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"Notizie dalla Terra Santa"

 

Anno VI - 2010

                                    www.TerraSantaLibera.org         www.HolyLandFree.org

Questa Redazione, pur non condividendo sempre e necessariamente tutte le dichiarazioni degli autori nei testi citati, reputa che esse siano comunque utili fonti di informazione e riflessione.

Non omologati in alcun schieramento, in rispetto della libertà di pensiero e d'espressione garantite costituzionalmente, riteniamo irrinunciabile e giusto dare spazio a molte voci del dissenso, altrove negate.

«Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero» (Anonimo).

 

VERSO GAZA

Per la libertà, per la giustizia

 

Joe Fallisi

 

da CiviumLibertas.blogspot.com - mercoledì 19 maggio 2010

 


 

Invano si cercherebbe, su uno qualunque dei mezzi di (dis)informazione ufficiali, qualche notizia relativa a ciò che accade in Palestina. Provate a consultare l'Ansa, per esempio (http://www.ansa.it/)... proprio ora, alle 10h59m di domenica 16 maggio 2010. Verrete a sapere che "è il giorno di Tavernier" (ieri era quello del sig. Woody Allen), o della presenza di "migliaia a San Pietro per il papa-day"... qualunque cosa, ma non una parola riguardo a quel che subiscono i Palestinesi sotto occupazione (da 62 anni); né, tanto meno, su ciò che gli uomini e le donne di buona volontà stanno facendo nel mondo per ripristinare un minimo di giustizia. Eppure le "notizie", in negativo e in positivo, ci sono, eccome. Volete sapere le ultime due imprese dei tiranni? Da qualche altra parte nella rete ancora se ne trova traccia. Ecco: è appena morto un bambino gassato dall'esercito di "Israele", e un altro l'han freddato i gentili coloni di Ramallah... tirava pietre (cfr. http://wakeupfromyourslumber.blogspot.com/2010/05/infant-dies-after-being-gassed-by.html). Una cosa normalissima, lo so, che non merita alcun rilievo. Mica li si vorranno paragonare, "eventi" simili, a quelli del "Festival di Cannes"!... C'è però qualcos'altro di cui, temo, non potranno non occuparsi fra qualche giorno anche i "giornalisti" a servizio, quelli politically correct, "embedded" (la maggioranza assoluta della categoria). E' in procinto di salpare una vera e propria flottiglia, la "Flottiglia della libertà". Direzione? Gaza. Sarò con loro, e non potrei essere più felice. La via marina di soccorso fu aperta meravigliosamente nell'estate di due anni fa dal primo viaggio di Free Gaza, pattuglia internazionale di attivisti per i diritti umani che non sopportava più di assistere impotente allo strazio dei gazawi. Contro tutte le previsioni dei vili e dei complici le due barche arrivarono al povero porto della Striscia, in un tripudio di pescatori e ragazzini radiosi, increduli che non fosse un sogno, ma la realtà. Ci riuscimmo anche con la seconda spedizione, cui ebbi l'onore di partecipare, su una barca con lo stesso nome della Palestina: Dignità. E altre piccole navi seguirono. Finché, durante la "guerra" genocidaria scatenata dai sionisti nel dicembre-gennaio 2008-2009, venimmo bombardati pure noi (Dignity ora giace sui fondali di Larnaca) e non ci fu più consentito di portare altri aiuti. Ma s'illudeva chi era convinto, chi sperava fosse un fuoco di paglia. Avevamo promesso ai nostri fratelli che saremmo tornati. E questa volta sarà molto più difficile impedirlo. Non si tratta solo del numero di navi (nove, di cui quattro cargo) e della consistenza dei soccorsi (macchinari indispensabili agli ospedali, case prefabbricate, tonnellate di cemento e di medicinali, apparecchiature per il filtraggio dell'acqua, materiale scolastico...), ma del fatto che per la prima volta uno Stato, la Turchia, appoggia senza mezzi termini la nostra missione e anzi vi partecipa. Il cuore dell'organizzazione sarà proprio l'IHH (http://www.ihh.org.tr/anasayfa/en/), fondazione turca per i diritti umani sotto l'egida del governo di Erdogan (cfr. http://savegaza.eu/eng/index.php?id=393). Insieme con loro i miei valorosi amici di Free Gaza (http://www.freegaza.org/), la Campagna Europea per mettere fine all'assedio di Gaza (http://savegaza.eu/eng/), due "Navi per Gaza" (l'una dalla Svezia, l'altra dalla Grecia) e, aggiuntasi in extremis, una nave inviata dal secondo partito politico dell'Algeria. Si tratterà, come sempre, per quel che ci riguarda, di una missione umanitaria e del tutto pacifica. I battelli potranno essere ispezionati dalle varie autorità in qualunque momento.


