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La trattativa israeliano-palestinese è
una commedia che non si concluderà mai
Pietro Ancona - Medioevosociale

Le agenzie riportano le proteste degli USA per
l'espansione della colonizzazione delle zone palestinesi di Gerusalemme
Est e Cisgiordania. Israele ha annunziato la costruzione di altre
milleseicento unità abitative nei luoghi dove sono state demolite o
espropriate le case dei palestinesi che in conseguenza di ciò sono stati
privati della cittadinanza e costretti a sdradicarsi, ad affollare i
campi profughi, a diventare paria apolidi nella loro stessa terra. Altri
130 unità abitazioni-fortezza si stanno costruendo costruite in
Gisgiordania..
Questo annunzio di Israele è l'ennesimo di un programma
che non si è mai rallentato nè fermato e che ha creato dentro la
Gisgiordania inizialmente delle enclave ora delle vere e proprie
fortezze di coloni che hanno emarginato la popolazione originaria. I
coloni si sono accresciuti in grande numero da quando Abu Mazen ha
disconosciuto la vittoria elettorale di Hamas e, con l'aiuto di Israele,
è riuscito ad isolarlo nella striscia di Gaza in uno spaventoso lager a
cielo aperto dal quale è impossibile andarsene e difficilissimo viverci
dentro una muraglia che isola dal mondo. Con la crescita numerica è
cresciuta l'arroganza razzista dei coloni che ora sono molto di più del
cuculo che era penetrato nel nido altrui ma squadre paramilitari di
sionisti fanatizzati da una dottrina che li ha convinto a credere la
Palestina la loro terra per decisione divina e che è sacrilega la
presenza di popolazioni di altra religione. IL fondamentalismo religioso
fomenta una continua pulizia etnica. Non passa giorno che non si
verifichino brutali maltrattamenti, ferimenti e uccisioni di cittadini
palestinesi.
L'Autorità palestinese non conta niente e, se non collabora, viene
aggredita nelle sue stesse caserme.
I programmi di pulizia etnica per fare avanzare la colonizzazione
israeliana vengono portati avanti assieme ad una allucinante
interminabile trattativa di "pace" che dura oramai da alcuni decenni e
che, chiaramente, costituisce una copertura propagandistica alla guerra
a bassa intensità che a volte diventa ad alta intensità. Le sortite di
caccia umana dei coloni armati di mitra sono quasi quotidiane. Le
prevaricazioni e le violenze , lo sdradicamento di ulivi e di vigne, l'
uccisione di pecore, gli incendi dei raccolti sono cronaca quotidiana. I
palestinesi non possono reagire. Verrebbero subito uccisi.
Il ruolo degli USA è di finto paciere. Gli USA e la Nato non vogliono la
pace perchè hanno deciso di tenere in fermento tutta l'area. Oltre
cinquecentomila soldati tra regolari e contractors occupano l'Iraq e
l'Afghanistan. Israele ha ridotto in macerie per due volte in venti anni
il Libano. Ora l'obiettivo è la sottomissione dell'Iran o la sua
distruzione. Le politiche USA e di Israele sono identiche e non
prevedono alcuna pace. La pace farebbe prosperare i popoli di una zona
ricca di petrolio e di altre materie prime e la condizione che si
vorrebbe per questi è quella di Haiti o delle Nazioni dell'america
latina soggette al predominio delle multinazionali.
E' chiaro che non c'è alcuna intenzione di creare uno Stato palestinese
indipendente che possa vivere in pace accanto ad Israele. Si prevede un
unico Stato etnico-religioso dotato di uno degli eserciti più potenti
del mondo e di un ernorme arsenale nucleare che vuole espandersi ben al
di là delle terre che occupa e dominare su una vastissima area. .
L'ideologia sionista è riuscita ad egemonizzare la politica e la cultura
delle comunità ebraiche e creato l'idolatria di uno Stato di soli ebrei.
Dentro l'ebraismo esistono resistenze sempre più deboli a questo
progetto. Molti soldati hanno pagato con la galera il loro rifiuto a
seviziare e massacrare i palestinesi. Ma in atto non esiste alcuna
possibilità di fare prevalere una corrente pacifista e umanitaria tra
gli israeliani.
Il sionismo viene incoraggiato dall'Occidente ed identificato con
l'ebraismo. Quando Napolitano sostiene che chi è contro Israele è
antisemita criminalizza in blocco ed a priori ogni critica, ogni
insofferenza. Tutta la stampa occidentale dal NYT a Repubblica è
rigorosamente allineata con Israele senza se e senza ma ed accetta senza
battere ciglio qualsiasi misfatto. Gaza è stata bombardata per circa un
mese, è stata distrutta, cinquecento bambini e circa duemila civili sono
rimasti uccisi ma questo non ha emozionato nessuno dei famosi opinionist
che non si sono peritati di dare uno straccio di giustificazione alla
distruzione di una regione con quasi due milioni di persone.
La trattativa israeliano-palestinese è una commedia che non si
concluderà mai. Quanti ritenevano che il comportamento di Israele fosse
conseguenza del fanatismo terrorista di Hamas dovrebbero dirci perchè
non sia servito a niente il comportamento remissivo e collaborazionista
di Abu Mazen che
è considerato alla stregua di un servo che deve ringraziare per non
essere scudisciato o impalato.
I palestinesi debbono ritrovare al più presto la loro unità se non
vogliono fare la fine delle tribù di pellirossa che gli Usa mettevano
l'una contro l'altra mentre li spingevano verso le terre più
inospitabili per chiuderli in " riserve".Ancora oggi gli scalpi dei
sioux e gli oggetti della loro cultura sono souvenir per turisti nei
drugstore del Texas o dell'Arizona. Questa infame mercificazione della
memoria e della cultura dei popoli vinti e quasi scomparsi come i bufali
delle grandi praterie o i maori australiani deve essere di monito.
Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
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