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QUESTA Redazione, pur non condividendo sempre e necessariamente tuttE le dichiarazioni degli autori

nei testi citati, reputa che esse siano comunque UTILi fonti di informazione, testimonianza e riflessione.

Non omologati in nessuno schieramento e in rispetto di quella libertà di pensiero e d'espressione garantite costituzionalmente, riteniamo IRRINUNCIABILE E giustO dare spazio a MOLTE voci del dissenso, ALTROVE NEGATE.

 
 

GIUDAIZZAZIONE di GERUSALEMME:

In seguito agli scontri e all'attacco alla moschea di Al-Aqsa,

30 cittadini feriti e  altre 20 persone arrestate.

dichiarazioni del Mufti di Gerusalemme,

del Ministro della Giustizia Palestinese,

dellA'autorita' d'Occupazione e del portavoce

dell'Autorita' Palestinese di Ramallah.

 

Cinque giornalisti sono stati picchiati dalla polizia israeliana.

Anche un'infiermiera  e un  medico sono stati feriti dalle milizie d’occupazione.

 

 

Articolo tradotto dall’arabo dal quotidiano Ma’an News,

di lunedì 26 ottobre 2009, a cura di Fadi Shirak, arabo-cattolico,

dal West Bank, Palestina occupata, per TerraSantaLibera.org


 

 Ieri Domenica, oltre 30 persone sono state ferite, tra cui cinque giornalisti, e due paramedici, in scontri con le forze d'occupazione israeliane nei cortili della moschea AL Aqsa ed i vincoli della Città Vecchia di Gerusalemme.

Ne è seguita l'intrusione di polizia e forze speciali israeliane sulla Spianata, che hanno circondato centinaia di fedeli all'interno della moschea e hanno sparato proiettili di gomma, granate stordenti e gas ad alta densità.

 
Le fonti hanno detto che tra i feriti ci sono cinque giornalisti che sono stati picchiati dalle forze d'occupazione. Sono: la giornalista Maysa Abu Ghazaleh, corrispondente di Palestine News Network, la giornalista Diyala Jowayhan corrispondente di "Quds net", il giornalista  Mahfouz Abu Terk, fotografo dell’agenzia di stampa Reuters, il  fotografo giornalista Atta Aoissat e il fotografo giornalista Mahmoud Alyan Al-Quds. Anche l'infiermiera  Fatina AL Zghayer dell'Unione dei medici arabi, e un altro medico del soccorso medico, sono stati feriti dalle milizie d’occupazione israeliane.

 

Le fonti mediche palestinesi hanno detto che almeno cinque persone sono state ricoverate nell'ospedale ALmakased a Gerusalemme affinchè possano essere curate le loro ferite e fratture d’arti, tra cui quelle a due donne, colpite dal ginocchio e al petto.

 

Gli scontri sono scoppiati nel pomeriggio tra decine di giovani arabi e le forze d'occupazione israeliane nei cortili intorno ad Al-Aqsa, dopo che l’autorità israeliana aveva inviato ulteriori forze di polizia e reparti speciali nei cortili della Spianata delle moschee, in un tentativo di assalto ai fedeli che si trovano all'interno di Al-Aqsa e Omar.

 
Le fonti hanno riferito che un gran numero di giovani ha raggiunto comunque la moschea dell'Aqsa, nonostante le misure delle forze d'occupazione israeliane  per impedire ai fedeli di religione islamica di accedere ad un’area di loro pertinenza. I giovani palestinesi, dopo aver appiccato fuochi e versato acqua sulle linee d'alimentazione (provocando un black-out) per bloccare gli strumenti elettronici della polizia, in particolare alla porta del Consiglio, dove hanno rotto le telecamere di sorveglianza.

 

Le milizie dell’occupante israeliano hanno arrestato più di 20 palestinesi, tra cui l'ufficiale Hatem Abdel Qader, responsabile del movimento di Fatah a Gerusalemme, che era presente nella moschea dell'Al-Aqsa.