 
Siamo sempre stati minacciati dall'entità sionista prima di ogni partenza. Oggi le intimidazioni sono ancora più forti. Ma non ci fermeranno. (cfr. http://www.freegaza.org/it/home/56-news/1169-israels-intimidation-tactics-wont-stop-us-first-ship-sets-sail-for-gaza). Usciti dalle acque territoriali cipriote, ci troveremo di nuovo in quelle internazionali, che per definizione non appartengono ad alcuno Stato, poi giungeremo nelle acque di Gaza. Solo con la forza bruta potranno fermarci. E non è detto che questa volta nessun Paese non reagisca all'eventuale sopruso. Anche gli dei del mare ci aiuteranno.

 
N. B.: chi volesse inviare contributi finanziari può farlo utilizzando il c/c bancario o quello postale intestati all'abspp, l'associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese (http://www.abspp.org/). La causale: Freedom Flotilla (cfr. http://www.infopal.it/leggi.php?id=14589).

 

RASSEGNA STAMPA COMMENTATA
 
1. Isteria di madonna Fiammetta. – Sono sempre così unilaterali i giudizi, le “analisi” di Fiamma Nirenstein, da noi bonariamente chiamata Fiammetta, da produrci una sensazione difficilmente definibile. Ognuno di noi ha normalmente il senso della misura e sa fino a quanto può spararle. A dirle troppo grosse o a manifestarsi sfacciatamente unilaterali e di parte nei giudizi si sa bene di non poter ottenere nessun credito. Invece in Fiamma Nirenstein manca totalmente qualsiasi senso della misura. Non ha la più pallida idea di cosa sia oggettività di giudizio. Normalmente, un giornale serio non guadagna lettori con simili giornalisti. Ma probabilmente “il Giornale” non ha bisogno di lettori, ma esaurisce la sua funzione nello stampare le cose che pubblica. Terrorismo, terrorismo, terrorismo: la solita cantilena! Non sarebbe difficile, se servisse a qualcosa, stilare un elenco di fatti e data per dimostrare alla signora Nirenstein come non vi sia maggiore terrorista della stessa Israele e dei sionisti nel corso di tutta la loro storia. Evidentemente, la tecnica che seguono è quella del marketing: ripetere all’infinito una menzogna o una diffamazione per convincere un numero direttamente proporzionale di persone ignare o che vogliono trovare giustificazione per la propria cattiva coscienza e le cattive azioni. In fondo, ai massacratori di Gaza, delle varie guerre al Libano, agli autori della pulizia etnica del 1948 e anni successivi, non si può certo chiedere di avere una cattiva coscienza: una ragione di quello che hanno fatto e fanno tuttavia devono pure farsela ed interiorizzarla. Chiaramente sono “anime perse” e non è nostro compito salvarle e redimerle. È sufficiente se riusciamo a difenderci e salvarci dalle mene di costoro. È veramente il colmo dell’indecenza come costei abbia scambiato il parlamento italiano per una sottocommissione della Knesset («Ho provato a dirlo all’ambasciatore turco…»!!!) e dal primo giorno del suo insediamento in Montecitorio operi e parli proprio come se fosse alla Knesset. Credo che gli interessi del popolo italiano siano l’ultima cosa che possa starle a cuore: non capisce neppure il problema! Se vi fosse bisogno di smantellare le sciocchezza a stampa di donna Fiammetta, basterebbe osservare che nella propaganda israeliana si poteva sentire la stessa musica prima che Hamas fosse, ed il giorno in cui Hamas non fosse più, ma apparisse sulla scena un ”ihh”, la musica sarebbe la stessa, almeno fino a quando non riusciranno a produrre il fantoccio, il kapò, di cui hanno bisogno: è questa la loro politica estera, un Vicino Oriente tutto composto da stati fantoccio. E per ottenere questo sono ben disposti a superare il fatidico numero dei sei milioni di morti, se già non è stato superato dal 1948 ad oggi. Torno appenda adesso da una conferenza di geopolitica tenuta da militari italiani: la loro verità è ben diversa dalle frottole che vengono ammannite al popolo italiano a mezzo stampa.

