

Se, in effetti, si guarda alla storia del neocolonialismo giudaico senza i paraocchi della propaganda diffusa in Occidente, se ne scorgono le spietate direttive talmudiche (vera essenza del sionismo, al di là di una sua presunta “laicità” originaria) e la loro conseguente e metodica messa in pratica, contro gli “animali parlanti” arabi e chiunque fosse loro alleato o solidale.

D’altra parte, l’aggressione giudaica al Libano del 2006, con la distruzione delle infrastrutture del Paese e i massacri della popolazione civile, e la bestiale efferatezza dell’operazione “Piombo fuso” contro Gaza dimostrano la sempre maggiore tracotanza della criminalità di stato sionista, al limite di un luciferico delirio di onnipotenza

Tuttavia, secondo il partito di resistenza libanese, quest’ultimo massacro dovrebbe costituire una chiave di volta nelle relazioni fra tutte le forze mondiali e l’entità sionista, trovandosi le istituzioni internazionali davanti a una nuova storica prova, che possa riaffermare la loro compromessa credibilità. “Esse devono adempiere il loro evidente dovere di fare fronte ai crimini degli Israeliani, che si succedono senza sosta, per dissuaderli dal perseverare in tale azione delinquenziale, di identificare coloro che hanno dato l’ordine di impossessarsi della flotta e di giudicarli come criminali di guerra e di criminali contro l’umanità”.

Hezbollah ha quindi esortato gli Stati di tutto il mondo ad uscire dal loro silenzio davanti a tali crimini e a prendere iniziative coerenti coi loro slogan sui “diritti dell’uomo”, rompendo tutte le loro relazioni con lo stato-pirata israeliano e ponendolo di fronte alle sue responsabilità di aggressore e massacratore di civili.

Indirizzandosi poi ai dirigenti dei Paesi arabi ed islamici, il movimento libanese ha chiesto di adottare almeno per una volta le posizioni che a loro  richiedono i propri popoli: “Le espressioni di denuncia e di condanna – si legge ancora – sono ormai insufficienti davanti alle scene sanguinose”. Vengono invece sollecitate la rottura delle relazioni con Israele e l’adozione di “una strategia operativa tangibile, tesa all’eliminazione del blocco imposto contro Gaza e la Cisgiordania e al sostegno del popolo palestinese, con l’offerta dell’aiuto di cui ha bisogno per liberare la sua terra, mettendo fine all’incubo sionista”.

Hezbollah ha infine presentato le sue sincere condoglianze alle famiglie delle vittime di tale odioso crimine. Rivolgendosi in modo particolare al popolo turco, il gruppo patriottico sciita ha voluto salutarlo, sottolineandone l’indefesso sostegno al popolo palestinese nella sua lotta contro il nemico sionista, ed ha elogiato le posizioni ufficiali della dirigenza turca “ostile alla montante arroganza sionista”.


Vai alla pagina "PROGETTO LIBANO": archivio degli articoli a cura di Siro Mazza

Link a questa pagina: http://www.terrasantalibera.org/sm_politica_israeliana_massacra.htm

"Notizie dalla Terra Santa"

Tutte le notizie e articoli contenuti in questo spazio web sono liberamente riproducibili (salvo successive controindicazioni degli autori e/o degli editori distributori) purchè citandone integralmente tutte le fonti (inclusa questa), gli autori, i traduttori e i links : informazione e contro-informazione devono essere libere  e alla portata di tutti. Chi, divulgando questi notiziari, omette di fornire le indicazioni sopra citate, o impedisce in qualsiasi modo  la  libera veicolazione delle notizie,  sabota gravemente  la libera informazione.