 

L'avvocato Ahmed Safia ha detto che l'intenzione della polizia israeliana è di estendere il fermo d'Abdul Qadir per diversi giorni: si noti che il periodo di divieto per la sua presenza nelle vicinanze d'Al-Aqsa, sotto pena di reclusione, è terminato oggi.

 
La gran forza di polizia israeliana e le forze speciali hanno fatto irruzione Domenica mattina nei cortili del Aqsa sparando proiettili di gomma pesanti e gas lacrimogeni.

 

Le forze d'occupazione hanno cercato di prendere d'assalto la moschea per raggiungere i fedeli che erano al'interno della moschea dalla sera scorsa, come risposta ad un invito da parte delle istituzioni religiose e personalità arabe locali per evitare ciò che i gruppi ebraici ortodossi avevano precedentemente hanno annunciato, e cioè la loro intenzione di prendere d'assalto la moschea dell'Al-Aqsa per impadronirsene. Più di 150 erano i cittadini all'interno della moschea.

 

Una fonte attendibile ha precisato che per espognare Al-Aqsa è stato usato un accanimento speciale, usando scale e piedi di porco, invitando i fedeli all'interno della moschea assediata di aprire le porte e andarsene.

 

Anche se le forze d'occupazione israeliane hanno tagliato l'elettricità ai minareti della moschea di Al-Aqsa, sono comunque stati trasmessi appelli, tramite altri minareti, alla  gente in tutta la città di Gerusalemme, chiedendo loro di uscire per difendere la moschea dell'Aqsa, e aiutare le persone intrappolate all'interno.

 
Ci sono stati alcuni combattimenti fuori le mura della moschea dell'Aqsa, nel quartiere della comunità africana, alla porta del quartiere di Bab Hatta, e ad essere aggrediti dalle forze di polizia israeliana sono stati questa volta gli studenti delle scuole dell’orfanotrofio della città vecchia, che marciavano cantando Allah Akbar e chiedendo alla popolazione il sostegno per Al-Aqsa. Un gran numero di studenti è stato arrestato.

Fin dal mattino un elicottero israeliano, sopra il cielo della Città Vecchia, ha monitorato la situazione.

 

Il Mufti Sheikh Mohammed Hussein

Sheikh Mohammed Hussein, Mufti di Gerusalemme ha detto che la situazione ad Al-Aqsa è troppo pericolosa, e che sia probabile che le cose peggiorino ancor più.

Sheikh Hussein in un'intervista telefonica ha detto che le forze d'occupazione israeliane attaccano tutti i presenti nella  moschea dell'Aqsa picchiando e sparando gas lacrimogeni sia alle donne, che ai guardiani della moschea, che ai fedeli.

Egli ha aggiunto che le forze d'occupazione, sostenute da centinaia di ebrei ortodossi che circondano la moschea di Al-Aqsa e la moschea di Omar, la Cupola della Roccia, impedendo ultimamente a chiunque di entrare sulla Spianata, continuando a cercare di conquistare le moschee.


Da parte sua, un membro arabo della Keneset a Gerusalemme, Ahmad Tibi, ha accusato Israele, descrivendo ciò che sta accadendo come una serie continua di tentativi da parte israeliana di dimostrare di avere la sovranità su Al-Aqsa e sulla città di Gerusalemme occupata.

Tibi ha chiesto di fare opposizione alle politiche "ostili" del governo del primo ministro Benjamin Netanyahu, politicamente e a tutti i livelli, ed ha anche richiesto una presa di posizione compatta, islamica e/o araba, per sostenere  Al-Aqsa, esprimendo la sua tristezza per l'assenza di una tale presa di posizione comune e forte.

 

Il Ministro Palestinese di Giustizia

Sheikh Tayseer Tamimi, Ministro della Giustizia dell’Autorità palestinese, ha rivelato che i gruppi ebraici estremisti avevano minacciato di prendere d'assalto, domenica, la moschea dell'Al-Aqsa, per celebrare quello che chiamano "il Rmbam, o ascesa al Monte del Tempio", distribuendo a più di 30 gruppi ebraici centinaia di cartelli per mobilitare i suoi sostenitori nei pressi della città santa, in preparazione del raid.