2. La faccia tosta in mare. – Mentre prende corpo un poderoso tentativo di rompere l’assedio israeliano di Gaza, in pratica un genocidio per fame e avvelenamento ambientale, con navi che partono da Cipro – una vera e propria flotta – con a bordo autorità turche, il governo sionista corre ai ripari per sventare l’iniziativa pacifista e umanitaria. A meno che non ci si debba aspettare un vero e proprio combattimento navale, o meglio un affondamento di mercantili civili da parte della marina israeliana, sembra difficile rompere la determinazione di quanti sono decisi a portare aiuti a chi ne ha disperatamente bisogno. Nella certezza, patologica e davvero allarmante, di poter opporre ragioni morali a tanta disumanità che dura da oltre un secolo: la disumanità di chi pretendeva che vi fosse una terra senza un popolo, eccetto pochi selvaggi, che si poteva tranquillamente occupare e popolare. Il vero e proprio genocidio che si consuma ancora sotto i nostri occhi pretende di avere dalla sua ragioni morali. Si partono in coloni con delle loro navi, yacht, per andare a rinfacciare ai turchi il genocidio degli armeni, pensando evidentemente in questo modo di non dover rispondere da quello in atto proprio nella Striscia di Gaza. Altro argomento: la repressioni dei curdi. Una carità assai pelosa se si considera l’ingerenza israeliana nel quasi stato del Curdistan che è pensato per destabilizzare tutta l’area geopolitica: vivono di guerre, procurando guerre, aizzando alla guerra! Confidano nella copertura della stampa sionista occidentale, che dovrebbe far risaltare le ragioni portate in mare dalla Contro-Flotilla della Vergogna, che ha un organizzatore: Guy Bechor.

3. “Free Gaza” - Dichiarazione del Forum Politiche internazionali di Sinistra Ecologia Libertà. – «L’embargo contro Gaza, con le sue caratteristiche di vera e propria punizione collettiva, costituisce un grave attentato contro i diritti fondamentali alla vita, alla salute, alla sicurezza degli abitanti – donne, uomini, bambini – di Gaza. Siamo di fronte a una violazione del diritto internazionale umanitario: violazione che richiederebbe da parte della comunità internazionale, a cominciare, per quel che ci riguarda, dai Paesi europei, una chiara assunzione di responsabilità nella critica e nel contrasto alla politica di Israele. La crisi di Gaza al contrario va avanti nell’indifferenza generale mentre cadono nel vuoto le raccomandazioni del presidente Obama al governo israeliano e vengono avanti progetti che aggraveranno le condizioni di sopravvivenza degli abitanti di Gaza. Tra questi, la costruzione da parte dell'Egitto di un muro in ferro che misurerà 30 metri in profondità (sottoterra) e 20 metri di altezza al confine Sud di Rafah,. Esso impedirà in modo definitivo alla popolazione Palestinese di procurarsi beni di prima necessità. Le missioni di Free Gaza, nello spirito di solidarietà, giustizia, libertà che le muove, nelle forme di sfida non violenta contro l’illegalità del blocco e di richiesta di ripristino del diritto internazionale, rappresentano una pratica di assunzione di responsabilità che rafforza la speranza di processi di pace costruiti direttamente da chi la pace la vuole e in grado di attirare l’attenzione di governi e istituzioni internazionali. Per questo vanno sostenute e fatte conoscere. Il Forum delle politiche internazionale di Sinistra Ecologia Libertà, impegnato a rompere il silenzio e l’indifferenza che regnano intorno al dramma di Gaza, esprime la sua solidarietà nei confronti della missione di mare per rompere l’embargo, in cui nel mese di maggio è impegnata Free Gaza».

 

Fonte: http://civiumlibertas.blogspot.com/2010/05/verso-gaza-per-la-liberta-per-la.html

Link a questa pagina: http://www.terrasantalibera.org/verso_gaza.htm

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