 

Il portavoce dell'Autorità Palestinese

Il portavoce della presidente palestinese ha avvertito delle gravi ripercussioni che ci saranno a causa di questo attacco alla moschea di Al-Aqsa, e ha chiesto al governo israeliano di astenersi dallo scatenare soldati ed estremisti ebraici dal profanare la Santa Moschea dell'Al-Aqsa, e in particolare di cessare tutte le azioni provocatrici contro i cittadini di Gerusalemme.

Nabil Abu Rudeineh, portavoce della presidenza, nelle osservazioni effettuate dall'agenzia di stampa ufficiale palestinese, dichiara che Gerusalemme è su una linea rossa che non deve essere oltrepassata, e ha chiesto alla comunità internazionale, in particolare il Quartetto di fare pressione internazionale su Israele affinchè desista da azioni che non servono ad altro che ad esacerbare le tensioni nella regione.

Il portavoce, ha detto che “l’autorità d'occupazione ebraica sta per aprire una battaglia per il controllo di Gerusalemme e della moschea di Al-Aqsa: una battaglia impossibile, destinata al fallimento e alla sconfitta. Le forze del popolo palestinese e la loro autorità nazionale dovranno difendere con tutta la loro forza la capitale del loro Stato ed i loro santuari, tra cui il gioiello di Al-Aqsa-Sharif.

La resistenza e fermezza della nostra gente continueranno sul territorio della sua città santa, e saranno vittoriosi contro ogni tenativo di giudaizzazione  e controllo degli spostamenti della sua gente”.

Abu Rudeineh ha invitato il popolo palestinese di tutte le classi e componenti di essere superiori alle eventuali differenze e divisioni, confessionali e politiche, e di stare in ranghi compatti nella battaglia per difendere il carattere arabo di Gerusalemme e i sacri luoghi islamici e cristiani.

Il portavoce ha esortato la comunità internazionale e le sue diverse istituzioni, in particolare il Consiglio di Sicurezza e delle Nazioni Unite, di intervenire immediatamente per fermare i crimini israeliani contro la città, la sua gente, i suoi luoghi santi.

Egli ha inoltre invitato i popoli dei paesi arabi e islamici a sostegno della fierezza del nostro popolo, nella battaglia in difesa della capitale, per rafforzare la determinazione della sua gente.

Ha conclusione la sua dichiarazione, il portavoce ha avvertito che ciò che il governo d'occupazione fa contro Gerusalemme e Al-Aqsa minaccia di rovesciare il processo di pace in stallo a causa della politica degli insediamenti israeliani nei territori palestinesi, in particolare nella città di Gerusalemme, e che Israele sarà il solo responsabile per tutte le conseguenze derivanti da queste politiche di attacco al nostro popolo e ai suoi luoghi sacri.

 Israele: i fedeli assumano la responsabilità.

Da parte loro, fonti israeliane, hanno affermato che ciò che sta accadendo oggi nel cortile della moschea del Aqsa (cioè l'intervento in gran forze della polizia israeliana, usando gas lacrimogeni, granate assordanti e proiettili di gomma) ha fatto seguito al lancio di pietre e bottiglie molotov da parte dei giovani palestinesi, i quali hanno anche versato olio bruciato per impedire l'accesso alla Spianata da parte della polizia israeliana.  Le stesse fonti hanno confermato di aver arrestato 12 giovani palestinesi, che lanciando pietre hanno causato il ferimento lieve di tre membri della polizia israeliana.



Articolo tradotto dall’arabo dal quotidiano Ma’an News,

di lunedì 26 ottobre 2009,

a cura di Fadi Shirak, arabo-cattolico,

dal West Bank, Palestina occupata,

per TerraSantaLibera.org

http://www.terrasantalibera.org/spianata_moschee_sotto_attacco.htm 

 

 

 

 
 

 

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